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sabato 8 dicembre 2007

Lucrezio e gli atomi

Tito Lucrezio Caro (98-54 a.C.) ci parla delle conoscenze di alcuni secoli prima, ci parla di tante cose e tra queste degli atomi... ma prima di tutto ci dice...

(Della Natura I, La materia, 149 e seg.)
"che nulla sorge dal nulla per dono divino mai [..] nulla può mai in alcun modo crearsi dal nulla [..] Natura inoltre dissolve di nuovo le cose nei propri elementi e non le disperde nel niente [..] ogni corpo è composto d'eterna materia, fin quando non giunga una forza a colpirlo da fuori, a romperlo, o penetri dentro pei vuoti e riesca a scomporlo [..] Il tempo infinito, trascorso finora, avrebbe consunto ogni cosa mortale; ché se invece per tutto quel tempo passato gli elementi di cui l'universo è composto han potuto durare, vuol dire che certo son fatti d'eterna materia [..] avvinte tra loro con nessi più stretti o più lenti.

In poche pagine Lucrezio ci parla della materia e del vuoto, del fatto che è composta da atomi che durano in eterno, delle forze di diversi tipi che tengono uniti i corpi... e del tempo eterno...

(Della Natura I, La materia, 417 e seg.)
Or dirò completando l'ordito iniziato che gli esseri tutti, esistenti per sé, risultan composti di queste due cose: di vuoto e materia; e accolta nel vuoto sta la materia e pe'l vuoto si muove volgendosi a luoghi diversi.

Dunque tutti gli esseri sono composti da materia e da vuoto. E' il vuoto ad accogliere la materia, che nel vuoto si muove...

(Della Natura I, La materia, 459 e seg.)
Il tempo per se non esiste, ma sono le cose stesse a far nascere il senso del tempo, il pensiero di ciò ch'é compiuto, trascorso da noi, e di ciò ch'é presente e infine di ciò che sarà.

E' interessante questa riflessione sul tempo che non esiste in assenza di cose, di materia...

(Della Natura I, La materia, 482 e seg.)
I corpi del mondo parte son atomi, parte aggregati di atomi; ma questi, eterni primordi dell'essere, forza non c'è che li possa distruggere [..] Non sembra che esistano quindi cose compatte. Eppure, se dentro guardiamo all'essenza del mondo, vedremo che esistono solidi corpi d'eterna sostanza: e tali ora mostro che i semi son delle cose, gli atomi, di cui l'universo risulta formato.

Quindi tutti corpi presenti nell'universo sono composti da atomi e da loro aggregati...

Bene, abbiamo avuto una bella lezione di fisica... da allora sono passati poco più di duemila anni se pensiamo a Lucrezio, circa 2.300 anni se pensiamo a Epicuro, da cui Lucrezio ha ripreso i concetti, circa 2.500 anni se pensiamo invece a Democrito e all'atomismo... cui Epicuro attinse... ma siamo sicuri che ci si debba fermare qui?
Non possiamo andare più indietro nel tempo e trovare ancora conoscenze così avanzate?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

