Traduttore automatico - Read this site in another language

mercoledì 25 gennaio 2012

Incongruenze...

Quando sei piccolo ti spiegano le cose in modo semplice,
affinché tu acquisisca certezze...

Quando cresci ti rendi conto che la realtà è molto più complessa di ciò che ti era stato detto,
così acquisisci la capacità di dubitare!


Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

venerdì 20 gennaio 2012

Storia d'Italia 1831 - 1861

Chi, come me, è nato negli anni '70 ha certamente sentito parlare di Indro Montanelli, grande giornalista e autore di tantissimi libri tra cui "L'Italia del Risorgimento", di questo libro e del periodo cui si riferisce cercherò brevemente di parlarvi.
Naturalmente lo farò a modo mio, il mio scopo è infatti quello di incuriosire e spingere chi mi legge ad approfondire i testi di cui parlo.
E' curioso leggere di come, in quegli anni, sia nata l'Italia... e dalla nascita burrascosa si può capire tanto di come poi si sia evoluta!
Erano anni in cui vi erano grandi personaggi ma anche, come in ogni tempo, tanti piccoli uomini!
Era quello il tempo di Ferdinando di Borbone, che Montanelli racconta essere stato ben diverso dal padre e dal nonno, poltroni e perditempo. Lo descrive come non troppo istruito ma energico ed entusiasta anche se abbastanza rustico, lui ereditò il regno delle due Sicilie in questo periodo travagliato.
Vi erano le società segrete, quella della carboneria, guidata da Buonarrotti e la giovine Italia, guidata da Mazzini.
Era l'epoca di Garibaldi e delle sue peripezie in giro per il mondo, dopo la fuga dall'Italia a seguito del fallimento dell'insurrezione di Genova.
Il Piemonte aveva salutato Carlo Felice ed era ora guidato da Carlo Alberto, che più tardi sarà costretto ad abdicare a favore del figlio Vittorio Emanuele.
Faceva la sua comparsa il Benso, Conte di Cavour, che tanta parte avrà nella nascita dell'Italia Unita.
Poi c'erano gli intellettuali, Silvio Pellico, autore di "Le mie prigioni", che avrà tanto successo che il Metternich ne temeva la diffusione. Eppure, l'autore non parla mai di politica... non apertamente almeno, ma col suo scrivere riuscì a diffondere gli ideali di libertà e democrazia più che con l'azione!
E qui faccio una breve digressione, proprio su pellico e sulle sue prigioni, che scaricato da Google Books, sto leggendo proprio in questi giorni... non so se vi farò la recensione come per il libro di Montanelli ma voglio lasciarvi due frasi che mi hanno molto colpito:

"Molti ne abusarono, molti vollero farne un codice d'ingiustizia, una sanzione alle loro passioni scellerate. Ciò è vero: ma siamo sempre lì: di tutto puossi abusare; e quando mai l'abuso di cosa ottima dovrà far dire ch'ella è in se stessa malvagia?"

"Qual sarebbe il più iniquo dei due, uno che ama e dice: non sono cristiano, ovvero uno che dice: sono cristiano, e non ama?"

Con queste due frasi e con l'invito a leggere Montanelli e Pellico vi lascio, amici, sperando di aver presto modo di riprendere questi testi per raccontarvi di come il trentennio 1831 - 1861 portò alla fine all'unità d'Italia.

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

lunedì 16 gennaio 2012

1984 (di George Orwell)

Quest'anno ho letto poco... ma in questi giorni di festa ho cercato di recuperare e così, dopo aver fatto un giro per varie librerie, mi sono soffermato su una copertina che da tempo mi incuriosiva, quella del libro di Orwell, 1984.
Si tratta di un'immagine che mi ha sempre incuriosito e così, infine, mi sono comprato il libro. Anche se il libro originale in lingua inglese aveva una copertina molto diversa, quest'immagine sembra fatta apposta per descriverlo... un mondo particolare, se così si può dire!
George orwell, al secolo Eric Arthur Blair, scrisse questo romanzo nel 1948 e fu subito un successo.
Il personaggio principale, Winston Smith, è un uomo schiacciato dal peso di una società governata dall'odio e dal terrore, il cui leader, the Big Brother, ne riassume l'essenza.
E' un mondo in cui non esiste più amore, non esiste famiglia, non esiste individualismo nè libertà. Esiste solo il Partito, i due minuti d'Odio, la propaganda e la cancellazione o riscrittura  della storia passata...
Uno degli strumenti di controllo delle persone è il teleschermo, presente in tutte le case, per le strade e in ogni luogo in cui le persone si ritrovano. Attraverso esso il Partito controlla il comportamento di tutti, alla ricerca di traditori e spie da catturare, arrestare e, se necessario, eliminare dal mondo e dalla storia cancellandone ogni minima traccia. Winston si occupa proprio di questo, riscrivere il passato quando necessario.
Il suo è un mondo al contrario, in cui il Ministero della Verità si occupa di falsificare il passato cancellandolo di fatto; il Ministero della Pace si occupa della guerra; il Ministero dell'Amore si occupa della Legge e dell'ordine pubblico e il Ministero dell'Abbondanza fa in modo di mantenere l'economia e lo sviluppo al livello corretto. Perché, vi chiederete...

LA GUERRA E' PACE
LA LIBERTA' E' SCHIAVITU'
L'IGNORANZA E' FORZA

questi gli slogan del Partito, massima espressione di bipensiero.

4 aprile 1984, una data memorabile per Winston, la data in cui inizia la sua ribellione al sistema, la data che lui scrive nella prima pagina del suo diario!
Un diario a cui consegnare i suoi pensieri più reconditi...

Poi un giorno, inaspettata, arriva Julia, ed è l'inizio di una nuova vita, una vita però senza speranza. Lei indossava sempre una sottile fascia scarlatta, simbolo della Lega Giovanile Antisesso...

O'Brien era invece un membro importante del Partito Interno... Winston lo incontrò diverse volte...

Questi i personaggi principali della storia... un incubo socio-psico-politico! Eppure, a pensarci bene, in parte potrebbe essere il mondo reale... e forse lo è stato!

In questo mondo si muovono i nostri personaggi e per chi sbaglia c'è il ricondizionamento: apprendimento, comprensione, accettazione, fino alla rimozione dalla memoria di tutto ciò che non è in linea con il pensiero del Partito, fino a dire che 2+2=5, credendoci fermamente. Fino al tradimento finale delle proprie idee, del proprio credo, del proprio amore... fino a dire "fatelo a lui, non a me".

Un incubo d'altri tempi?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

martedì 27 dicembre 2011

Preghiera di un trasmettitore alpino


A te, Maria madre di Dio,
a te, Dio Padre Onnipotente,
a te, Gabriele, ci rivolgiamo.
A te, Annunciatore, che fosti il primo messaggero di buona Novella
volgiamo lo sguardo e la nostra preghiera.

Tu che negli spazi corri veloce
per recare messaggi di gioia
tu che sovrasti le nostre montagne,
fai sì che il nostro messaggio giunga sicuro a destinazione.

Tu, Gabriele, che superi le distanze in un istante
aiutaci in pace e in guerra
a compiere il nostro dovere per la Patria Italia
senza timore alcuno.

Tu che siedi affianco a Dio Padre,
proteggi noi trasmettitori alpini e le nostre famiglie,
e guidaci con passo sicuro e senza esitazione
verso il nostro futuro.

Amen.

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO
(25 dicembre 2011)

venerdì 23 dicembre 2011

Bianco Natale

Dai vetri appannati di una finestra
intravvedo i fiocchi cadere,
ricoprendo la terra di una soffice e bianca coltre di neve.

Stelle comete abbelliscono le finestre
del paese, ancora oggi,
come quando ero bambino.

L'aroma della cioccolata calda
si diffonde per le strade,
mischiandosi con il profumo delle caldarroste.

Impronte di bimbi che corrono allegri
si incrociano sui marciapiedi
coperti di neve fresca.

E le nonne di oggi,
come le mie un tempo lontano,
preparano dolci manicaretti per i loro nipoti...

Così ricordo i tanti natali passati,
e a te, Memoria, chiedo conforto...

annulla, se puoi le distanze tra me e i miei cari.


Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

venerdì 16 dicembre 2011

E penso...

Ancora una notte,
in un paese straniero,
alzo lo sguardo al cielo...

ammiro l'immensità del buio profondo,
ammiro le stelle splendenti lontane,
ammiro la luna complice e pallida
e penso...

al tempo passato,
al futuro inconoscibile,
alla famiglia lontana...

e penso...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

domenica 20 novembre 2011

Com'è strana la vita...

Un giorno di tanti anni fa io e mio figlio trovammo un gattino, fradicio, ferito sul labbro e spaventato. Sarebbe morto di li a poco, forse... ma qualcosa o qualcuno decise per lui un destino differente, sarebbe diventato il nostro "micio".
Ricordo ancora quel giorno... e quelli seguenti. Era un bel micio e giorno dopo giorno cresceva con noi. Aveva degli artigli delicati ma affilatissimi, come i dentini.
Si riconosceva da lontano per il miagolio, aveva infatti una voce sottile e delicata... così micio divenne uno di famiglia.
Ci seguì in giro per l'Italia, durante i nostri trasferimenti, viaggiò in macchina, treno, nave... era il nostro micio!
Quando uscivamo a passeggio la sera veniva con noi. Ci seguiva senza allontanarsi, correndo tra i nostri piedi senza mai inciampare, sembrava volasse... ci capiva e noi capivamo lui!
Poi un giorno, forse inconsapevolmente, ha scelto la libertà. E' uscito, come faceva sempre, ma non è tornato a casa. Noi la mattina dopo partimmo per il Continente, lui restò in Sardegna, solo, per tutto l'inverno.
Dovette arrangiarsi, non fu facile, ma sopravvisse.
L'estate dopo tornammo a casa. Poche ore dopo il nostro arrivo micio si presentò di fronte a casa, ci vide, ci riconobbe... era arrabbiatissimo e ce ne accorgemmo subito. Si avvicinò e ci guardò come ti guarderebbe una persona di famiglia che tu hai tradito e abbandonato... ma poi tornò ad essere micio, anche se gli ci volle un po di tempo a recuperare la fiducia in noi. Ogni giorno veniva a trovarci, mangiava qualcosa, si sdraiava in terra sotto la macchina. Di tanto in tanto ci permetteva di coccolarlo, come facevamo quando era piccolo.
Poi, in autunno partivamo, lui passava l'inverno da solo, da gatto libero come ormai era. Faceva le sue esperienze, litigava con altri gatti, soffriva, dimagriva, si faceva una sua posizione tra i gatti del quartiere, cresceva, viveva.
Poi, l'anno scorso, micio mostrava di essere diventato vecchio, zoppicava vistosamente, era dimagrito e non aveva più voglia di farsi coccolare. Sapevamo che forse sarebbe stata l'ultima estate assieme e forse se ne rendeva conto anche lui.
Quest'anno micio non è venuto a trovarci, non c'è più!
Siamo dispiaciuti, ma è la natura, si nasce, si cresce, si vive e si muore.
Se sei fortunato lasci qualcuno al mondo che si ricorderà di te, di tanto in tanto, con una lacrima sugli occhi ed un nodo in gola, magari...
Poi stasera mia moglie mi ha detto che rientrando a casa ha sentito un miagolio, sembrava micio...
Un gattino piccolo ma identico al nostro sbuca fuori dal cortile dei vicini, piccolo, vispo, sembrava micio come l'avevamo conosciuto noi, tanti anni prima. Corre, salta tra le gambe, fa le feste, miagola... sembra proprio lui. Forse la natura ha fatto il suo corso e di fronte c'era il ricordo più bello che ci ha potuto lasciare, un piccolo "micio"...
Ciao, micio, dovunque tu sia noi ci ricorderemo sempre di te... 

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO