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giovedì 5 ottobre 2017

Cyber security: cos'è un SOC?

Il mondo della cyber security è ogni giorno più complesso e per riuscire a gestire i numerosi incidenti informatici sempre più organizzazioni iniziano a considerare l'ipotesi di far ricorso ai servizi di un Security Operation Center (SOC) o a realizzarne uno all'interno della propria organizzazione.
Ma cos'è un Security Operation Center?
Per fare un po di chiarezza utilizzo un documento che mi è sembrato molto chiaro e che invito a leggere: "Classification of Security Operation Centers", pubblicato nel 2013. Gli autori (Pierre Jacobs, Alapan Arnab, Barry Irwin) lavorano per il Department of Computer Science della Rhodes University a Grahamstown, in Sud Africa.
Ciò che ora ci interessa è mettere in evidenza il concetto di SOC per cui riporto il primo paragrafo del citato documento:
"A Security Operations Centre (SOC) can be defined as a centralized security organization that assists companies with identifying, managing and remediating distributed security attacks [1]. Depending on the capabilities required from a SOC by the en&terprise or client, a SOC can also be responsible for the management of technical controls. The end-goal of a SOC is to improve the security posture of an organization by detecting and responding to threats and attacks before they have an impact on the business."
Da quanto detto si capisce immediatamente che il SOC è una struttura organizzativa centralizzata che si occupa di assistere le società nella identificazione, gestione e nel porre rimedio ad attacchi di sicurezza distribuiti. Un SOC può anche essere chiamato a gestire tutti i controlli tecnici di una società che si avvale dei suoi servigi.
Il SOC può essere interno alla società e lavorare solo a supporto della stessa, o offrire servizi anche ad altre società. In ogni caso lo scopo finale di un SOC è quello di migliorare la "postura di sicurezza" di una organizzazione attraverso l'individuazione e la risposta ai rischi e agli attacchi prima che questi possano impattare sul core business dell'organizzazione.
Sarebbe meglio dire che il SOC "tende ad evitare l'impatto di attacchi informatici sul business dell'organizzazione o comunque a limitarne i danni", in quanto affermazione più realistica.
Nel documento è possibile trovare un'analisi approfondita delle funzioni e dei componenti di un SOC, ma al momento ci interessa solo il concetto suesposto.
Diciamo subito che il SOC non è una invenzione dei nostri giorni e non deriva neanche dal mondo ICT. Se ne parla da tanto negli ambienti che gestiscono la sicurezza fisica ed il mondo ICT non ha fatto altro che adottarlo.
Attualmente si parla di SOC di quinta generazione, riferendosi a strutture dotate di capacità di analisi predittive oltre che di monitoraggio e risposta.
E' opportuno mettere subito in evidenza l'aspetto, a mio parere, più importante: un Security Operation Center è una unità organizzativa complessa, generalmente centralizzata, che si occupa di identificare, gestire e porre rimedio ai problemi di sicurezza informatica ed è costituito da processi, strumenti e persone.


Mentre processi e strumenti sono tutto sommato facili da trovare e sostituire all'occorrenza, la stessa cosa non vale per le persone che devono essere preparate adeguatamente e conoscere a fondo l'organizzazione per cui lavorano.


Generalmente un SOC utilizza uno o più strumenti informatici di tipo SIEM, ovvero Security Information and Event Management, per l'aggregazione e correlazione dei dati e informazioni provenienti da differenti sistemi.
E fino ad ora abbiamo parlato di teoria...
In Italia vi sono diversi SOC gestiti da alcune delle più grandi società del mondo ICT, tra questi vi è quello della Società Engineering, quello della Italtel e quello della Leonardo.
Per capire meglio l'utilità dei SOC nella società moderna mi sono rivolto all'Ingegner Pesaresi della Engineering, ad un team Italtel e ad un team Leonardo ponendo loro alcune domande.
Ingegner Pesaresi buon giorno e innanzitutto un grazie per la disponibilità. Il cyber space è entrato prepotentemente nelle nostre vite attraverso le notizie ormai quotidiane, immagino che qualcosa di simile stia accadendo nelle organizzazioni. Quanto è importante il settore Cyber per Engineering? Per quale motivo la vostra società ha sentito la necessità di creare un SOC?


Engineering: Buon giorno, io sono il responsabile commerciale della BU Difesa e Spazio in Engineering. Nella visione Engineering la problematica della sicurezza informatica, o cybersecurity, deve essere affrontata attraverso un approccio multidisciplinare, basato sull'unificazione e integrazione di competenze di tipo legale, economico, e tecnologico, poiché è divenuto oggi evidente che l’individuazione di soluzioni efficaci e di risposte alle sfide poste in essere richiedono, oltre alle ovvie competenze in ambito ICT, anche la profonda comprensione di aspetti normativi, di dominio e la valutazione di impatti socio-economici.
In questi ambiti Engineering pone la massima attenzione alla CyberSecurity, in quanto ritenuta di primaria importanza per la protezione delle informazioni memorizzate e trattate con sistemi informatici e trasmesse attraverso le reti, con lo scopo di assicurare riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni.
L’offerta del Gruppo nell’ambito della Cyber Security è specializzata nella sicurezza delle applicazioni, la sicurezza perimetrale di infrastrutture informatiche, la sicurezza nello scambio di informazioni tra reti a diverso livello di classificazione e la sicurezza di infrastrutture critiche.
Il gruppo Engineering opera attraverso un network integrato di 4 Data Center dislocati a Pont-Saint-Martin, Torino, Milano e Vicenza, con un sistema di servizi e un’infrastruttura che garantiscono i migliori standard tecnologici, qualitativi e di sicurezza agli oltre 330 clienti sia in ambito nazionale che internazionale. In tale contesto, allo scopo di assicurare la necessaria cornice di sicurezza informatica ai dati ed ai sistemi dei nostri clienti, il Data Center principale di Pont Saint Martin è dotato di un Security Operation Center all'avanguardia.

Anche in Italtel potete contare su un SOC nazionale. Ciò fa pensare che il settore cyber sia molto importante, è così?


Italtel: La trasformazione digitale aumenta la superficie di esposizione agli attacchi informatici che sono sempre più evoluti. E’ quindi importante fornire soluzioni e servizi di qualità per garantire la protezione dei dati, la resilienza delle infrastrutture critiche e contrastare le minacce avanzate. La Cyber Security è pilastro fondamentale della nostra offerta rivolta alla Pubblica Amministrazione, alle aziende ed ai Service Providers, nostra storica area di forza. Nata come azienda di telecomunicazioni, Italtel da diversi anni ha diversificato la propria offerta e oggi è una multinazionale italiana nel settore dell’Information & Communication Technology e indirizza con le sue soluzioni diversi settori verticali quali: Pubblica Amministrazione, Sanità, Difesa, Finance, Energy, Industry 4.0, Smart Cities, senza tralasciare le Telecomunicazioni. I servizi di SOC di Italtel nascono già nel 2001 con l’acquisizione di SecurMatics, sviluppando l’esigenza di garantire una gestione efficace e continuativa dei livelli di sicurezza dei clienti in affiancamento ai servizi professionali di rete ed alla gestione delle infrastrutture mediante i nostri Network Operation Center (NOC) e Technical Assistance Center (TAC). Oggi il panorama delle minacce è in continua mutazione ed è quindi importante potenziare le soluzioni ed i servizi, inclusi quelli managed, in un una linea di offerta univoca rivolta alle pubbliche amministrazioni, alle aziende e ai service provider.

Ho visitato, tempo addietro, il SOC della Leonardo e ne sono rimasto colpito…


Leonardo: Leonardo garantisce le prestazioni, la continuità, l’information superiority dei sistemi dei propri clienti, oltre a proteggerne le infrastrutture e le applicazioni mediante interventi mirati. Sviluppa inoltre soluzioni digitali sicure, identificando, riducendo e gestendo le minacce, le vulnerabilità e i rischi. In questo ambito Leonardo è in grado di fornire soluzioni innovative per contrastare le minacce cyber, sempre più pervasive e strutturate, che rendono la protezione del patrimonio tecnologico, informativo e intellettuale di ogni organizzazione, civile o militare, una necessità improrogabile. Tra le realizzazioni più significative nel settore della cyber security Leonardo ha fornito un sistema “chiavi in mano” alla NATO per lo sviluppo, la realizzazione e il supporto della NATO Computer Incident Response Capability (NCIRC), che eroga servizi a oltre 70.000 utenti in 29 Paesi. La capacità di offrire protezione è accresciuta anche dalle soluzioni sofisticate di intelligence, applicabili sia a dati open source sia a fonti eterogenee, a supporto delle esigenze delle forze di polizia e agenzie investigative.


Il vostro SOC è ad uso interno o ad uso esterno? Quali sono i servizi che il vostro SOC rende? Quali sono i servizi più richiesti?


Italtel: Il nostro SOC è principalmente rivolto al mercato con servizi customizzati a seconda della tipologia dei clienti. Fondamentalmente esistono due macro gruppi di clienti tipo. Aziende di grandi dimensioni, che si sono date una adeguata security governance, hanno già internalizzato i team operativi ma richiedono all’esterno servizi o competenze specifiche che non riescono ad indirizzare, come ad esempio i servizi di Threat Intelligence o di Incident Response (IR). Aziende di medie dimensioni che ci chiedono oltre ai servizi SOC in full-outsourcing anche di avere un ruolo di partner/consulente in grado di effettuare assessments e gap-analisys continuative per aumentare il livello di protezione. Tra l’altro, mantenere un SOC operativo chiede investimenti continui sulla formazione e sulle tecnologie a supporto dell’operazione.


Qual’è invece la situazione per la Engineering? Quali sono i servizi più richiesti?


Engineering: Il nostro SOC fornisce servizi sia ad uso interno, ma soprattutto in favore dei nostri clienti, che sono distribuiti in tutte le aree di mercato e cioè Finanza, Telecomunicazioni, Utilities, Industria e servizi ed anche la Pubblica Amministrazione ai quali eroghiamo servizi a vari livelli, dalla consulenza di alto livello orientati alla definizione della governance, ai servizi di assessment, quali pentration test, vulnerabilty assesment ed ethical hacking, fino a scendere ai servizi di un SOC quali ad esempio Security Response Team, Gestione dell'infrastruttura di sicurezza e soluzioni di DDoS. Inoltre, realizziamo anche progetti specifici per i nostri clienti per implementare soluzioni di sicurezza come ad esempio Identity Access management, Strong Authentication, Mobile Device Security. Infine, ci stiamo realizzando alcuni progetti pilota di soluzione di Cyber Threat intelligence, finalizzati a prevedere in anticipo potenziali attacchi informatici.


Leonardo: Leonardo ha realizzato due SOC, uno in Italia e l’altro in UK. Il principale è quello di Chieti, un centro di eccellenza in ambito Cyber Security e Threat Intelligence, ovvero dedicato alla protezione dalle minacce cibernetiche nei principali settori di riferimento (i.e. Infrastrutture Critiche, Grandi Aziende, Pubbliche Amministrazioni, Difesa, Agenzie di Intelligence, Istituzioni nazionali ed internazionali). Presso il sito di Chieti sono allocati i principali asset di riferimento:
- SOC Business (Security Operation Center), attraverso cui viene garantita la capacità di detection e monitoraggio 24x7 per tutti i client nazionali ed internazionali di Leonardo;
- CSIRT (Computer Security Incident Response Team), attraverso cui viene assicurata la risposta tempestiva ad un attacco informatico;
- Cyber Threat Intelligence (ovvero servizi di Open Source Intelligence basati su un middleware proprietario implementato su una piattaforma di supercalcolo ad alta efficienza energetica – High Performance Computer).
Il centro operativo di sicurezza di Chieti rappresenta oggi uno dei più importanti Managed Service Security Provider (MSSP) a livello europeo, in termini di completezza del portafoglio dei servizi erogati e in relazione al numero di clienti e piattaforme monitorate. Alcuni numeri più significativi: oltre 50,000 log ricevuti, aggregati e collezionati ogni secondo; più di 30,000 eventi di sicurezza collezionati e correlati al secondo. Il SOC gestisce una media di 50 incidenti di sicurezza al giorno, applicando le principali best practice internazionali di riferimento (ad es. NIST-800-xx, ENISA) al fine di contenere gli incidenti e rispondere tempestivamente alle odierne minacce di sicurezza cibernetica. A Chieti lavorano oltre 100 esperti di sicurezza, di cui Certified Ethical Hacker specializzati in attività di Vulnerability Assessment e Penetration Test. Ogni anno sono analizzati e inviati ai Clienti oltre 500 annunci di early warning. Il sito inoltre possiede diverse certificazioni dei Servizi di Sicurezza Gestita.


Per mantenere un SOC operativo, immagino, dobbiate investire in ricerca e sviluppo. E' cosi? Quanto investite in percentuale e in quali settori del cyberspace?