mercoledì 5 dicembre 2007

Aristotele e le cause prime

Le cause prime sono quattro e analisi delle dottrine dei predecessori a prova della tesi... questo recita il titolo del paragrafo in cui si analizzano le dottrine degli antichi...
Durante la sua analisi delle antiche dottrine, Aristotele ci fa sapere che...
Metafisica (Libro A, 3)
"La maggior parte di coloro che primi filosofarono pensarono che principi di tutte le cose fossero solo quelli materiali. Infatti essi affermano che ciò di cui tutti gli esseri sono costituiti e ciò da cui derivano originariamente e in cui si risolvono da ultimo, è elemento ed è principio degli esseri, in quanto è una realtà che permane identica pur nel trasmutarsi delle sue affezioni. E per questa ragione, essi credono che nulla si generi e che nulla si distrugga, dal momento che una tale realtà si conserva sempre."
Dunque, gli antichi filosofi, non Aristotele sia chiaro, parlano di sotanza alla base degli esseri, sostanza che rimane identica pur cambiando apparentemente...
Dunque gli antichi filosofi credevano che nulla venisse generato e nulla si distruggesse... ricordiamoci sempre che non è Aristotele che crede queste cose ma gli antichi...
ma chi sono questi antichi filosofi?
Aristotele parte da Talete... e ci racconta di quale fosse per lui il principio, l'acqua!
Anassimene e Diogene consideravano l'aria quale elemento primo. Ipparco di Metaponto ed Eraclito di Efeso pensavano fosse il fuoco... Empedocle invece poneva tutti e quattro gli elementi alla base degli esseri... Ma c'era qualcuno che la pensava diversamente...
Metafisica (Libro A, 3)
"Anassagora di Clazomene, che per età viene prima di Empedocle ma è posteriore per le opere, afferma che i principi sono infiniti: infatti egli dice che pressocchè tutte le omeomerie si generano e si corrompono unicamente in quanto si riuniscono e si disgiungono così come avviene per l'acqua o per il fuoco, mentre in altro modo non si generano ne si corrompono, ma permangono eterne."
Per Anassagora di Clazomene (500-428 a.C.) dunque un secolo prima di Aristotele, gli elementi erano infiniti... e ci parla di omeomerie che vengono generate e poi si scompongono... dunque le omeomerie non sono elementi come tanti sostengono... potrebbero essere molecole, se a quei tempi avessero saputo di cosa parlo... o forse lo sapevano?
Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

lunedì 3 dicembre 2007

Giamblico e la forza di gravità

Giamblico, nei "misteri dell'Egitto" ci parla della divinazione e nel discutere parla del volo degli uccelli...

"Quanto agli uccelli, essi si muovono per impulso della loro anima particolare, ma anche dal demone protettore degli esseri viventi, come pure dai moti dell'aria e dalla potenza che cala dal cielo nell'aria (medesima): tutto questo muove (gli uccelli ) conformemente alle intenzioni degli dei".

Ebbene, come è possibile spiegare "la potenza che cala dal cielo nell'aria"?
Credo sia chiaro che si parla della forza di gravità... ma come è possibile?
Giamblico visse infatti in Siria nel III secolo dopo Cristo...


Alessandro Giovanni Paolo Rugolo

VITA (1995)

Dio o de io,
ovunque la vita mi porti
dubbi o certezze di pioggia
amo e d’amor vivo
divoratore di sogni
ancora un minuto
di libertà

