domenica 7 maggio 2017

Jean Dominique de Larrey, il chirurgo di Napoleone e inventore del “Triage”


E' impossibile fare riferimento al Primo Soccorso in caso di eventi “catastrofici”, di qualunque natura ed origine, in cui il numero delle vittime superi di gran lunga quello dei soccorritori, senza ricordare l'inventore del Sistema per affrontare in termini di efficacia, efficienza ed economicità questo tipo di eventi avversi caratterizzati dalla discrepanza tra richiesta ed offerta di assistenza. 
Come spesso accade nella storia umana, da fatti drammatici e sanguinosi, di esclusiva responsabilità antropica come le guerre, sono derivate competenti e felici intuizioni di uomini e/o donne “speciali” circa il modo di affrontare, “domi bellique” (in pace come in guerra), i devastanti effetti di situazioni critiche che con la guerra poco o nulla hanno a che spartire! Se oggi sappiamo come affrontare al meglio disastri ad elevata magnitudo d'impatto lo si deve ad uno di questi “benemeriti”: Jean Dominique de Larrey.
Egli nacque l'8 luglio 1766. All'età di tredici anni iniziò gli studi di medicina. Giunto a Parigi verso la fine del 1787, fu selezionato come chirurgo ausiliario imbarcato sulla fregata “La Vigilante”. Le cure fornite nei casi di malattia e le precauzioni da lui adottate circa l'igiene durante il viaggio ottennero un tale successo che, al suo rientro, la nave non aveva perso un solo uomo!
Quando, nel 1792, la Francia entrò in guerra contro l'Austria, il Cittadino Larrey rispose alla Leva in Massa per soccorrere “La Patrie en danger” (la Patria in pericolo), where ideology "not only mobilized manpower for the regular armies, but also inspired ordinary people to fight on their own account.”1. Fu nominato Capo-chirurgo dell'esercito del Reno. 
Qui entrò per la prima volta a contatto con il mondo militare rimanendo profondamente colpito dal divario esistente tra le necessità reali e l'organizzazione effettiva del sistema. Questa discrepanza era tanto più evidente nella cura e trasporto dei feriti attuato con carri che arrivavano sul campo di battaglia addirittura giorni dopo lo scontro. Al loro arrivo, gli uomini feriti gravemente erano ormai quasi tutti morti. In tali circostanze i comandanti divennero più che mai interessati a preservare la loro forza numerica e i servizi sanitari militari assunsero un'importanza del tutto nuova nell'economia di guerra. Per porre fine a tali situazioni, Larrey ideò un sistema di ambulanze “volanti” con cui i chirurghi militari potessero seguire tutti gli spostamenti delle truppe e dare aiuto immediato ai feriti. Avendo a disposizione un simile sistema, Larrey ebbe la possibilità di organizzare il primo sistema di triage direttamente sul campo di battaglia. I feriti potevano o essere trattati sul posto (attualmente si parla di “stay & play”) ed, eventualmente, essere immediatamente rispediti a combattere, o recuperati e trasportati (“scoop & run”) in tempo utile presso le strutture sanitarie arretrate. Ogni ambulanza venne specificamente progettata e dotata di personale medico e paramedico e di materiali di primo soccorso necessari secondo una politica di sgombero “ante litteram”.  Tale ambulanza funzionò come prima unità sanitaria di pronto soccorso.
Nell'arco di dieci campagne, Larrey operò costantemente sul campo di battaglia facendo notevoli scoperte ad esempio modificò la forma degli aghi di sutura per permetterne la migliore maneggevolezza, e avendo occasione di dimostrare, contro l'opinione di famosi Chirurghi, la necessità dell'amputazione immediata al fine di evitare l'insorgere di infezioni che molto spesso, a quel tempo, portavano alla morte. 
Nel 1796 fu nominato professore alla Scuola Militare di Medicina e Chirurgia a Parigi. Per gli strabilianti risultati ottenuti, lo stesso Napoleone volle Larrey alle sue dirette dipendenze durante tutte le successive campagne militari.
Il chirurgo quindi tornò al servizio attivo, partendo il 1º maggio 1797 verso l'Italia. Dopo aver visitato le provincie conquistate, Larrey ispezionò gli Ospedali e istituì in diverse città Scuole di chirurgia; organizzò le ambulanze e formò uno speciale Corpo Sanitario attagliato alle esigenze della “moderna” guerra “di popolo” ed alla politica espansionistica napoleonica. Tra il “piccolo Caporale” ed il suo Chirurgo in Capo, da questo momento in poi, si creerà un profondo legame.
Nel 1798 Larrey fu al seguito delle truppe napoleoniche in Egitto ed in Siria. Nel 1802 fu nominato Medico generale della Guardia dei Consoli, mentre, nel 1804, ricevette la croce di Ufficiale della Legion d'Onore e, nel 1805, fu nominato Ispettore Generale della Sanità dell'esercito.
Una volta Imperatore, Napoleone lo richiamò sul campo di battaglia: Larrey parteciperà alle battaglie di Ulm e Austerlitz, alle Campagne di Polonia, Spagna. A Wagram, dopo la battaglia, ricevette da Napoleone il titolo di barone. 
Nel 1812 venne nominato Chirurgo in Capo della Grande Armée con cui prese parte alla disastrosa campagna di Russia. In particolare nella battaglia alle porte di Mosca, privo di personale e di mezzi, cercò di riportare l'ordine stabilendo la sua ambulanza generale al centro della linea di battaglia, dove passarono ben due terzi dei feriti, praticando durante le prime 24 ore più di duecento amputazioni di uno dei quattro arti nonostante mancassero garze, coperte, forniture, uccidendo i cavalli per il nutrimento dei feriti, la cui maggioranza morì più tardi durante la ritirata.
Rimanendo fedele all'Imperatore, rientrò in Francia e lo seguì anche durante l'avventura dei “100 giorni” culminata nella sconfitta definitiva di Napoleone a Waterloo. Larrey seguì l'Esercito in ritirata. Fu catturato da soldati Prussiani e corse il rischio di essere fucilato. Lo stesso Comandante in Capo dell'Esercito prussiano, il Generale von Blucher, il cui figlio era stato salvato dal Chirurgo durante la Campagna d'Austria, impedì l'esecuzione e lo fece liberare.
Considerato come uno dei più devoti sostenitori di Napoleone, alla caduta dell'Imperatore, fu privato del suo titolo di Barone e della retribuzione di Ispettore Generale della Sanità militare; perse inoltre le pensioni e il reddito da parte della Legion D'Onore. Conservò soltanto il posto di Capo Chirurgo all'Ospedale militare.
Nel 1818 una legge lo reintegrò e ciò gli diede il coraggio di ricostruire la sua scuola. Pubblicò un quarto volume delle sue Campagne, scrisse il trattato di "Clinica Chirurgica", nel 1820 fu eletto Membro dell'Accademia di Medicina e nel 1829 fu chiamato all'Accademia delle Scienze. 
Dopo un viaggio in Belgio nel 1832 per organizzare il servizio sanitario militare di quel Paese, riprese il posto di Capo chirurgo all' Hôtel des Invalides di Parigi e fu nominato Membro del Consiglio Generale della Sanità.
Morì di ritorno da un viaggio di studio in Algeria, il 25 luglio 1842. La sua statua in bronzo si trova nel cortile esterno dell'Ospedale militare di Parigi. 
Larrey ha lasciato al mondo della Medicina diverse opere, nate soprattutto da una serie di osservazioni dirette durante il servizio medico attivo sui campi di battaglia.

1Townshend C. The Oxford History of Modern War. p. 177 ISBN – 0 – 19 – 280645 – 9

Bibliografia:
  • Bayle M.M., Thillaye, Biographie Médicale par ordre chronologique d'après Daniel Leclerc, Eloy, etc., Tome second, pp. 837-844, Parigi, Adolphe Delahays Libraire, 1855.
  • Bégin L.J., Dictionnaire des sciences médicales: Biographie Médicale, Volume 5, pp. 524-529, Parigi, C.L.F.Panckoucke éditeur, 1822.
  • Cantarano E, Carini L, Storia della Medicina e della Assistenza per le Professioni Sanitarie, UniversItalia, Roma, 2013, pag 151.
  • Cosmacini G, Guerra e Medicina, Bari, Laterza Editori, 2011.
  • Weiner Dora B. , "Dominique Jean Larrey", in W.F.Bynum and H. Bynum (eds.), Dictionary of medical biography, Westport-London, Greenwood Press, 2007, Volume 3, p. 774

Luisa CARINI, Enzo CANTARANO, Federico BIZZARRI

Nessun commento:

Posta un commento

Traduttore - Translator

Post in evidenza

Radioattività elevata sull'Europa? Colpa del Rutenio-106, ma da dove proviene?

La notizia è apparsa i primi di ottobre, ma come al solito in Italia è passata sotto riga. Fatto stà che da ieri se ne riparla sui giorn...