Traduttore automatico - Read this site in another language

Visualizzazione post con etichetta Colombo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Colombo. Mostra tutti i post

giovedì 24 aprile 2014

Amerigo, il racconto di un errore storico, di Stefan Zweig

"Chi si aspetta giustizia dalla storia esige più di quanto essa voglia dare: spesso atribuisce imprese e immortalità all'uomo semplice e mediocre e lascia nell'oscurità i migliori, i più coraggiosi e i più saggi."
 
In questo modo Stefan Zweig chiude il suo saggio sulla storia dell'attribuzione del nome "America" al nuovo continente.
 
Stefan Zweig (1881-1942) muore suicida assieme alla moglie lo stesso giorno della pubblicazione di questo suo ultimo studio, nonchè lo stesso giorno della morte di Americo Vespucci (22 febbraio).
 
Come avrete già capito, il libro non è la biografia di Amerigo Vespucci ma la storia degli errori che hanno portato ad attribuire al nuovo continente il nome di Amerigo e non quello di Colombo, il primo ad arrivare sul continente (dopo secoli di buio).
Una catena di errori e scherzi della sorte che parte da un innoquo suggerimento di un uomo dimenticato, Waldseemuller, che scrisse: "... poichè Amerigo l'ha scoperta da oggi si potrebbe chiamare terra di Amerigo ossia America".
In effetti Amerigo fu forse il primo a rendersi conto che la terra (ri)scoperta da Colombo non era l'India delle spezie ma un nuovo continente, immenso e forse più simile al paradiso terrestre dei testi sacri che alle Indie delle spezie e delle sete.
Amerigo scrisse nelle sue lettere: "se nel Mondo è alcun Paradiso Terrestre, senza dubbio dee esser non molto lontano da questi luoghi [..] un paese dove le anime non sono sconvolte dalla lotta per il denaro, per il possesso, per il potere. Un paese dove non ci sono principi, ne esattori, dove non occorre logorarsi per guadagnarsi il pane quotidiano, dove la terra nutre ancora con benevolenza l'uomo e l'uomo non è eternamente nemico del suo simile."
 
E' la speranza nel Paradiso Terrestre, "speranza antichissima, religiosa, messianica, che questo sconosciuto Vesputius ridesta con la sua relazione" a Laurentius Petrus Franciscus de Medici quella che farà si che il mondo civilizzato voglia conquistare l'america. E' l'errore e forse la malafede di alcuni editori del tempo che fa si che il nome America venga attribuito alla nuova terra.
 
Un libro intenso, da leggere e rileggere, da studiare ed approfondire, anche in memoria di Stefan Zweig, un grande studioso forse un po dimenticato.
 
Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

giovedì 19 settembre 2013

L'America? Non l'ha scoperta Colombo, parola di Plutarco!

Plutarco, filosofo greco antico, visse ed operò tra il 46 e il 125 dopo Cristo.
Su di lui troverete tutte le notizie che volete e anche tutti i suoi libri, le vite parallele in particolare, le più note, ma anche i moralia, meno noti e che parlano di argomenti differenti. Tra queste opere mi interessa una in particolare, chiamata "il volto della luna" in quanto uno degli argomenti trattati in questo dialogo è per l'appunto la presenza di una immagine delineata dai chiaroscuri visibili sulla faccia della luna, un volto di donna i cui colori variano con le stagioni e le ore della notte.
Ma nella parte finale dell'operetta, peraltro incompleta nella versione che ho letto io, si parla di qualcosa di particolare, di un viaggio.
Plutarco cita Aristarco di Samo, astronomo greco antico che visse ed operò tra il 320 e il 230 avanti Cristo e riporta una parte di una sua opera e dice: "Purchè, mio caro, tu non ci intenti un processo per empietà come quello che Cleante pretendeva dai greci contro Aristarco di Samo, che egli accusò di perturbare il focolare dell'universo nel tentativo di salvare i fenomeni con l'ipotesi che il cielo resti immobile mentre la terra percorre un'orbita obliqua rotando al contempo contro il loro asse..."
Aristarco di Samo, 17 secoli prima di Copernico, aveva le idee chiare sui movimenti della Terra e sul sistema solare, non pensate? Le idee sembra non fossero sue ma di un suo predecessore, Eraclide Pontico, filosofo e astronomo greco antico che visse tra il 385 e il 322 avanti Cristo.
Ma questo è veramente niente in confronto a quello che è possibile leggere poche pagine dopo a proposito di isole e terre lontane: "lungi nel mare giace un'isola, Ogigia, a cinque giorni di navigazione dalla Britannia in direzione Occidente. Più in là si trovano altre isole, equidistanti tra loro e da questa, di fatto in linea col tramonto estivo. In una di queste secondo il raccondo degli indigeni si trova Crono imprigionato da Zeus e accanto a lui risiede l'antico Briareo, guardiano delle isole e del mare chiamato Cronio. Il grande continente che circonda l'Oceano dista da Ogigia qualcosa come 5000 stadi, un po meno dalle altre isole, vi si giunge navigando a remi con una traversata resa lenta dal fango dei fiumi. Questi sgorgano dalla ma ssa continentale e con le loro alluvioni riempiono a tal punto il mare di terriccio da aver fatto credere che fosse ghiacciato. La costa del continente è abitata da greci lungo le rive di un golfo che è grande almeno quanto la meotide e sbocca in mare aperto pressappoco alla stessa latitudine dello sbocco del Caspio..."
Il racconto continua nella descrizione di viaggi e terre. E abbastanza chiaro che Plutarco sta parlando di un viaggio compiuto in antichità verso il grande continente americano passando per le isole a nord della Britannia.
Plutarco racconte che una volta un saggio proveniente da questa terra lontanavenne sulla nostra terra che chiama Grande Isola:
"Soggiornò assai a lungo a Caartagine, dato che nel nostro paese Crono gode di un culto speciale, ed anche ritrovò alcune pergamene sacre trafugate segretamente dalla prima città al momento della sua caduta e rimaste a lungo sepolte nel terreno all'insaputa di tutti..."

Che fantastico racconto... eppure nessuno ne parla, perché?
In conclusione, Ulisse e la sua Odissea secondo questo testo hanno viaggiato fuori dal mediterraneo e l'America non è stata scoperta da Colombo. L'America è stata solo riscoperta da Colombo, e questa non è l'unica traccia di un viaggio in America in tempi antichi!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO