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venerdì 22 maggio 2009

Tito Livio: la morte di Remo...

Precedenti:

Tito Livio: Rea Silvia, la lupa, Romolo e Remo...

Tito Livio: la storia di Roma continua...

Tito Livio: storia di Roma
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Buon pomeriggio Maestro,
come sta?

"Ciao Alessandro, io sto bene e tu?
Come proseguono i tuoi studi?
E' un po che non ci sentiamo..."

Ha ragione Maestro, le chiedo scusa...

"Non ti devi scusare, so bene che comunque i tuoi studi proseguono incessantemente... come va la lettura di Polibio?"

Maestro, sa anche questo?

"E' naturale... noi abbiamo accesso a tutte le informazioni che ci occorrono!"

Capisco... io cerco di seguire la regola che occorre studiare tutti gli autori, al fine di evitare di sentire una sola campana! Questo mi permette di farmi una mia idea sugli avvenimenti accaduti...

"Ed hai pienamente ragione, bravo, continua così!
Ma ora cosa ne dici se andiamo avanti con la storia di Roma? Siamo arrivati al dunque..."

E si, l'ultima volta abbiamo visto che Romolo e Remo, assieme al nonno Numitore hanno ucciso il re Amulio... cosa accadde poi?

"Accadde che Numitore tornò ad Alba come re... alla popolazione si erano aggiunte le schiere di Romolo e Remo e di Numitore, troppe persone per una sola città!
Romolo e Remo decidono così di lasciare Alba e fondare una loro città. Romolo si portò sul colle Palatino mentre Remo si fermò sull'Aventino. Sarebbero stati gli dei a decidere chi dei due avrebbe regnato sulla nuova città... l'attesa non fu lunga, sei avvoltoi passarono sul colle Aventino e Remo e i suoi li videro. Ciò avrebbe dovuto significare che Remo era destinato a regnare sulla nuova città, ma in quel mentre anche Romolo scorse degli avvoltoi, questi erano addirittura dodici..."

Ecco, ora iniziano i guai...

"Proprio così! Nessuno dei due aveva intenzione di cedere il comando all'altro, così, dimenticatisi di essere fratelli, si azzuffarono, e con loro le loro schiere! Remo rimase a terra, colpito a morte..."

Il potere... sempre il potere di fronte a tutto, anche alla famiglia! Perché l'uomo é così stupido, Maestro?

"Non so cosa dirti Alessandro... se non che la penso come te!
Ma lasciami dire che esiste anche un'altra leggenda sulla morte di Remo. Secondo questa versione durante la costruzione delle mura della città Remo saltò dalla parte del fratello in segno di scherno ma il fratello, preso dall'ira lo uccise urlando: 'Patisca la stessa sorte chiunque abbia ad oltrepassare le mie mura'."

Che storia... o leggenda che sia!

"Per Remo fu in ogni caso la fine, per Roma invece questo fu, secondo la leggenda, l'inizio..."

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

domenica 22 marzo 2009

Tito Livio: storia di Roma

Chi non ha mai sentito parlare di Tito Livio? Autore di una "Storia di Roma", Ab Urbe condita, per gli amanti del Latino.
Livio nasce forse intorno al 59 a.C. a Patavium, cioè a Padova.
La sua opera consisteva di 142 (o 144 per alcuni!) libri che coprono la storia di Roma dalle origini al 9 a.C, alla morte di Druso. Della sua immensa opera resta poco, i primi 10 libri e poi quelli dal 21 al 45, attraverso i quali é però possibile farsi una idea della storia di Roma.
Come al solito non voglio raccontarvi ciò che ho letto, ma solo stimolare la curiosità. Chi vuole potrà trovare i libri in qualunque biblioteca o in libreria...
Attraverso delle curiosità proveremo a percorrere i primi cinque libri della "Storia di Roma".
Livio inizia dalla guerra di Troia, ma proviamo a chiedere a lui direttamente, se é disponibile, di raccontarci la storia della nascita di Roma...

Maestro, possiamo disturbarLa?

"Dimmi Alessandro, sii breve però, sono molto impegnato..."

Certo, cercherò di essere breve, avrei alcune domande per Lei, ho letto alcuni libri della sua opera e...

"E ti sei incuriosito, vero? E' ciò che volevo, incuriosirti, cosicché tu e i tuoi amici dedichiate parte del vostro tempo allo studio della Storia!"

Posso farle, dunque, alcune domande? Se per lei va bene iniziamo dall'inizio... é mai possibile che Roma abbia avuto tra i fondatori proprio i profughi dalla distruzione di Troia?

"Iniziamo bene... Devi capire che tutto ciò che é così remoto, non può essere raccontato con certezza, la tradizione ci dice che le cose andarono proprio così.
Enea e Antenore, e con loro parte del popolo, si salvò dalla distruzione di Troia. Partirono alla volta di quella che oggi chiamate penisola italiana. Antenore sbarcò nel territorio degli Euganei, nelle coste bagnate dall'Adriatico. Antenore era a capo dei superstiti del suo popolo, gli Eneti. Una volta sbarcati, allontanarono gli Euganei e si stanziarono. Così i nuovi popoli presero il nome di Veneti e chiamarono col nome della antica città ormai distrutta il nuovo territorio".

Dunque i Veneti sarebbero i discendenti degli Eneti?

"Tu l'hai detto!"

Ed Enea, che cosa ne fu di lui?

"Enea sbarcò prima in Macedonia, quindi si spostò in Sicilia e poi ancora verso nord, nell'agro Laurente, in quello che oggi voi chiamate Lazio, a sud di Roma, ma allora Roma ancora non esisteva. Enea, chiamò il territorio Troia".

Ma nel Lazio non vi era nessuno in quel periodo?
Nessuna popolazione precedente?
Possibile che Enea sbarchi nelle coste del Lazio nessuno dica niente?

"Infatti non andò così! La terra era abitata dagli Aborigeni e il loro re si chiamava Latino...
Ma ora non posso proseguire, ti dispiace se ne parliamo domani? Così magari anche tu hai modo di leggere i miei libri ed approfondire..."

Va bene Maestro, come preferisci, a presto dunque e grazie per ora!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO