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domenica 4 ottobre 2009

Simondo de Sismondi: sul concetto di Patria

Cosa si intende per Patria?
Cosa lega alla propria terra e tra loro gli appartenenti alla stessa nazione?
Secondo Simondo de Sismondi, storico di origine italiana, la Patria é qualcosa di astratto...
Ma sentiamo direttamente lui, anche se in traduzione di Luigi TOCCAGNI:

"Il sentimento che i popoli attaccano all'idea astratta di Patria, é composto dai sentimenti di riconoscenza per la protezione che accorda, d'affezione per le sue leggi e costumanze, e di partecipazione alla sua gloria."

Dunque ciò che chiamiamo "Patria" é un insieme di:
- sentimento di riconoscenza;
- affetto verso leggi e usanze;
- partecipazione alla gloria...

Pensiamo un attimo alla nostra Italia... ognuno di noi può cercare di capire quali di questi sentimenti prova e se li prova tutti.
Se la risposta é positiva allora l'Italia é la propria patria... altrimenti?!?
Riflettete gente... riflettete...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

sabato 3 ottobre 2009

Saghe e leggende Celtiche: come si deve comportare un Cavaliere.

Secondo una leggenda Celtica, Peredur era l'ultimo dei figli di una contessa e di un cavaliere. Padre e sei fratelli erano morti nei tornei e nelle guerre.

La madre cercò allora di salvarlo, tenendolo lontano da armi, guerre e tornei... ma il suo sangue era quello di un Cavaliere, come il padre e i fratelli, così furono del tutto inutili i sotterfugi della madre contessa.

Quando la madre si rende conto che il figlio ha deciso di intraprendere la stessa strada del padre si arrende e gli trasmette le prime nozioni della cavalleria... e così gli parla:

"Se vuoi diventare cavaliere, va alla corte di Artù, che raduna attorno a sé i guerrieri più valorosi e più cortesi.
Ogni volta che incontrerai una chiesa recita le tue preghiere.
Se sentirai invocare soccorso, soprattutto da una donna, precipitati immediatamente.
Se avrai fame e nessuno ti offrirà spontaneamente qualcosa, prenditela da solo.
Se vedrai un ricco bottino, prendilo e distribuiscilo agli altri, in modo da assicurarti la loro amicizia. Se incontrerai una dama corteggiala; anche se ti rifiuterà, la sua stima nei tuoi confronti sarà maggiore."

Sarà pure una leggenda, ma se questa era la vita di un cavaliere, chissà cos'era la vita dei poveri contadini...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

giovedì 1 ottobre 2009

Visita a Bergamo Alta

Se avete una giornata libera e vi trovate in Lombardia, non potete perdere l'occasione di visitare Bergamo...
Noi l'abbiamo fatto poche settimane fa e sicuramente ci torneremo...

Bergamo é divisa in due parti, la città Bassa e la città Alta.
Parcheggiamo sotto le mura e raggiungiamo la città alta per mezzo della funicolare... che vista fantastica!
Mura antiche cingono bellissime costruzioni storiche, stradine pulite e ricche di negozietti interessanti attirano il turista prendendolo per la gola...
Dolci appetitosi al cioccolato e alla cannella, pizze ai funghi porcini... deliziosi!

Procediamo verso il centro, piazza vecchia e piazza duomo si mostrano con tutto il loro fascino, stemmi in pietra delle famiglie più famose tappezzano le pareti della torre civica.
Sotto il palazzo della Ragione é possibile osservare un bellissimo calendario solare...e se non lo sai ci passi sopra e rischi di non accorgertene... in alto il disco che segna la posizione, in terra la traccia coi giorni dell'anno...

Visitiamo la Basilica di Santa Maria Maggiore, all'interno si trova la tomba di Donizetti "trovatore fecondo di sacre e profane melodie"...


e se ti guardi intorno con un pizzico di spirito di osservazione, trovi simboli rappresentanti la storia... leoni... draghi... in lotta perenne!
Mostruose figure, simboli e strani macchinari arricchiscono pannelli in legno... lasciati , forse, appositamente nell'oscurità!
Proseguiamo la visita percorrendo via Colleoni fino ad arrivare in piazza Cittadella dove é possibile visitare il museo civico di scienze naturali "Enrico Caffi".
Geologia, paleontologia... archeologia...

etnologia...

e tutto ciò che può essere studiato, tutto ciò che Linneo ha classificato, vi circonderà di forme e colori, potrete perdervi in mezzo agli animali, ai fossili, alle maschere delle culture extraeuropee... che difficilmente trovano una spiegazione...

E i vostri bambini potranno provare curiose sensazioni tattili toccando e cercando di riconoscere tessuti e animali.Bergamo Alta ha ancora tanto da mostrare, per esempio l'orto botanico... purtroppo la pioggia ci ha impedito di proseguire...
ma ci ha anche creato la scusa per tornare ancora una volta...
magari in primavera.

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

mercoledì 30 settembre 2009

L'Italia dei secoli bui - Indro Montanelli

Oggi una semplice frase tratta da "L'Italia dei secoli bui" di Montanelli, sperando che stimoli la discussione:
"In tutti i Paesi e in tutti i tempi la fellonia, il tradimento e lo spergiuro allignano. Ma solo in un Paese privo di etica aristocratica e militare come l'Italia potevano essere codificati in una "guida" alla politica del Principe. "
Anche se so bene che non é corretto estrarre da un discorso una frase e costruirci sopra un castello di commenti, mi interessa sapere cosa ne pensate...
C'é qualcuno disposto a discuterne?
L'Italia é veramente "priva di etica aristocratica e militare"?
Attendo i vostri commenti...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

martedì 29 settembre 2009

Jamming a Berlino


Chi come me segue lo sport, avrà notato che ai mondiali di atletica a Berlino, adorabile città, l’Italia non è riuscita a beccare neanche una medaglia di bronzo. Altresì, si sarà sbalordito del medagliere della Jamaica.
Caspiterina, a parte il fuoriclasse Usain Bolt che tutti già conoscevamo, tutta la squadra sia femminile che maschile è folta di campioni.
La Jamaica, uno stato di circa 2.500.0000 abitanti, situata in uno dei posti più esotici del mondo, nel mar dei caraibi a pochi Km da Cuba, ha così tanti velocisti.
Andando ad analizzare meglio il medagliere, si evince che mediamente raggiungono prestazioni atletiche di grande potenza sui 100m e 200m. Invece, nessun giamaicano ha partecipato alla maratona, del resto neanche un italiano.
E allora si sente parlare di eugenetica giamaicana, ossia dell’applicazione di quei metodi che portano al perfezionamento della specie umana.
Probabilmente, come racconta Bob Marley nelle sue canzoni, il popolo giamaicano è forte solo perché abituato alla lotta per la sopravvivenza ed investe nello sport. Lui stesso ha avuto 13 figli, altro che sterilità e controllo delle nascite.
Per tornare al nostro paese, in Italia non si investe né sulle nascite, cioè nella famiglia, e neanche nello sport. La stessa Gelmini, continuando a tagliare i fondi alla scuola, non certo incentiva la costruzione di nuove palestre o in ore aggiuntive di educazione fisica nei programmi di studio. Anzi, si insinua l’introduzione dell’insegnamento dei dialetti. Saranno poi più importanti dello sport?

Lo sport fa crescere sani i giovani, sia nel corpo sia nella mente. Un ragazzo adolescente disciplinato nello sport non uscirebbe mai con i suoi amici solo per andarsi ad ubriacare o a fumare cose strane. Perché se anche gli accadesse, starebbe così male che non ne riuscirebbe neanche più a sentire l’olezzo.

E’ inutile, secondo me, vietare la vendita degli alcoolici ai minorenni se invece non si adotta in maniera istituzionale la prevenzione. E' la scuola, in quanto comunità di crescita dei giovani, che deve farsi carico di investire in prevenzione.

Lo sport è sicuramente una chiave di successo.


Marica Di Camillo

lunedì 28 settembre 2009

Berosso, frammenti di storia Caldea: il Diluvio

Precedenti:
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Nel secondo libro si trovava la storia dei dieci re dei Caldei e i periodi di durata di ogni regno, che consiste in tutto di cento venti "sari" o quattrocentotrentadue mila anni, fino al momento del Diluvio, che per Alessandro, elencando i re secondo gli scritti Caldei, avvenne dopo il nono re, Ardates, procedendo verso il decimo chiamato da lui Xisuthrus, in questo modo:
Dopo la morte di Ardates, suo figlio Xisuthrus regnò per diciotto sari. In questo arco di tempo si verificò un grande Diluvio; la cui storia é così descritta. La Deità, Crono, apparve lui in una visione, e lo avvisò che il quindicesimo giorno del mese "Dæsius" ci sarebbe stata una inondazione, dalla quale la razza umana sarebbe stata distrutta.
Egli inoltre gli ingiunse di scrivere una storia dell'inizio, del procedere e della fine di tutte le cose; e di nasconderla nella città del Sole a Sippara; e di costruire un vascello e di portate con lui all'interno i suoi amici e parenti; e di portare a bordo ogni cosa che possa servire alla vita, assieme a tutti i diversi animali, sia uccelli che quadrupedi, e affidarsi senza paura al largo.
Chiese alla Deità: per dove devo salpare? gli venne risposto: "Per gli Dei" dopo egli offrì una preghiera per il bene dell'umanità. Egli dunque obbedì alla divina ammonizione: e costruì un vascello lungo cinque stadi, e due in ampiezza. Al suo interno mise ogni cosa che aveva preparato e alla fine fece salire sua moglie, i figli e gli amici.
Dopo che l'alluvione arrivò sulla terra, e quindi una volta che diminuì, Xisuthrus spedì fuori dal vascello degli uccelli, che, non trovando alcun cibo, né luogo in cui poggiare i piedi, tornò indietro da lui. Dopo un intervallo di alcuni giorni egli li spedì fuori una seconda volta, ed essi tornarono con le zampe sporche di fango. Egli fece un terzo esperimento con questi uccelli, ma essi non tornarono più: da ciò egli dedusse che la superficie della terra era apparsa al di sopra delle acque.
Egli quindi fece una apertura nel vascello, e dunque guardando attentamente si rese conto di essersi arenato su una montagna, dopo ciò egli uscì immediatamente con sua moglie, sua figlia e il pilota. Xisuthrus rese grazie alla terra: e avendo costruito un altare, offrì sacrifici agli dei, e, insieme a coloro che erano usciti dal vascello con lui, svanì.
Coloro che restarono all'interno del vascello, rendendosi conto che i compagni non tornavano, lasciarono il vascello con molti lamenti, e chiamavano continuamente Xisuthrus. Essi non potevano vedere molto ma potevano distinguere la sua voce nell'aria, e lo poterono udire ammonirli di rendere grazie alla religione, e inoltre li informò che grazie alla sua pietà egli fu trasferito a vivere con gli dei e che sua moglie e sua figlia, e il pilota, avevano ottenuto lo stesso onore.
A ciò egli aggiunse che essi sarebbero dovuti tornare a Babilonia e, come era stato ordinato, ricercare gli scritti di Sippara, che essi avrebbero dovuto rendere noto a tutto il genere umano: ancora sul luogo in cui essi si trovavano, si trattava della terra di Armenia. Gli altri, avendo sentito queste parole, offrirono sacrifici agli dei e chiudendo l'anello, viaggiarono verso Babilonia.
Essendosi arenato il vascello in Armenia, una parte di essi restarono sulle montagne di Corcyræan in Armenia, il popolo grattato via il bitume, con il quale era stato ricoperto, e fece uso di questo per la strada come antidoto e amuleto. E quando tornarono a Babilonia, e ritrovarono gli scritti di Sippara, essi costruirono città ed eressero templi e Babilonia fu nuovamente abitata.
E con queste parole termina la prima parte sulla storia dei Caldei...
Se volete leggere qualche altro testo sul Diluvio, eccovi alcuni link ad altri articoli sul diluvio...
Ravana il Re ateo, Gilgamesh e la torre di Babele
L’arca e il diluvio
Ovidio: le metamorfosi e il Diluvio...
Gli errori della storia...
Censorino: sui tempi storici, incerti e favolosi; epoca degli imperatori ed ere egiziane... e l'isola di Ogigia di Omero
Biblioteca di Apollodoro...
Apollodoro: la creazione della razza umana e il Diluvio
Ancora sul diluvio di Deucalione.
Il libro di Enoch... chi era Enoch?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

domenica 27 settembre 2009

Berosso, frammenti di storia Caldea: da Lucius Cornelius Alexander Polyhistor

Cari lettori, spero che possiate trovare in queste poche righe lo stesso interesse che ho provato io durante la traduzione dall'inglese... ma lascio subito la parola a Lucius Cornelius Alexander Polyhistor che ci parla di Berosso e della sua opera: Storia di Babilonia!
SULLA COSMOGONIA E SUL DILUVIO
Berosso, nel primo libro della sua Storia di Babilonia, ci informa di essere vissuto all'epoca di Alessandro figlio di Filippo. Lui dice che esistevano testimonianze scritte, conservate a Babilonia con gran cura, per un periodo di circa quindici miriadi di anni e che questi scritti contenevano storie del cielo e del mare, della nascita degli uomini; e dei re e delle cose memorabili che essi realizzarono.
Nella prima parte egli descrive Babilonia come un paese situato tra il Tigri e l'Eufrate: in cui abbondava il frumento, l'orzo, l'"ocrus" e il sesamo; nei cui laghi venivano prodotte le radici chiamate "gongre", che venivano usate come cibo, e dal punto di vista nutritivo sono simili all'orzo. C'erano anche alberi di palma e di mele e varietà di frutta, pesci e uccelli, sia semplici volatili sia di quelli che frequentano i laghi. Egli aggiunge che quelle parti del paese che confinavano con l'Arabia erano prive d'acqua e aride; mentre le parti che si stendono dalla parte opposta erano collinose e fertili.