Engineering: Engineering crede nella ricerca e nella necessità di trasformare il potenziale delle tecnologie informatiche in opportunità di crescita per i propri clienti attraverso l'innovazione, in un allineamento continuo con l’evoluzione di tecnologie, processi e modelli di business.
Engineering ha aperto il primo laboratorio di ricerca nel 1987 e oggi, in collaborazione con aziende, università e centri di ricerca a livello nazionale e internazionale, conta su:
  • 250 ricercatori
  • 70 progetti di ricerca in corso
  • 6 laboratori di sviluppo
  • circa 30 milioni di euro di investimenti annui in Ricerca e Innovazione.
La Cybersecurity è uno dei temi sui quali si sta investendo di più in termini di ricerca in particolare in ambito europeo, dove Engineering è presente con un laboratorio denominato IS3Lab (Intelligence Systems and Social Software) che partecipando con un ruolo di leadership ai principali progetti di ricerca finanziati in ambito Horizon2020.


Avete collaborazioni con organizzazioni di sicurezza? Che tipo di rapporti esistono tra il vostro SOC e i CERT nazionali?


Engineering: Engineering è anche uno dei soci fondatori di ECSO (European CyberSecurity Organization) che raggruppa le principali aziende europee che si occupano di sicurezza informatica, e che sta collaborando con le istituzioni europee per la definizione di una strategia comune in ambito Cybersecurity.


Leonardo: In questo settore la collaborazione è un fattore critico di successo. Collaboriamo con numerose imprese e technology provider internazionali con cui scambiamo informazioni sulle nuove minacce e vulnerabilità. Grazie alle capacità riconosciute dal mercato, siamo il partner strategico di molte tra le più importanti organizzazioni pubbliche e private in Europa e non solo. Questo ci consente di supportare tali organizzazioni nel design e nella implementazione dei loro sistemi di sicurezza informatica. Con esse possiamo scambiare informazioni come previsto dalle relazioni contrattuali. Infine, partecipiamo a gruppi di lavoro e tavoli di confronto istituzionali in Europa (ad esempio ECSO) così come in Italia e nel Regno Unito.
Un progetto di partnership importante, inoltre, è sviluppato insieme alla NATO.
Leonardo e l’Agenzia per le comunicazioni e le informazioni dell’Alleanza Atlantica (NCI - Communications and Information Agency) hanno siglato un accordo di collaborazione sulla sicurezza informatica allo scopo di condividere informazioni confidenziali per migliorare la conoscenza del contesto di riferimento e aumentare la protezione delle rispettive reti e sistemi.
Questa iniziativa di collaborazione mira alla condivisione delle informazioni sulle minacce informatiche e sulle pratiche di sicurezza da adottare e riconosce l’importanza di lavorare con partner industriali affidabili affinché l’Alleanza possa raggiungere pienamente i propri obiettivi in materia di protezione dalla cyber criminalità. Leonardo coopererà con l’agenzia NCI per comprendere meglio i modelli di minaccia e le tendenze di attacco più recenti. Ciò renderà più efficace l’applicazione di misure preventive e migliorerà le capacità dell’azienda nella salvaguardia delle informazioni, riducendo così la portata di eventuali tentativi futuri di intrusione.


In Italia qual'è il mercato dei servizi di sicurezza informatica? Visto l'aumentato interesse verso la cybersecurity, è aumentato il mercato nell'ultimo periodo?


Engineering: In Italia il mercato dei servizi della sicurezza informatica ha stentato a decollare in quanto i nostri clienti erano poco sensibili a questa tipologia di minaccia. Forse un ruolo importante lo ha giocato il gap tecnologico del nostro paese, che risulta uno dei meno connessi e quindi, intrinsecamente meno esposto a rischi informatici. Tuttavia, negli ultimi mesi, forse a causa dei recenti episodi di attacchi informatici che hanno compromesso anche la reputazione di molte aziende, la questione, che prima era vista come un problema tecnico gestito dai CIO/CSO, è salita all'attenzione dei vertici che hanno incominciato a prendere coscienza delle conseguenze in termini reputazionali che può subire un'azienda vittima di attacchi informatici. Di conseguenza il mercato italiano sembra volgere uno sguardo più attento alla questione della protezione dei dati e dei sistemi aziendali e sempre più clienti incominciano ad affrontare il problema, chiedendoci, in prima battuta attività di analisi del rischio e, successivamente, richiedendoci attività di messa in sicurezza delle loro infrastrutture ICT.


Leonardo: Nel periodo 2013 – 2018 il mercato mondiale della cyber security cresce con un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 10,4% fino ad un valore atteso di 80B€ nel 2018; il mercato italiano cresce con un CAGR del 8,6% per un valore pari a ca. 2B€ nel 2018. Il rapporto Assinform 2017 indica per lo scorso anno una crescita del mercato della sicurezza informatica di oltre 11%.
Nel contesto italiano, il settore Government / Defense rappresenta il 20% del mercato, mentre il cluster Business circa l’80% (di cui il settore CNI – Critical National Infrascructure – impatta per oltre la metà).


Che tipo di personale può trovare impiego in un SOC? Che tipo di studi e che specializzazioni occorrono?


Engineering: Nel nostro SOC trovano impiego ingegneri informatici specializzati in sicurezza delle reti e del software. Purtroppo queste professionalità sono difficile da trovare sul mercato perchè esistono in Italia pochi programmi di studio finalizzati a preparare ingegneri esperti in sicurezza informatica. Per far fronte a questo gap, abbiamo avviato presso la nostra Scuola ICT "Enrico Della Valle" una serie di corsi di specializzazione in cybersecurity rivolti principalmente a formare personale interno, ma aperti anche all'esterno a quelle organizzazioni che intendessero specializzare propri dipendenti.


Leonardo: Noi impieghiamo esperti di sicurezza informatica e giovani tecnici e ingegneri con conoscenza teorica degli standard e dei protocolli di sicurezza informatica, delle maggiori problematiche di sicurezza. Prediligiamo personale con elevata propensione alla risoluzione di problematiche inerenti network e security, conoscenza degli standard e delle best practice di riferimento per il governo della Sicurezza ICT, la prevenzione e la gestione degli incidenti di sicurezza informatica e conoscenza delle tematiche di sicurezza finalizzate alla protezione di reti e sistemi di controllo e automazione.


Per quale motivo i vostri clienti si sono rivolti a voi? A seguito di incidenti cyber o per prevenire problemi?


Italtel: Italtel ha tradizionalmente operato nella progettazione e realizzazione di infrastrutture di rete per service provider globali e nella nostra esperienza l’elemento della sicurezza è da sempre un fattore chiave sotto molteplici aspetti. In virtù di questa expertise molti clienti si sono rivolti a noi sulla Cyber Security perchè hanno già avuto modo di saggiare la nostra qualità del servizio nella gestione di reti complesse.


Engineering: Come si accennava sopra, la nostra azienda eroga da decenni servizi ICT tramite i propri Data Centre a clienti pubblici e privati ed in tale contesto per noi è sempre stato un "must" assicurare i massimi livelli di sicurezza logica e fisica. Molti di questi clienti gestiscono loro infrastrutture per le quali hanno sentito la necessità di migliorare i propri livelli di sicurezza. E' stato quindi quasi naturale che i nostri clienti, alla luce delle nostre riconosciute capacità, ci chiedessero consulenza in ambito cybersecurity. Tuttavia, recentemente, la nostra azienda ha avviato un'attività di promozione delle proprie competenze nel settore cybersecurity anche nei confronti di tutto il mercato.


Secondo voi qual'è la figura più importante, se esiste, all'interno di un SOC?
Se doveste rivolgervi ai giovani, invitandoli a studiare una o più materie, cosa potreste suggerirgli?


Engineering: Direi che non esiste una figura più importante delle altre. La cybersecurity è una materia multidisciplinare che richiede competenze variegate, che vanno dalla governance, alle questioni più prettamente tecniche e che coinvolgono tutta l'infrastruttura ICT, dai livelli più bassi della rete a quelli più elevati delle applicazioni.
Quindi, l'unico suggerimento che mi sentirei di dare ad un giovane ingegnere informatico è di specializzarsi in qualunque materia inerente la cybersecurity perchè sicuramente troverà un'azienda disponibile ad assumerlo.


Italtel: Se proprio dovessimo individuare una figura di rilievo, allora direi che il SOC MANAGER è il ruolo fondamentale per l’erogazione del servizio, in grado sia di governare e stimolare i security analyst nelle fasi più delicate della gestione di un incidente informatico sia nel gestire adeguatamente le comunicazioni con l’esterno.


Quali strumenti utilizzate nel vostro SOC? Quale SIEM utilizzate?


Engineering: Il nostro SOC utilizza prodotti cosiddetti "branded". Tuttavia, c'è sempre maggiore attenzione verso l'open source non solo per questioni economiche, ma anche per esigenze di "sicurezza nazionale". Infatti, la tendenza è di cercare di avere il controllo del codice sorgente anche per questa tipologia di prodotti.


Dal punto di vista normativo, la nuova norma "Direttiva recante indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionali", DPCM emanato il 17 febbraio 2017 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, serie generale n. 87 del 13 aprile 2017, sembra promettere grossi cambiamenti, cosa ne pensate?


Italtel: Il DPCM Gentiloni migliora ed ottimizza la catena decisionale nazionale nell’affrontare il domino Cyber, terreno principale dei conflitti futuri. Inoltre il modello cooperativo e collaborativo tra le istituzioni e le infrastrutture critiche ritengo sia fondamentale per affrontare le minacce che ci attendono.


Leonardo: Con il DPCM 17/2/2017 e il successivo Piano Nazionale, il Dipartimento Informazioni per la Sicurezza (DIS) acquisisce il ruolo di guida delle attività di cyber security a livello nazionale.
Il ruolo sarà esercitato mediante due strutture dedicate rispettivamente la prima alle attività “operative” e la seconda a quelle di natura strategica ed evolutiva. In ambito operativo, viene a costituirsi un servizio di Intelligence e Sicurezza Cibernetica (NSC) con l’obiettivo di gestire h24 l’unità per l’allertamento e la risposta a situazioni di crisi cibernetica, acquisendo le comunicazioni su violazioni o tentativi di violazione dagli organismi di informazione per la sicurezza, dalle Forze di Polizia, dalle strutture del Ministero della Difesa (che permangono separate) e dai CERT (Computer Emergency Response /Readiness Team).
E’ inoltre prevista la realizzazione di laboratori per la valutazione e certificazione nazionale per componentistica ICT di mercato destinata a infrastrutture critiche e strategiche, sviluppo di crittografia nazionale, Ricerca e Sviluppo su tecnologie sovrane.
Leonardo è in grado di mettere a disposizione competenze e servizi a supporto dell’operatività del DIS. In particolare, ciò riguarda gli ambiti di Threat Intelligence e Open Source Intelligence, modelli, soluzioni e capacità a supporto dei CERT, sistemi e servizi per l’addestramento (Cyber range / Cyber Academy), competenze di consolidamento infrastrutturale ed applicativo, competenze di “hardening” di sistemi.
Un elemento interessante è, inoltre, il centro di Ricerca e Sviluppo in tecnologie sovrane di cyber security, che sarà verosimilmente costituito nell’ottica di una collaborazione tra settore pubblico e privato, creando un ecosistema che veda la collaborazione di istituzioni, industria ed accademia.


Engineering: Senza dubbio si sentiva l'esigenza di dare una "governance" al modo della cybersecurity in ambito nazionale e la Direttiva va sicuramente in questo senso affidando al DIS un ruolo centrale di guida. Tuttavia, bisognerà fare ogni sforzo affinchè l'approccio non sia quello di trattare la materia come una questione "riservata" a pochi addetti ai lavori, ma di affrontare la questione con la massima apertura mentale possibile, coinvolgendo tutte parti in gioco sia pubbliche, ma soprattutto private.


Penso che la panoramica fatta con l'aiuto di Italtel, Engineering e Leonardo sia sufficiente a illustrare lìimportanza dei SOC e dei servizi di cybersecurity erogati per cui non resta che ringraziare tutti per la disponibilità e mi auguro che possano servire a fare un po di chiarezza nel mondo Cyber sul concetto di SOC.
I SOC, sia chiaro, sono solo un aspetto della cyber security. Network Operation Center (NOC) e Infrastructure Operation Center (IOC) con le loro varianti completano le strutture impiegate nella gestione del cyberspace e spero di poter avere l'occasione di parlarne prossimamente.


Alessandro Rugolo & Ciro Metaggiata.


Per approfondire:
- http://ieeexplore.ieee.org/document/6641054/
- http://icsa.cs.up.ac.za/issa/2013/Proceedings/Full/58/58_Paper.pdf;
-http://academic.research.microsoft.com/Publication/12790770/security-operation-center-concepts-&-implementation;


Immagini fornite dalla Leonardo.

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