domenica 9 maggio 2010

Eleonora d'Arborea... l'ultima giudichessa

Voglio iniziare questo mio articolo ringraziando innanzitutto la studiosa Bianca Pitzorno.
Grazie per il piacere che mi ha fatto provare leggendo il suo libro: Vita di Eleonora d'Arborea!

Come tutti i Sardi anche io sono sempre alla ricerca di notizie storiche sulla mia amata terra... alcune informazioni sulla Sardegna le ho trovate nei libri che ho letto finora e sono diventate parte del mio bagaglio personale. Altre le ho viste e toccate, sotto forma di dura roccia nuragica o di eleganti bronzetti, altre mi mancano ma spero un giorno di riuscire ad aggiungerle alle mie conoscenze.
Eleonora d'Arborea mi mancava... avevo si letto qualcosa, qualche artico di tanto in tanto, ma non avevo veramente idea dell'importanza di questa Nobile Signora del quattordicesimo secolo per la nostra isola.

Figlia di Mariano IV De Serra, visconte di Bas e dell'Aragonese Timbors, Eleonora é ancora oggi riconosciuta come una grande legislatrice per aver migliorato e promulgato la cosiddetta "Carta de Logu" cioè la costituzione, il codice delle leggi del Regno d'Arborea.

Ma chi era Eleonora?
Nasce probabilmente intorno alla metà del 1300, in un periodo pericoloso per l'Europa, la Peste Nera infatti, più che i Re, guida l'alternarsi di periodi di sviluppo e di recessione.
Eleonora ha un fratello, Ughetto, conosciuto come giudice col nome di Ugone III, del quale prenderà il posto alla sua morte, una morte crudele come crudele era stato lui da giudice.

La Sardegna di questo periodo era divisa in giudicati, quasi dei regni indipendenti, anche se ufficialmente Papa Bonifacio VIII cedette l'Isola al Re di Spagna, in cambio di denaro e servizi militari. Ma la realtà era che i giudici d'Arborea la governavano da quasi cinque secoli forti anche dell'infeudazione di un altro Papa, Gregorio IX.
Il giudicato più ampio e florido doveva essere quello di Arborea, ma vi erano anche i giudicati di Cagliari, della Gallura e di Torres. Genovesi e Pisani avevano piccoli possedimenti. Tra le famiglie stanziatesi in Sardegna vi erano i Doria di Genova. Brancaleone Doria sarà il futuro sposo di Eleonora e, forse, il responsabile della fine di un sogno... la fine della "Nazione Sarda".

Notizie storiche e narrazione si susseguono spingendo il lettore ad andare avanti, per poi tornare indietro a rileggere qualche notizia interessante e collocarla al meglio nella memoria...

"Cum isto ense illi de domo mea et predecessores mei conquistaverunt judicatum et terram istam, et ego defendam cum isto viriliter et potenter"
(Con questa spada quelli della mia casa e i miei antenati conquistarono il giudicato e queste terre e con questa io li difenderò con forza e con coraggio)

Questa la formula che guidò i giudici d'Arborea attraverso i secoli e le guerre... fino alla fine!

Nel 1354 il Re d'Aragona, En Pere, conquista Alghero, città costruita dai Doria, caccia i precedenti governatori e la ripopola di Catalani, cambiandone anche il nome in Barcelloneta.
Aragonesi e Sardi d'Arborea ora sono veramente vicini... la guerra ha inizio. Negli anni successivi, Mariano gira la Sardegna combattendo gli Spagnoli. Nel 1370 quasi tutta la Sardegna gli appartiene... quasi tutta! Cagliari ancora resiste, anche se sempre assediata, così pure alcune altre cittadine della costa nord e orientale.

Ma la Peste Nera, come ho già detto, é la vera regina e nel 1376 si porta via Mariano. Il figlio Ugone III ne prenderà il posto per qualche anno, ma farà una brutta fine a causa forse del suo carattere. Venne ritrovato in fondo ad un pozzo, assieme alla figlioletta, con la lingua mozzata e un sasso in bocca. Eleonora deve tornare in Sardegna, abbandonare la tranquillità della città del marito, Brancaleone Doria e correre a reclamare l'eredità per il figlio, Federico, ancora minorenne. Intanto Brancaleone è fatto prigioniero, con l'inganno, dal re di Spagna. Resterà prigioniero per sette anni, tra la Spagna e la Sardegna, fino al 1390, anno della sua liberazione. La guerra interrotta da una pace effimera ricomincia, Brancaleone é ora il comandante militare, Eleonora si occupa della miglioria delle leggi emanate dal padre Mariano e della stesura definitiva di quella che sarà chiamata "Carta de Logu".

La guerra procede bene e le terre dell'Arborea sono governate grazie alle giuste leggi di Eleonora. Il codice é diviso in dieci sezioni (o Ordinamentos) che regolano la vita agro pastorale sotto tutti gli aspetti, dalla pena di morte per lesa maestà della prima sezione ai furti, adulteri, stupri, commercio del cuoio e delle pelli, chiusura delle terre, procedure giudiziarie e servitù... tutto é regolato secondo giustizia. Ricchi e poveri sono uguali, almeno nel caso dell'omicidio... "pro dinai niunu non campit" é la regola.

Ma ancora una volta é Lei, la Morte Nera, a decidere le sorti della splendida e sfortunata nostra Terra... Eleonora muore infatti nel 1403, lasciando il suo secondo figlio, Mariano V (o forse era lo stesso Federico di qualche anno prima che aveva cambiato nome?), e suo marito Brancaleone Doria, a lottare.

I Sardi sono una razza dura, testarda... difficili da governare anche per un Sardo. Così qualche anno dopo quando Mariano V muore in circostanze misteriose, Brancaleone non riesce a prenderne il posto... un lontano erede della famiglia dei De Serra Bas torna dalla Francia, dove viveva, per cercare di raccogliere l'eredità, ma poco dopo fuggirà di fronte agli Spagnoli che tentano di conquistare l'Isola una volta per tutte. Il suo vicario, Leonardo Cubello , firmerà la resa. Il giudicato non esiste più, e con esso la speranza di un Regno di Sardegna... di una Nazione Sarda, sparisce per sempre...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

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