Giuseppe Marchi

Scioperi, tasse, imposte, aumenti e chi più ne ha più ne metta

Siamo appena passati da un venerdì di passione per il trasporto pubblico e già si preannunciano rincari sulle bollette e sulla benzina per l’anno prossimo.
E gli stipendi … beh quelli non si toccano !!
La storia insegna che nel 1999, quando nasceva l’euro, 1 euro valeva 1,16675 dollari , oggi 1 euro vale 1,4850 dollari. Il dollaro, principale moneta di scambio al mondo si è deprezzato di ben 27% nei confronti dell’euro. Ma ciò non è del tutto positivo, perché se guardiamo l’economia del mondo intero vuol dire che comprare la merce in dollari conviene e comprare la merce in euro non conviene.
Riportato in Europa e ovviamente anche in Italia, le importazioni superano di gran lunga le esportazioni, e quindi gli stati per portare in pareggio i bilanci devono alzare il costo della vita. In effetti, se ci guardiamo in giro, da quando è stato introdotto l’euro anche i vari prezzi hanno avuto un aumento simile se non maggiore. Si badi bene, non è colpa dell’introduzione dell’euro in senso stretto, (anche con la lira sarebbe accaduto una cosa simile); il problema è che gli stati non sono riusciti a fare una politica economica per contenere tale disavanzo.
… e cosa dire dei salari?!, secondo voi i salari hanno subito un aumento del 27% per restare al pari col costo della vita ed avere lo stesso potere di acquisto ??
A livello statistico provate a vedere tra amici e parenti e scoprirete che gli unici stipendi aumentati sono quelli di senatori e deputati. Sono i soli che hanno mantenuto lo stesso potere di acquisto.
E noi si continua con scioperi, aumento delle tasse, imposte.
Ma proviamo ad analizzare un giorno di ordinario sciopero.
Con lo sciopero dei trasporti pochi hanno la possibilità di andare a lavorare …inclusi maestri ed insegnanti. Allora i genitori, da bravi genitori, piuttosto che affidare i figli alla strada ed inviarli in balia di chissacchì decidono di tenere i figli a casa, perché alla fine un venerdì di assenza non ha mai fatto male a nessuno. Però visto che c’è sciopero, anche i genitori non vanno a lavorare e magari prendono 1 giorno di ferie per allungare il ponte. E fin qui tutto regolare.
Quindi tutta la famiglia (che può aderire indirettamente allo sciopero), si alza più tardi, si fa colazione tutti assieme finalmente e ci si organizza per la giornata … come … un giro al parco, si incontrano amici e parenti che non si vedono da tanto tempo e … si va a fare spesa, ma si un po’ di sano shopping non fa di certo male. …magari si pranza fuori casa con un pranzo veloce e si va all’OUTLET perché si dice che lì i prezzi sono più bassi.
Proviamo a fare le tirare della giornata.
Premetto che il diritto di sciopero è sacrosanto perché è una conquista dei lavoratori e che se un lavoratore sciopera, rinunciando ad una giornata di salario un motivo lo avrà (giusto o sbagliato).
Vediamo una famiglia di 3 persone che si muove. Chi ha aderito allo sciopero ha speso almeno 30 euro per il pranzo e per sfizi vari di giornata, almeno 50 euro per regalini e pensierini vari per se e per la tribù di figli che si è portato appresso e non dimentichiamoci di un 10 euro di benzina. Se poi si ha la possibilità di abbondare, il pranzo al ristorante fa 70 euro; le spese almeno 200 e almeno 30 di carburante perché l’OUTLET più in là ha i prezzi più bassi.
In ogni caso 1 giorno di ferie in meno, si pagate ma sempre 1 giorno in meno da fare la prossima estate … per chi le ferie se le potrà ancora permettere.
Quindi alla fine della giornata
Chi ha scioperato ci ha rimesso parte del salario
Chi ha dovuto aderire allo sciopero ci ha rimesso dai 100 ai 300 euro ed oltre.
non male per un paese che si lamenta di tasse, imposte, aumenti ecc ecc
Il governo dice … beh così gira la moneta e l’economia si riprende.
È vero che se gira la moneta si riprende l’economia, ma c’è bisogno di un venerdì di passione per far girare l’economia !! …
Ma allora, il governo piuttosto di accettare questa situazione perché non previene gli scioperi … per esempio stando al pari con il rinnovo dei contratti e mantenendo il potere di acquisto dei salari dei propri lavoratori ???
Tanto se uno i soldi li ha li spende lo stesso e se non li ha non li spende lo stesso.
Ma più soldi si hanno, più se ne spendono e più se ne spendono più gira la moneta e girando la moneta aumenta l’economia. Pensate un po’ si ottiene lo stesso effetto di uno sciopero, ma siamo tutti più contenti.
Sarà questo concetto troppo difficile da far capire a chi ci governa???
Paolo Cartillone

domenica 2 dicembre 2007

Le scienze...

"Vai a comprare la frutta..."

Disse mia madre...

