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lunedì 15 settembre 2008

Qual'è la differenza tra preistoria e storia?

Talvolta mi capita di discorrere di storia e di preistoria con qualche amico... ma sempre più spesso mi chiedo, ha ancora senso distinguere tra storia e preistoria? Ed ancora, cosa significa preistoria? E il termine storia?
E allora, vediamo assieme, prima di tutto la differenza... e siccome preistoria è palesemente un termine composto da "pre", cioè prima, e "storia", non resta da capire quale sia il significato di "storia" per aver chiaro anche quello di preistoria.

Il termine "storia" in italiano deriva dal termine latino "historia" che a sua volta deriva dal greco "ἱστορία"... ma cosa significa?

Significa semplicemente "conoscenza acquisita tramite ricerca"! Ma oggi il termine ha un altro significato, o almeno generalmente con il termine "storia" si intende quella branca del sapere che si occupa dello studio del passato per mezzo di fonti. In linea del tutto generale non si parla però di storia se non per lo studio del passato per mezzo di fonti scritte! Attenzione però perché non è sempre stato così! La storia, ovvero il "racconto di ciò che era stato visto" non presupponeva la presenza di un testo scritto ma si poteva basare anche su una testimonianza orale.

Oggi però non è più così, si parla di storia solo per lo studio del passato dell'Uomo per il periodo in cui sono disponibili testimonianze, cioè fonti, scritte! E neanche tutte le testimonianze scritte sono considerate "storia".

Allora, una volta che abbiamo definito il termine "storia", è facile capire che con "preistoria" si intende quella parte del sapere che discende dallo studio del passato dell'Uomo nel periodo precedente la scrittura!

E così, ogni volta che si riscopre una scrittura e dopo anni di studi la si riesce a decifrare e capire la storia si espande ai danni della preistoria!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

sabato 13 settembre 2008

Organizziamo un viaggio...

(Ovvero... come si organizza un viaggio?)

Cari amici, una delle cose spesso trascurate è l'organizzazione... e quando si parte in viaggio, questa mancanza può costar cara!
Non parlo di soldi ma di tutt'altro... parlo di ricordi e di conoscenza.
Un viaggio è, nel suo piccolo, un'esperienza spesso unica e come tale merita di essere ricordata. E allora ecco alcuni semplici suggerimenti che a chi è già esperto faranno sorridere, ma ai meno abituati potrebbero tornar comodo!
In primo luogo ogni viaggio merita di essere documentato. C'è il viaggiatore appassionato di fotografia oppure il patito della telecamera o ancora quello che si ferma in un angolo e butta giù lo schizzo a matita di uno scorcio interessante... tutto va bene, anche la descrizione semplice, senza immagini... dipende dai gusti! Certo è però che se è vostra intenzione, al rientro, mostrare qualcosa agli amici, allora le immagini servono!
Prima di partire un po tutti si ricordano di controllare la mappa o la carta stradale... e questo è giusto... sono molti meno i viaggiatori che si informano sulla storia del luogo da visitare, sulle usanze, sui monumenti... e ciò è un peccato.
Partire preparati è un presupposto per la buona riuscita del viaggio, anche perché ci consente di capire la cultura del luogo. E allora ricordiamoci sempre di raccogliere un po di informazioni storiche o di acquistare una guida del luogo da visitare e di leggerla prima di partire... durante il viaggio ci sarà più semplice orientarci.
Una delle cose che spesso si trascura è riordinare il materiale raccolto alla fine del viaggio... come se la nostra memoria fosse infallibile...
Purtroppo non è così... è necessario riordinare le foto, catalogarle, scrivere in bella gli appunti presi velocemente... scrivere le ricette etniche e le curiosità viste... fare questo, tra l'altro ci aiuterà a ricordare meglio, ma soprattutto ci permetterà di rivivere il viaggio ogni volta che lo vorremo!
La cosa migliore, a mio avviso, è mantenere un diario di viaggio da compilare giorno per giorno e da completare poi con le fotografie... e se qualcuno ha la passione del computer può sempre aprire un blog e la sera aggiornare i suoi amici sull'andamento del viaggio... inserendo le foto e le curiosità...
E così, se tutto è andato bene, ci si comincia a preparare per il prossimo viaggio...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Dubbio amletico...

Siamo quelli che creano il big bang
nell'accelleratore sotto una montagna svizzera
(o almeno ci provano)
oppure quelli che restano ancora una volta
attoniti a guardare questo incredibile temporale
che batte sui muri e sui vetri
e trasforma la città d'estate di un attimo prima
in questa grigia ombra che sembra notte ?

Giuseppe MARCHI

venerdì 12 settembre 2008

Tucidide e la effeminatezza degli Ateniesi

Si pensa sempre che il passare del tempo porti progressi e i progressi portino alla mollezza dei costumi... ebbene, a voler dar retta a Tucidide non è sempre stato così... o meglio, si può passare da mollezza di costumi a semplicità e viceversa.
Ma vediamo cosa ci dice Tucidide sugli usi degli antichi ateniesi, antichi per lui, s'intende!
Tucidide visse intorno al V sec. a.C. e descrive i tempi antichi, tempi in cui in tutta l'Ellade si girava armati per paura dei briganti, tempi in cui i pirati infestavano i mari, poi, dice...

