venerdì 7 marzo 2014

L'estronauta torna a casa (Quindicesimo episodio)

- Nonno, nonno, avevi promesso di raccontarmi una storia di Gionzo! Urlò Giulia tirando il nonno per il braccio mentre ancora terminava la cena.
 
- Va bene piccola, ora arrivo. Se ben ricordo l'ultima volta Gionzo si trovava nel paese delle Idimarip ed era appena stato invitato a casa di Rasa...
 
- Si si. E poi cosa è successo? Dai su, racconta...
 
- E poi... e poi il nostro ospite Rasa gli ha spiegato il significato di tutti quei simboli disegnati nelle pareti di casa. Devi sapere, mia piccola nipotina, che la razza del paese delle Idimarip è una razza antichissima. Che inventò la scrittura molto tempo prima delle Lettere. Però la loro scrittura era composta da tanti disegni e perciò era molto difficile da capire. Solo in pochi possono interpretare...
 
- E tu nonno, sai inpepetare i loro disegni? Disse Giulia impaziente.
 
- E no, io non sono in grado di interpretare i loro disegni. Comunque sia, Rasa spiegò a Gionzo che la sua razza aveva colonizzato tutto il sistema solare e che si era trasferita su un'altra stella molto molto lontana. Lui, Rasa, era molto vecchio e non voleva abbandonare la sua casa così aveva deciso di restare sulla luna.
Di tanto in tanto i nipoti venivano a trovarlo e lui approfittava di quei momenti per raccontare loro delle storie, come faccio io con te!
 
- Perchè Rasa non voleva partire? Non voleva bene ai suoi nipotini? Chiese Giulia un po triste per i nipotini di Rasa.
 
- Ma si che gli vuole bene. Però è molto anziano e un lungo viaggio non era consigliato.
 
- Comunque c'è sempre il telelunofono. Per cui tutte le sera può vedere i nipotini e raccontargli quello che fa. Disse Giulia impossessandosi della storia del nonno.
 
- E si, hai proprio ragione. Che sbadato non ci avevo pensato!
 
- Nonno, io sarei partita comunque. Non avrei mai lasciato soli i miei nipotini. E tu cosa avresti fatto? 
 
- Anche io sarei partito. Non ti avrei mai lasciata sola!
 
- E poi cos'è successo?
 
- Gionzo e Ruggero il Camaleone visitarono la casa e la valle e furono ospiti di Rasa per una settimana fino a che non fu il momento di partire. Erano passati due mesi da quando Gionzo era arrivato sulla Luna e aveva nostalgia della famiglia così decise di tornare sulla Terra.
Però per farlo dovevano tornare alla sua navetta ed era abbastanza lontana. Rasa allora offrì loro un passaggio con la sua nave a luce.
 
- Nonno, cos'è una nave a luce?
 
- La nave a luce è una navicella spaziale molto potente che per volare usa la luce del sole. E' una navetta velocissima che in pochi minuti li portò tutti dove si trovava la navicella di Gionzo che in confronto sembrava piccolissima. Dovresti vedere quanto è bella questa navetta. sembra una gigantesca nave volante con tante vele di tutti i colori.
 
- Deve essere bellissima. Disse Giulia sempre molto curiosa.
 
- La tecnologia umana è molto meno sviluppata di quella del popolo delle Idimarip. Infatti la loro era una civiltà molto più avanzata. Da tempo avevano iniziato a viaggiare tra le stelle e per loro l'universo non ha quasi più segreti. Pensa che proprio in questi giorni i nipoti di Rasa stanno esplorando un enorme buco nero...
 
- Un buco nero? Nonno, come è fatto un buco nero? - Chiese Giulia incuriosita - e come fanno ad esplorarlo se è nero? Serve molta luce altrimenti non si vede niente. A meno che anche loro non abbiano i caschi potenzianti. Con quelli potrebbero vedere tutto...
 
- Si, proprio così. Anche loro hanno dei caschi potenzianti, molto più potenti di quello di Gionzo. Comunque Gionzo salutò Rasa e Ruggero e promise di tornare a trovarli presto. Prima di partire si scambiarono i numeri di telefono per restare in contatto. Rasa regalò l'ultimo modello di telelunofono a Gionzo, quello con le antennine verdi e il monitor da 10 pollici come il nostro tablet, e così Gionzo potè partire.
 
- Bello, lo voglio anche io un telelunofono.
 
- Magari uno di questi giorni andiamo a vedere se ce n'è qualcuno al centro commerciale.
 
- Si si. Però anche io voglio il nuovo modello con le antennine verdi! Disse Giulia ricominciando a correre per la cucina.
 
- Aspetta piccola. La storia non è finita.
 
- Invece si. - Urlò Giulia aprendo le braccia come fosse un aeroplano - Gionzo tornò a casa da sua mogli e dai suoi tredici bambini e vissero tutti felici e contenti!
 
- Tredici bambini? Disse il nonno stupito.
 
- Si si, proprio tredici. Sai, per esplorare tutto l'Universo serve una famiglia numerosa e così quando cresceranno ci saranno tantissimi estronauti.
E mentre parlava continuava a correre per la cucina...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

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