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venerdì 22 agosto 2008

Porto Torres e il club del ponte...

Salve a tutti!
Ancora un'intervista al club del ponte...
Oggi è la volta di Giorgio Secchi, "con due c" come tiene a sottolineare...

Giorgio è nato a Pozzomaggiore ma è sempre vissuto a Porto Torres
"E' più di quaranta anni che frequento lo scoglio..." ci dice con orgoglio, "lo scoglio è bello per tanti motivi, a me piace tutto il tratto di costa... vista dal mare è bellissima, tutta piena di piccole grotte... e poi qui il mare è talmente bello e pulito che vien voglia di raccogliere i frutti di mare... le patelle, i ricci, le cozze...", (che poi finiscono saltate con gli spaghetti... aggiungo io!)
E così ci racconta che un po di anni fa avevano chiuso gli allevamenti di cozze ad Olbia e al largo dello scoglio si era riempito di cozze... "ce n'erano così tante che ci venivo con tutta la famiglia a mangiarle... allora la strada per Platamona ancora non esisteva, c'era solo un viottolo...".
Certo, ora le cose sono cambiate ma il mare è ancora bellissimo!
Gli chiediamo cosa ne pensa del posto, al di la del mare... cosa si potrebbe fare per valorizzare la costa. Giorgio è amante del ballo e così propone un po di divertimento, la sera per esempio si potrebbero organizzare delle serate danzanti...
L'anno scorso allo scoglio Giorgio ha tenuto delle lezioni di Latino-Americano...
A questo punto però interviene Gavino che prega e spera che le cose stiano come stanno oggi... altrimenti addio scoglio!
Lo scoglio è anche un luogo di socializzazione, si parla del più e del meno, ci si scambia le ricette e si trascorre un'oretta ad imparare qualcosa dagli altri...
Oggi essendo Giorgio al centro dell'attenzione, si parla di chimica applicata alla produzione industriale e così tra una formula chimica ed una risata si fa l'ora del pranzo ed ancora una volta è arrivato il momento di salutarci...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Il club del Ponte si riunisce ancora...

Cari amici, oggi conosciamo meglio un altro pinguino del ponte, emigrato a Milano per motivi di lavoro (ma solo in inverno!) cerca di passare più tempo possibile allo scoglio ma siccome è allergico alla roccia resta sempre in acqua!
Il pinguino di oggi è Giovanni Soru (il meneghino), portotorrese di nascita ma residente a Milano dove lavora...
Giovanni frequenta lo scoglio da almeno otto anni. Vi si trova bene per tanti motivi, c'è pace e tranquillità, a differenza di Stintino, e l'acqua non ha nulla da invidiare alla più nota località vacanziera...
Giovanni arriva tutti i giorni in bicicletta, per lui lo scoglio è il giusto compenso per un anno di nebbia...
Gli chiediamo se abbia mai pensato di tornare in Sardegna... la risposta la sappiamo già... "Si, mi piacerebbe, ma Milano offre molto per il lavoro e per il tempo libero... tutte cose che in Sardegna non si trovano!"
Ce lo dice con tristezza... da vero sardo amante della sua isola e del bel mare...
Per concludere gli chiediamo di dirci qual'è il suo piatto preferito... e così scopriamo che adora i gamberi ai ferri e come primo i ravioli di formaggio o gli spaghetti col sugo di gamberi... sarà l'ora, sarà l'argomento, di colpo il club si scioglie e le voci in coro dicono "buon appetito... e a domani!".

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

giovedì 21 agosto 2008

Mostra "Gli Etruschi e la Sardegna"

Siete in Sardegna e volete passare una giornata diversa dal solito, lontano dal mare?
Se è così, non avete che da visitare il museo de "sa corona arrubia", lungo la strada Lunamatrona-Collinas...
La mostra di quest'anno è sugli Etruschi...





Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Osilo: contro i temporali...

Paese che vai usanze che trovi,

a Osilo per esempio, contro i temporali, si recitava così:

Santa Aivara de campu,

sailvanoso dae tronoso e lamposo.

Che tradotto significa:

Santa Barbara di campo,

salvaci dai tuoni e dai lampi...

Poi si recitava per tre volte il Credo...

Anche in questo caso c'è di mezzo Santa Barbara... chissà...

magari non serviva a niente ma tanto male non fà!


Paola SABA

mercoledì 20 agosto 2008

Porto Torres: il Club del Ponte e i proverbi sardi



A volte per ingannare il tempo, tra un bagno e l'altro, capita di ricordare i termini antichi dialettali. Così si sentono termini in Portotorrese, in Sassarese, in Campidanese e così via...
Poi talvolta spuntano fuori dai meandri della memoria frasi intere, proverbi...
E' Gavino che ci racconta, con il suo accento tipico, un detto antico del paese di Sorso, che qui vi scrivo:

"Lu zerragu naddu allu guggiu e
battixadu all'invessu e senza sari
e megliu dallu a un'animali
chi no a eddu a ricattu pessu"

Che tradotto dovrebbe suonare circa così:

"Il bifolco nato al buio
e battezzato al rovescio e senza sale
è meglio darlo ad un animale che non a lui,
anche se sono solo i resti del mangiare, da buttare"

Certo, forse per capirlo è il caso di mettere le frasi in ordine, e dunque:

"I resti del mangiare, anche se sono da buttare,
è meglio darli ad un animale
piuttosto che ad un bifolco,
nato al buio e battezzato al rovescio e senza sale"

Ecco, forse ora è più chiaro...
E allora, che dire se non che per non essere bifolchi si deve studiare?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

martedì 19 agosto 2008

Gesico: tradizioni popolari per proteggersi dai temporali

E' il diciassette agosto e domani partiremo per lasciare il paese di Gesico alla volta di Porto Torres. Torneremo l'anno prossimo, come tutti gli anni, in estate. Anche questa volta non sono riuscito a fare che un decimo delle cose che mi ero ripromesso, ma anche questa è una costante. Mancano poche ore all'ora di cena, se sono fortunato faccio ancora in tempo a salutare zia Nina e zio Lucio... chissà... ma si, proviamo!
Zia Nina è la più vecchia rappresentante della famiglia Schirru a Gesico, sorella di mia nonna Cenza, e quando posso vado sempre a salutarla con piacere.
Passo a prendere mia madre e con lei andiamo da zia...
Ai saluti seguono le interminabili chiacchierate sui parenti e sull'albero genealogico di famiglia... e poi zia inizia a raccontare quelle cose che più mi piacciono... piccole filastrocche,muttettus e preghiere in lingua sarda campidanese! Che memoria...
Le credenze popolari della Sardegna attribuivano ai santi il compito di proteggere le persone da eventi naturali che potevano essere pericolosi. Come già abbiamo visto per il malocchio,"is brebus ", le parole pronunciate per proteggere o per curare erano spesso alternate ai nomi dei santi che avrebbero dovuto fungere da protettori o intermediari. Ebbene, anche per proteggersi dai temporali i santi avevano la loro importanza, Santa Barbara e San Giacomo in particolare. Chi voleva proteggere i suoi cari dai pericolosi temporali e dai fulmini non aveva che da eseguire un antico rito durante il quale venivano recitate queste parole:

Santa Brabara e santu Jaccu,
bosu pottaisi is crai de lampu
bosu pottaisi is crai de celu
non toccheisi a fillu allenu
ne in domu e ne in su sattu,
santa Brabara e santu Jaccu.

La traduzione è circa questa:

Santa Barbara e san Giacomo,
voi avete le chiavi del fulmine
voi avete le chiavi del cielo
non colpite i figli degli altri
ne a casa ne in campagna,
santa Barbara e san Giacomo.

A mio parere questa è solo una piccola parte della preghiera ma al momento non sono in possesso di altre versioni che mi consentano paragoni. Posso solo dire che è abbastanza strano che si chiedesse la protezione per i figli degli altri ma non si accennasse ai propri.
In ogni caso devo ringraziare per questi versi mia zia Nina che nonostante i suoi 89 anni possiede ancora una memoria di ferro.
Grazie zia e alla prossima!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO


Leggi gli altri articoli sulle Tradizioni popolari della Sardegna

lunedì 18 agosto 2008

Visita al nuraghe Losa



11 agosto 2008, ancora una volta mi trovo alle prese con la civiltà nuragica... questa volta armato di macchina fotografica digitale, mi appresto a riprendere il nuragheLosa... Continua

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO