lunedì 3 maggio 2010

Gli squali...

Ci sono parti di una città che che non vengono presentate sui libri o dalle guide turistiche; un deposito vinicolo che ha di certo conosciuto fasti passati; adesso, vergognandosi del presente che il destino gli ha riservato, resta defilato alle spalle del porto sulle calme acque del Tejo.

Scure figure di squali lo avvolgono, non conosco l'origine di questi strani disegni ma ogni mattina che ci passo, la mia attenzione ne resta magneticamente attratta.

Sarà il particolare momento di crisi economica mondiale; sarà la strana luce delle 8 mattutine di Lisbona ma spesso faccio un salto di dieci - o forse quindici - anni nel passato ed immagino i lavoratori del deposito che con cartelli protestano contro la prospettata chiusura.

Vedo i titoli di allora della stampa locale che enfatizzano la vicenda; immagino zelanti sindacalisti che disperatamente cercano di salvare i posti di lavoro di decine di persone. È esattamente in questo contesto che vedo nascere questi squali. Come immortalati nella loro macabra danza, sono stati addossati alle pareti, intorno alle porte ed alle finestre, che minacciosamente si apprestano ad entrare per finire la sanguinolenta preda.

Di colpo la testa mi si affolla di strani pensieri ed i pescecani predono le sembianze di banche, politici e speculatori senza scrupoli in grado di trasformare i gloriosi decenni di una parte di Storia della città, in un decadente angolo di strada – la Rua de Amorim.

Anche se so che probabilmente le figure non hanno niente a che vedere con la mia storia mi piace attribuirgli tale significato con la nostalgia di chi ancora si ostina a riempire di contenuto il concetto di quote azionarie di un'azienda quali frazioni dei suoi edifici, delle sue botti, dei suoi macchinari del lavoro dei suoi operai e impiegati; in questo momento storico invece la mente non può che saltare ai vari Murdoff che, ahimè, ci hanno insegnato che il valore di un'azienda deve essere attribuito sulla base delle “aspettative” che i mercati ripongono sulla stessa.

E ... aspetta aspetta, guardandoci intorno, oggi non possiamo che prendere atto che le uniche aspettative onorate sono state proprio quelle degli squali ... ma quanti squali oggi tappezzano i muri delle nostre città?

Claudio PETROZZIELLO


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