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domenica 11 luglio 2010

Enrico Fermi...

Riordinando alcuni appunti presi anni fa, mi ritrovo tra le mani un vecchio fascicolo dell'Accademia dei Lincei, datato 1955... è il quaderno n. 35 dedicato ad Enrico Fermi.
L'avevo acquistato per un euro, in una bancarella di libri vecchi... é arrivato il momento di leggerlo!

E' il 12 marzo 1955 e l'Accademia dei Lincei é convocata a Classi riunite per la commemorazione del socio Enrico Fermi morto a Chicago il 28 novembre del '54. Sarà assegnato ad Edoardo Amaldi, suo allievo, collaboratore ed amico, il compito di ricordarne la vita e le opere. 
Enrico Fermi nasce a Roma il 29 settembre 1901 da Alberto Fermi e Ida De Gattis. Sin da piccolo, nell'ambito familiare, ebbe la possibilità di coltivare la sua naturale dote, la predisposizione per la matematica, discutendo e studiando anche con l'amico Enrico Persico. Nel 1922 si laurea alla Normale di Pisa (a soli 21 anni) con una tesi sperimentale sulla riflessione dei raggi X. Prosegue i suoi studi a Gottinga, dove conobbe Heisemberg, Pauli, Jordan e altri nomi che da li a poco sarebbero stati famosi per gli studi sulla fisica quantistica. Tornò a Roma dove, grazie all'aiuto di Orso Mario Corbino che ne aveva intuito le potenzialità, riesce ad avere un incarico di insegnamento nel corso di Istituzioni di Matematica. Ma Fermi non é tipo da stare fermo ad aspettare, così nel 24 parte per Leida dove si occupa della statistica di Ehrenfest. Tornato in Italia insegnerà fisica matematica e meccanica razionale a Firenze per tornare poi a Roma a ricoprire la cattedra di Fisica teorica. In questi anni elabora la teoria conosciuta come "statistica di Fermi-Dirac" sulla quantizzazione di un gas perfetto monoatomico. Con questa teoria Fermi spiega il comportamento di alcuni tipi di particelle elementari, i cosiddetti "fermioni" (elettroni, protoni neutroni e mesoni...) Tale teoria completava la statistica di Bose -Einstein relativa ai cosiddetti bosoni. Tra i tanti suoi studi vi è anche l'elaborazione di un modello atomico.
Ma Enrico Fermi non era solo uno scienziato, era anche un trascinatore e un grande organizzatore, queste caratteristiche gli permisero di raccogliere attorno a se allievi e colleghi che guidava nella risoluzione di problemi. 
Tra il '33 e il '39 Fermi si dedicò allo studio della fisica nucleare; sulla base della scoperta del neutrone si dedicò allo sviluppo della teoria nucleare contribuendo con la cosiddetta "interazione nucleare di Fermi". Nel '34, basandosi sulle scoperte sulla radioattività dei coniugi Curie-Joliot, decise di buttarsi nella sperimenazione di questi fenomeni. Pochi mesi dopo scoprì i fenomeni legati alla radioattività dovuta ai neutroni. Assieme ai suoi collaboratori e amici, bombardando atomi di idrogeno con neutroni, si rese conto di un fenomeno di rallentamento dei neutroni stessi. Sarà proprio questo fenomeno che gli permetterà nel giro di pochi anni di realizzare la pila nucleare. Nel 1938 in Italia si è alle prese con Mussolini, l'inasprimento delle leggi anti razziali spinge Fermi ad emigrare in America, la moglie infatti era di origine ebraica. Nel 1939 Halm e Strassmann scoprono che i neutroni sono in grado di scindere l'atomo dell'Uranio. Siamo ormai all'inizio della Seconda Guerra mondiale e l'America decide di investire nella ricerca di nuovi ordigni esplosivi... i risultati delle ricerche di Fermi e gli investimenti americani fanno si che il 2 dicembre 1942 entri in funzione la prima pila nucleare, progettata e realizzata da Fermi, Anderson e Zinn, la più grande fonte di energia mai realizzata. Nel 1944, nei laboratori di Los Alamos, si lavora alle applicazioni belliche della pila nucleare che consentirà all'America di chiudere vittoriosamente la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra Fermi si dedicò allo studio delle particelle subatomiche e dei raggi cosmici lasciandoci nuove scoperte anche in quei campi.
La fama di Enrico Fermi é dovuta ai suoi studi... agli studi di uno scienziato che diceva che non occorreva studiare la matematica ma all'occorrenza la si creava così come serviva... quanto della sua morte, per cancro allo stomaco, è dovuto a quegli stessi suoi studi?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

1 commento:

  1. Continuo a esistere nella speranza che queste mie memorie, in qualche modo, non so come, possano trovare una strada per giungere alla mente della umanità di qualche Dimensione e possano suscitare una razza di ribelli che si rifiutino di essere confinati in una Dimensionalità limitata. (Da “Flatlandia” di E. Abbot).

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