"Cerca di fare presto che tra poco si pranza!
Vai in bicicletta nel negozio all'angolo, quello vicino al mercato civico..."
Ma c'è il fruttivendolo affianco a casa...
"Ma la frutta è più bella di là... e poi costa meno... e muoviti, non perderti in chiacchiere!"
Inutile discutere, pensai, meglio sbrigarsi...
Così inforcai la mia vecchia "Graziella" e senza perdere tempo mi diressi verso il fruttivendolo più lontano da casa mia che ci fosse in paese!
Arrivai un po affannato... chi ha pedalato con una Graziella sa cosa intendo, poggiai la bici al muro cercando di evitare graffi e entrai nel negozio.
Casse di frutta disposte su due file si stendevano di fronte a me, sulla destra le verdure...
Ordinai qualche pera gialla e succosa e non ricordo altro.
La fruttivendola prese un foglio di carta e vi avvolse le pere...
Avevo dimenticato la busta a casa così il ritorno fu peggiore dell'andata... reggevo il manubrio con una mano e con l'altra la frutta avvolta nella carta...
Bei tempi quelli... come racconto mi tornano alla mente particolari che credevo perduti per sempre!
Mentre pedalavo gli occhi correvano sul foglio impiegato per avvolgere la frutta... vi erano delle foto e parole, tante parole... difficili per un bambino di undici anni...
Arrivato a casa, in ritardo come era prevedibile, mia madre mi accolse con un bel
"ce l'hai fatta finalmente... su, lavati le mani e subito a tavola che tuo padre è già seduto"
Scartai la frutta e mi infilai in tasca il foglio di giornale, volevo guardare con calma le immagini e leggere quelle parole che mi sembravano così difficili...
volevo capire...
Solo più tardi, nella cameretta in cui dormivo con i miei fratelli, seduto per terra, potei soddisfare la mia curiosità. La carta era liscia e lucida e vi erano delle foto di animali... lessi la parte di articolo che vi si trovava e capii veramente poco... il giornale da cui era stato strappato il foglio si chiamava "Le scienze" ed ancora oggi è una rivista scientifica, forse la più importante in Italia... Rimasi affascinato da quel poco che capii...
Rimasi così affascinato che da allora, quando mia madre mi mandava a comprare la frutta, andavo sempre dal fruttivendolo che si trovava vicino al mercato civico, nella speranza di aver la possibilità di leggere ancora tante cose difficili, belle e affascinanti...
Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

sabato 1 dicembre 2007

STORIE DI AIUTANTI …

Siamo ad Ardauli, piccolo paese della provincia di Oristano, tra queste case nel 1954 nacque un bimbo nella famiglia Deidda, lo chiamarono Damiano.
Oggi, qui a Sarajevo, é Aiutante e si ricorda i tempi di quando era bambino. In questi momenti é facile entrare in confidenza e ci si ritrova a parlare della propria infanzia " …avevo solo cinque anni quando mi mandavano a portare il latte in paese …".
Parole strane e che per i giovani hanno poco senso, spesso abituati a farsi dare i soldi dai genitori per andare al bar, per comprarsi le sigarette e per andare in discoteca il sabato sera …
"All'età di tredici anni mio padre mi fece provare a mungere, io ero piccolino e non riuscivo a cavalcare la pecora, così imparai a mungere di fianco, mio padre mi disse che ero bravo e così da quel giorno mandò me a mungere".
Le parole scorrono lentamente dalle sue labbra ma senza interruzioni, i ricordi sono sempre chiari, é difficile dimenticarsi la gioventù passata quando si sono fatte tante cose, quando si é faticato … "Cominciavo ad avere qualche capo di bestiame di mia proprietà che pascolavo con il resto del gregge, la notte facevo il pastore e il giorno andavo a spaccare pietre …"
Lavoro sempre lavoro, a quei tempi difficilmente si aveva tempo per giocare o per uscire con la ragazza "… tornavo dalla campagna a cavallo per vedere la mia ragazza, quella che adesso é mia moglie, non riuscivamo a stare insieme per più di un'ora al giorno, un giorno per la fretta, per poco non ammazzavo il cavallo …"
Altri tempi, tempi in cui il fine settimana con cento lire si andava al cinema, ci compravi le noccioline e ne avanzava per il resto della settimana …
"Poi, un giorno mi convinsero a fare il concorso per sottufficiale ed ora eccomi qui, a raccontare la mia storia, chi l'avrebbe mai pensato …"
Ora l'Aiutante lavora in ufficio, al caldo perché l'età fa sentire i primi acciacchi, i capelli sono quasi spariti e il pizzetto ingrigisce ma lo spirito é del giovane che correva a cavallo per andare a trovare la futura moglie, uno spirito libero, indipendente, da vero sardo!
Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO
(già pubblicato su Dalla Sardegna alla Bosnia-1999 )
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P.S. A te e alla tua famiglia, un saluto affettuoso...