lunedì 22 agosto 2011

Gargantua e Pantagruele... Fraçois Rabelais

Era tanto che cercavo il libro di Rabelais, spinto dalla curiosità dovuta alla lettura di una paginetta dell'antologia di quando studiavo ancora...
Venti cinque anni sono passati da allora ma non mi era mai capitato di trovare il testo nelle bancarelle dei mercatini dell'usato così quando qualche settimana fa mi sono imbattuto in un librone usato ma in buone condizioni non ho resistito alla tentazione e l'ho comprato!
Ma chi era Rabelais e chi erano Gargantua e Pantagruele?
Oggi, dopo aver letto i primi due libri su cinque, posso iniziare a rispondere... senza garantire sul contenuto però!
Rabelais nacque verso la fine del 1400, forse nel 1494, a Chinon, in Francia. Dovrebbe essere entrato nell'ordine dei Francescani e poi passato all'ordine dei Benedettini. Qualche anno dopo, intorno al 1526 Rabelais  inizia a girovagare e studia medicina. Inizia a scrivere opere erudite e tra queste, anche se difficile da credere a primo acchito, scrive cinque libri di carattere erudito e burlesco... Gargantua e Pantagruele, per l'appunto! In questi libri, entra spesso in polemica con la Sorbona, che li condannerà puntualmente.
Ma credo che sia più che sufficiente per chi è poco interessato alla vita dell'autore, mentre vuol sapere qualcosa di questi Gargantua e Pantagruele, dei quali ancora non ho detto niente.
Ecco, ora vi presento il Libro Primo, così come Rabelais l'ha presentato ai suoi lettori poco meno di cinquecento anni addietro.

Libro Primo
La molto orrifica vita del grande Gargantua
padre di Pantagruele
già composta da Mastro Alcofribas Astrattore di Quintessenza
Libro pieno di Pantagruelismo

Ora le cose son due, letto questo potrete decidere di andare avanti oppure buttare il libro da una parte, io sono andato avanti e così ho scoperto un mondo nuovo!
Rabelais stesso, ben sapendo che i suoi libri sarebbero stati "particolari", aggiunge un avviso ai lettori che mira proprio a spingere i lettori a non giudicare subito ma ad insistere nella lettura...

Lettori amici, voi che m'accostate,
Liberatevi d'ogni passione,
e leggendo non vi scandalizzate:
Qui non si trova male ne infezione
E' pur vero che poca perfezione
apprenderete, se non sia per ridere:
altra cosa non può il mio cuore esprimere
vedendo il lutto che da voi promana:
meglio è di risa che di pianti scrivere
ché rider soprattutto è cosa umana.

Da queste poche righe si capisce che i libri sono ricchi di un linguaggio volgare e scurrile ma allo stesso tempo sono scritti per far ridere... e per insegnare, ma questo lo scopre solo chi ha la pazienza e l'ardire di affrontare la lettura!
Così, se avrete la pazienza di seguirmi, vi racconterò nei prossimi giorni quelle cose che a me sono saltate all'occhio, nascoste in mezzo a tonnellate di...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO 





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