giovedì 22 novembre 2012

I Sardi diffusori dell'agricoltura in Europa

Dal sito dell’American Society of Human Genetics, prendiamo un intervento all’annual meeting del 2012 (6-9 novembre) tenuto dal primo autore della ricerca (cui concorsero 19 scienziati) Martin Sikora, genetista alla Stanford University. Il dr. Sikora rilasciò anche una intervista a LiveScience il 9 Novembre. Qui il succinto compendio dell’insieme. Titolo della ricerca: Sulla stirpe sarda dell’Uomo di Ghiaccio del Tirolo.   

Il completo genoma della mummia dell’Uomo di Ghiaccio del Tirolo (Oetzi, ndr), vecchia di 5300 anni, ha permesso nuove prospettive su sua origine e parentela, con le popolazioni moderne dell’Europa. Si usarono, dati provenienti dalla sequenza dell’intero genoma di 452 individui sardi e dati disponibili pubblicamente, per confermare che l’Uomo di Ghiaccio è il più strettamente imparentato con i Sardi di oggi. Inoltre, la comparazione di questi dati, con altri del DNA di: un cacciatore-raccoglitore trovato in Svezia, un contadino trovato in Svezia, un cacciatore-raccoglitore di 7000 anni fa, travato in Iberia a m.1500, un uomo dell’Età del Ferro trovato in Bulgaria, ha confermato che, fra le popolazioni moderne, i Sardi sono quelli più strettamente imparentati con Oetzi. Ed inoltre, Oetzi rassomiglia più strettamente ai contadini, trovati in Bulgaria e Svezia, mentre i cacciatori-raccoglitori trovati in Svezia e Spagna, sembrano assomigliare di più agli odierni abitanti dell’Europa Settentrionale. Inoltre il Sikora ha dichiarato:

«Le scoperte supportano l’idea che, gente migrante dal Medio Oriente, lungo tutto il cammino fino all’Europa Settentrionale, portò seco l’agricoltura e si mischiò con i cacciatori-raccoglitori nativi, dando luogo ad un’esplosione demografica. Mentre le tracce di queste antiche migrazioni sono largamente andate perdute nella maggior parte dell’Europa, i Sardi isolani rimasero più isolati e pertanto trattennero un maggior numero di tracce genetiche di quei primi contadini Neolitici».

Nostro commento.

Questa dichiarazione è destinata a stravolgere tutta la storia dell’Europa. Infatti, il dr. Sikora dice: due gruppi etnici, uno stanziato nell’Europa e l’altro in continuo transito in essa, diedero luogo alla procreazione di una discendenza fatta di cacciatori-raccoglitori e di contadini. Inoltre, i cacciatori-raccoglitori sono geneticamente imparentati con gli odierni Europei settentrionali, mentre i contadini, sono imparentati geneticamente con i Sardi di oggi. Secondo la teoria, i genitori di questa discendenza farebbero capo, gli uni ai cacciatori-raccoglitori già presenti in Europa, gli altri, come natura vuole, alle popolazioni che erano in transito, essendo una di esse, obbligatoriamente, di etnia sarda, cioè Sardi. D’altro canto, non vediamo altro modo di inserire gli abitanti dell’isola di Sardegna (che i ricercatori pensano per di più isolata), in un qualsiasi tratto del percorso «dal Medio Oriente lungo tutto il cammino fino all’Europa settentrionale». Ben al di là della fossile dichiarazione, che vede i Sardi isolati in modalità sempiterna, un minimo raziocinio dovrebbe indicare che, se i Sardi fossero stati davvero isolati, sarebbe stato impossibile contattarli. Si deve arguire che in Sardegna, non potette esservi nessun contatto genico con i portatori dell’agricoltura che transitavano nell’Europa centrale provenienti dall’Oriente. Riteniamo, paradossale sostenere che, pur essendo stata l’Europa attraversata dai portatori dell’agricoltura, proprio in quella Europa siano “largamente assenti tracce geniche”. Ci si rende conto essere stato (nel caso) tale lunghissimo passaggio, della durata di un centinaio di generazioni? Al contrario, ciò sembra dimostrare essere “largamente assente” la prova di tale migrazione. Ed è proprio in quell’altra direzione che si deve guardare per avere la elettrizzante risposta che questa ricerca ci ha consegnato. Ci preme però conferire al presente documento, qualche testimonianza sulla scoperta della plurimillenaria presenza dei Sardiani (come chiamiamo gli antichissimi Abitatori dell’Isola), nel continente europeo.

- 12200-10300 anni fa - i Sardiani portavano loro ed altrui ossidiana al Riparo Mochi e Arma dello Stafanin, in Liguria

- 6700-5200 anni fa - la presenza nella Grotta della Tartaruga (Trieste) di ossidiane portate da navi sardiane e di ossidiane portate da individui provenienti dai Monti Carpazi, ci permette di inferire che l’incontro tra Sardiani e Carpatici - forse propedeutico all’arrivo dei Sardiani nella Valle del Danubio -  precedesse questo momento 

- 6700-6000 anni fa - a Cuccuru S’Arriu, Cabras (Oristano) e Mara (Sassari), si riscontrano già forme umane danubiane; in questa ultima grotta “soltanto i resti femminili” vengono attribuiti alla tipologia danubiana. Ciò prova che i Sardiani arrivarono sul Danubio prima di 6700 anni fa.   

- 6000-5200 anni fa - a Lu Maccioni, Alghero (Sassari) si riscontra la presenza di forme danubiane 

- 4500-4200 anni fa - a Serra Cabriles, Sennori (Sassari), si riscontra una morfologia danubiana quasi pura

- 4700-3900 anni fa - i prodotti della cultura Campaniforme sarda sono strettamente imparentati, sotto il profilo stilistico, ai prodotti della cultura Campaniforme danubiana e Vinča

-  questo scambio, quasi contrattualizzato nei millenni, di elementi culturali, materiali ed umani fra le due aree dell’Europa, poté essere il naturale supporto alla industria metallurgica sardiana. Ad essa necessitava quell’abbondanza di stagno presente in Boemia. L’analisi di un campione di scoria di un  lingotto di Isili (Nuoro) ha fornito indicazioni di una miscela di rame sardo con minerale boemo. L’analisi di braccialetti da Vetulonia fa ricadere questi bronzi nel diagramma riguardante la Boemia: la qual cosa induce a credere che i bracciali fossero provenienti da un’officina fusoria della Sardegna, come dimostrano i numerosi bronzi sardi trovati in Etruria e soprattutto la plurimillenaria dipendenza culturale, ben ampiamente documentata, nei riguardi della Sardegna, di tal area.

- 5200-4200 anni fa - in Sardegna, il più antico reperto bronzeo, rappresentato da una lama di bronzo (di pugnale?), fu rinvenuto in una tomba di Mesu ‘e Montes, Ossi (Sassari).

Conclusioni. Circa la professionalità, messa in atto dall’uomo nel saper andare per mare, ricordiamo come i Sardiani si fossero costruiti tale capacità almeno fin da 14.350 anni fa nel circumnavigare il Mediterraneo, gli Indonesiani almeno da 60.000 anni fa nell’attraversare il Mare di Timor. Tuttavia gli studiosi, tutti, nulla sapendo di ciò, hanno immaginato il diffondersi dell’agricoltura, soltanto attraverso un percorso  per via di terra. Invece, qualche esperienza elucubrativa, ci convince che essa si diffuse anche (e soprattutto?) lungh’essa la superficie del mare. E, quali popolazioni operarono questa diffusione? Tutte quelle che avevano accumulato attraverso millenni di esperienza, una maestria di andare pel mare con la stessa naturalezza di cui si serve il contadino per spostarsi sulla terra. E, dove portavano a riprodurre tale nuova metodologia atta a procurarsi sicuro ed abbondante cibo? Proprio nelle vicinanze dei punti di approdo. Di qui, prendeva luogo, col tempo, la diffusione per via di terra, per il mezzo della migrazione verso terreni più ampi e fertili. Possiamo escludere che l’agricoltura arrivasse nella valle del Danubio, attraverso quella via naturale di penetrazione percorsa anche dai Sardiani che, dal luogo dell’odierna Trieste, portava al luogo dell’odierna Bratislava? Possiamo escludere che a portare l’agricoltura nella valle del Danubio, attraverso quella via, fossero proprio i Sardiani? No. Non ci sentiamo di escluderlo. Quindi, se vi fu (lo si dimostrerà?) una diffusione di agricoltura che, come un largo fiume congiunse l’Oriente con la Scandinavia, vi furono certo moltissimi altri canali di trasferimento dell’agricoltura, dai punti d’approdo del notevole naviglio che solcava tutto il Mare Mediterraneo (forse non il Mare Nero), fin verso i più recessi interni di tutti i territori retrostanti! 

Ove il Sikora, o altro scienziato, dovesse confermare la sua asserzione di trasferimento dell’agricoltura attraverso l’Europa da parte di genti di sarda etnia, noi confermeremo doversi ricorrere anche  alla via marina per giustificare la presenza di Sardi del Neolitico nell’antica Europa. Sardi provenienti direttamente dalla Sardegna? In parte, forse, si. Sardi provenienti dall’Armenia? In parte, forse, si.
Mikkelij Tzoroddu
(per approfondire visita www.sardegnastoria.it)

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