[Tucidide: la guerra del Peloponneso, I, 6]
"... le abitazioni non erano difese, né le comunicazioni erano sicure; sicché divenne consuetudine vivere con le armi addosso, come i barbari."

Divenne consuetudine... dunque prima non era così... mmh!?!

"... Primi fra tutti furono gli Ateniesi a smettere di portare le armi sulla persona; e, quando il tenore di vita si scostò dal rigore antico, passarono a più morbide delicatezze. Per questa effeminatezza, solo da poco in Atene gli anziani della classe ricca hanno smesso di portare tuniche di lino, e di legarsi il ciuffo dei capelli inserendovi cicale d'oro. Sicché anche presso gli Ioni più anziani, data la parentela con gli Ateniesi, per molto tempo rimase questa moda."

Dunque, gli ateniesi adottarono costumi "effeminati", come dice Tucidide, seguiti dagli Ioni... ma poi abbandonarono questo costume, per adottare nuovamente costumi più sobri!?! Perché?!?

"... Invece furono i Lacedemoni ad adottare per primi la semplicità nel vestire, secondo l'uso attuale; e, qui, i ricchi si misero anche sotto gli altri riguardi allo stesso livello di vita della moltitudine."

Dunque gli antichi Spartani, i Lacedemoni, furono i primi a vestirsi in maniera semplice, secondo l'uso attuale... di allora! Ma ciò fa supporre che anche essi prima avessero costumi differenti... simili agli antichi Ateniesi... ma di che periodo si sta parlando? Che strana sequenza di eventi e di usi e costumi... Cosa accadde per far cambiare usi e costumi?
Credo di poter azzardare qualche ipotesi...
I Lacedemoni o antichi Spartani, poi cacciati o conquistati dai Dori, dovevano essere di costumi abbastanza effeminati... i Dori ne presero il posto e probabilmente erano più rudi e guerrieri e avevano costumi differenti... ma tutto ciò, sia chiaro, non sono che supposizioni! Ma perché gli Ateniesi avrebbero dovuto cambiare i loro costumi? Forse perché in pericolo o perché spinti da altre necessità. E' lo stesso Tucidide che ci dice che durante il periodo della guerra del Peloponneso si verificarono diversi fenomeni straordinari...

[Tucidide: la guerra del Peloponneso, I, 23]
"... fenomeni che prima si riferivano per sentito dire, ma che di rado rispondevano ai fatti, divennero non dubbia realtà; ciò vale anche per quando riguarda i terremoti che interessarono zone assai estese e furono di intensità maggiore del solito, per le eclissi di sole che si verificarono con maggior frequenza che non nel tempo precedente, e per certe grandi siccità e conseguenti carestie, e per l'epidemia di peste che fu di gran danno, con ampia messe di vittime: tutte sventure contemporanee alla guerra."

Ecco dunque che si inizia a capire che non solo di guerra si trattò...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

mercoledì 10 settembre 2008

Tucidide e l'origine del nome Ellade

Tucidide
Come al solito, mentre leggo l'ultimo libro acquistato, la guerra del Peloponneso di Tucidide nella traduzione di Piero Sgroj per la serie GTE Newton, prendo appunti sulle curiosità incontrate, da raccontare poi in poche righe a chi non ha il libro, non ha voglia di leggere tutto il testo o, più semplicemente, non ha tempo...
Dopo appena poche righe mi imbatto in una di quelle frasi che mi portano indietro di secoli rispetto alla data in cui l'autore ha scritto il testo.
Tucidide, infatti, nell'introduzione, dopo aver discorso sull'importanza della guerra del Peloponnesso che si accingeva a raccontare, nel secondo paragrafo ci parla dell'Ellade antica, e ci informa del fatto che in passato questa terra non doveva essere abitata stabilmente a causa delle cattive condizioni di sicurezza e delle spinte continue da parte di successive ondate migratorie...

[La guerra del Peloponneso, I, 2]
"Non esisteva il commercio. Mancava, sia per terra che per mare, la sicurezza delle relazioni reciproche. Ognuno coltivava il proprio campo quanto bastava per viverci; sfornito di capitali, e senza far piantagione nel dubbio che da un momento all'altro sopravvenisse chi ne strappasse loro il frutto."

Indice di debolezza politica... come ci dice saggiamente lo stesso Tucidide...
Secondo lui l'Ellade, prima della guerra contro Troia non esisteva come unità politica non avendo mai compiuto alcuna impresa in comune. Sempre Tucidide ci dice che probabilmente l'Ellade, in passato, non aveva neanche questo nome, sembra infatti che...

[La guerra del Peloponneso, I, 3]
"... prima di Elleno figlio di Deucalione, questa denominazione di Ellade neppure esistesse; e che fossero le singole genti, tra le altre per lo più i Pelasgi, a darle il proprio nome. Quando poi Elleno e i suoi figli costruirono una loro potenza nella Ftiotide, e furono chiamati in aiuto nelle altre città, fu allora che - secondo me - essendosi ormai stabiliti questi rapporti, si diffuse maggiormente nelle singole regioni il nome di Elleni..."

Ecco dunque che, come per altre popolazioni, anche gli Elleni devono il nome al loro Re, Elleno. Tucidide porta a testimonianza della sua ipotesi il fatto che lo stesso Omero non parli mai di Elleni ma delle singole popolazioni... sempre per Tucidide, ai tempi di Omero forse non esisteva neanche il termine "barbaro", in uso invece nel suo periodo, per indicare le popolazioni diverse dagli Elleni.

Informazioni interessantissime e che spingono ad investigare meglio la storia antica della Grecia e dei suoi popoli...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

domenica 7 settembre 2008

Navi e tariffe speciali per residenti in Sardegna

Questa estate mi sono "divertito" a viaggiare su e giù tra Porto Torres e Genova in nave e così sono diventato esperto delle tariffe e dei biglietti fatti su internet... e qualche sorpresa, come potete immaginare, la si trova sempre... e di solito non è a favore del Sardo, residente o nativo che sia!
Parliamo della compagnia di navigazione Tirrenia, tratta Porto Torres - Genova.
Tutti i Sardi sanno che vi sono delle tariffe speciali per i sardi e per i residenti, ma forse non tutti sanno che "tariffa speciale" non sempre significa "tariffa più bassa"...
Non ci credete?
Provate pure voi... basta andare sul sito e seguire la procedura per acquistare il biglietto on line... passaggio ponte, un passeggero adulto, partenza l'otto settembre ore 20.30... poi, da buon Sardo informato seleziono la tariffa "passeggero residente" e vado avanti, prezzo del biglietto, comprensivo di passaggio ponte, prevendita e diritti portuali 37,03 Euro... non è tanto penso e sono quasi tentato di acquistare il biglietto poi... ma si, proviamo a vedere quanto ho risparmiato per il fatto di essere sardo... e così ricomincio la procedura e questa volta non seleziono "tariffa residenti" ma vado avanti come un comune turista... vediamo quanto avrei pagato... penso... ci sarà un 30% almeno di risparmio...
Sorpresa! Il turista avrebbe speso... 34,12 Euro... quindi... 34,12 Euro?!?
E' uno scherzo?!?
Riprovo... 34,12 Euro... non è un errore!
Dunque il turista risparmia ben 3 Euro!
Bene, e il Sardo paga anche per lui! Complimenti Tirrenia...

Mah, chissà... forse è stato solo un caso, vediamo cosa accade un altro giorno e magari con un'altra combinazione...

Allora, una poltrona di 1^, auto Alfa Romeo 145, residente... totale: 128,28 Euro.
Ora vediamo un turista quanto spende... 149,32! Bene... allora c'è un po di convenienza... ma vediamo dove stà la differenza... nell'Auto! Il turista paga di più per l'auto... ho capito, forse è l'auto che deve avere la residenza per avere lo sconto!


Verifichiamo l'ipotesi... cambio ancora, due adulti più due ragazzi, una famigliola di residenti/nativi... in cabina quadrupla di 1^ e senza auto al seguito... prezzo 174,68 Euro...

E i turisti? 475,88 Euro... Caspita!
Allora un po di risparmio c'è, eccome, ad essere Sardo... ma non per il singolo che viaggia in passaggio ponte... il risparmio c'è per chi può permettersi la cabina di prima... meglio che niente!

E allora mi raccomando signori e amici sardi, quando fate il biglietto verificate sempre che la tariffa residenti sia effettivamente più conveniente e se non lo fosse... beh, fate i "turisti"!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Un nuovo Tuttologo: Gavino Usai


Cari amici, cari lettori,
oggi ho il piacere di presentarvi un nuovo tuttologo, Gavino.
Gavino, come ama dire lui é "nato a Sorso ma romano di adozione". Nonostante tutto, dice, "non ho mai dimenticato la natia Sorso che ogni giorno, specie al tramonto, mi compare nella mente come un film. L'incomparabile panorama incorniciato dal golfo dell'Asinara, le sue pinete, vigne, oliveti, gli orti e quanto ancora la natura offre... mi spiace non trovare le parole adatte per descrivere tutto... i colori del mare, le dorate spiagge... tutto è meraviglioso, ed è il motivo per cui vi trascorro alcuni mesi all'anno".
E come dargli torto?
Il panorama è stupendo... e allora, benvenuto Gavino, sono sicuro che ci potrai insegnare tante cose sulla tua amata Sorso e, perchè no, sulla tua città di adozione, Roma!


Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Leggi la presentazione completa di Gavino...