A Babilonia c'era (in quei tempi) un grande ritrovo di persone di varie nazioni, che abitavano la Caldea, e vivevano senza leggi, come le bestie dei campi. Nel primo anno apparve, proveniente dalla parte del mare Eritreo che confina con Babilonia, un animale privo di ragione, di nome Oannes, il cui intero corpo (secondo il racconto di Apollodoro) era quello di un pesce, che sotto la testa di pesce aveva un'altra testa, con al di sotto dei piedi, simili a quelli di un uomo, uniti sotto la coda da pesce. Anche la sua voce e il linguaggio erano articolate ed umane, e una sua rappresentazione é giunta fino ai nostri giorni.
Questo Essere era uso passare il giorno tra gli uomini, senza prendere cibo in quella stagione; ed egli dava loro la comprensione delle lettere e delle scienze e delle arti di ogni tipo. Insegnò loro come costruire città fondare templi, scrivere leggi, e gli spiegò i principi della conoscenza della geometria.
Egli insegnò loro a distinguere i semi della terra e gli mostrò come raccoglierne i frutti, in breve, egli li istruì su ogni cosa che fosse utile a ammorbidire le loro maniere e umanizzare le loro vite. Da allora, niente altro é stato aggiunto che potesse migliorare le sue istruzioni.
E quando il sole tramontava, questo Essere Oannes si ritirava di nuovo nel mare e passava la notte nelle profondità, perché egli era anfibio. Dopo questo apparvero altri animali simili a Oannes, dei quali Berosso si proponeva di parlarne quando sarebbe giunto a raccontare la storia dei re. Inoltre Oannes scrisse sulla generazione dell'umanità e del loro ordinamento civile , e ciò che segue è il riassunto di ciò che egli disse:
"Ci fu un tempo in cui non esisteva niente ma solo oscurità e abissi d'acqua, in cui risiedevano esseri che erano di duplice natura. Apparvero uomini, alcuni dei quali erano dotati di due ali, altri di quattro ali e avevano due facce. Questi avevano un corpo ma due teste: una da uomo ed una da donna: e similmente nei loro vari organi essi erano sia maschi che femmine. Si vedevano altre figure umane con gambe e corna di capre. Alcune avevano piedi da cavallo, mentre altri univano la parte posteriore di un cavallo con il corpo di un uomo, assomigliando alla forma all'ippocentauro. Tori simili erano generati con teste d'uomo; e cani con corpi quadruplici terminati nelle loro estremità con code di pesci; anche cavalli con teste di cani; come pure uomini e altri animali, con teste e corpi di cavalli e code di pesci.
In breve, c'erano creature in cui erano combinati gli arti di ogni specie animale. In aggiunta a questi, pesci, rettili, serpenti, con altri animali mostruosi, i quali assumevano ogni altra forma e fisionomia. Di tutti questi sono conservate le figure nel tempio di Belo a Babilonia.
La persona che esercitava il controllo su di essi era una donna chiamata Omoroca, che in lingua Caldea si dice "Thalatth" e in greco "Thalassa", cioè mare; ma che può essere interpretato anche come "Luna". Le cose stavano così quando arrivò Belo e tagliò la donna in due pezzi: e da una metà formò la terra, dall'altra metà formò i cieli; nello stesso tempo distrusse gli animali che vi erano.
Tutto ciò (egli disse) era una descrizione allegorica della natura. Perciò, essendo l'intero universo pieno di umidità, e gli animali vi sono continuamente generati, la deità summenzionata staccò la sua propria testa: con essa gli altri dei mescolarono il sangue, come esso sgorgava fuori, con la terra; e da ciò furono formati gli uomini.
In questo modo essi sono razionali, e partecipano della divina conoscenza. Questo Belo, che per loro significa Giove, divise l'oscurità e separò i Cieli dalla Terra, e riordinò l'universo. Ma gli animali, non essendo in grado di sopportare la larga diffusione della luce, morirono. Belo, dopo ciò vedendo un vasto spazio libero, pensò alla natura ricca di frutti, comandò uno degli dei di staccarsi la testa e di mischiarne il sangue con la terra e con ciò di formare altri uomini e animali, i quali dovevano essere capaci di respirare l'aria. Belo formò anche le stelle e il sole e la luna e i cinque pianeti. (Tutto ciò, in accordo con quanto detto da Alexander Polyhistor, é il racconto che Berosso fece nel suo primo libro).
Come al solito perdonate, se potete, la traduzione approssimativa... e a presto con il seguito della storia!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO