sabato 12 novembre 2016

Stalin, la rivoluzione, il Terrore, la guerra.



Se si pensa agli uomini "terribili" della storia, viene alla mente il nome di Adolf Hitler.

Eppure Hitler disse di un uomo: "E' una belva, ma una belva di dimensioni grandiose... è un demonio!"
L'uomo di cui parlava era Iosif Vissarionovic Dzugasvili, più noto come Stalin!

"Stalin dà quindi l'impressione di un personaggio grande e grezzo, quasi fosse d'argilla, un golem in cui è stata instillata una scintilla demoniaca", Churchill lo definì "un uomo inumano".

Stalin nasce il 21 dicembre 1879 a Gori, in Georgia, da Ekaterina e Vissarion Dzugasvili.

La lettura della biografia di Stalin mi ha colpito!
L'autore, Robert Conquest, è stato un funzionario del ministero degli esteri e storico inglese.

Certo, conoscevo il personaggio per aver letto qualcosa nei libri di storia, ma mai avrei pensato che vi fosse qualcuno che, se paragonato a Hitler, lo superasse per crudeltà! Stalin era una belva sanguinaria, un demonio, un golem, un mostro, una tigre dagli occhi gialli, un uomo inumano allo stesso tempo ed ebbe una enorme influenza non solo sull'Unione Sovietica ma sul mondo intero.

Da ragazzo vinse una borsa di studio per il seminario teologico di Tiflis. Forse il seminario non lasciò molto in lui,  sicuramente gli lasciò il suo modo di parlare, infatti si esprimeva utilizzando forme tipiche della catechesi, per esempio ripeteva spesso sempre le stesse frasi, se le riteneva portatrici di concetti importanti. Gli lasciò anche altro: forse involontariamente, visto che da ragazzo non sopportava l'atmosfera che permeava il seminario, una atmosfera di sospetto meschino e continuo verso tutto e verso tutti. Lui riuscì a creare la stessa atmosfera in tutta la nazione russa.

Nel 1901 Stalin è già comunista marxista e collabora ad un giornale radicale e illegale della Georgia, "Brdzola" (La lotta). Inizia allora un periodo di pellegrinaggi, di incarcerazioni ed esili in Siberia. Nel corso dei periodi passati in carcere o in Siberia ebbe occasione di conoscere molti di quelli che lo aiutarono successivamente a prendere e mantenere il potere. Naturalmente continuava a scrivere e così attirò su di se anche l'attenzione di Lenin.

Nel 1912 iniziò a usare lo pseudonimo Stalin (ovvero uomo d'acciaio), in precedenza usava diversi nomi: Koba Ivanovic, Stefin, Kato, Vasilij...

Nel 1917 il clima rivoluzionario è ormai maturo, anche se forse la cosa non fu capita da nessuno. Lo zar viene destituito e a fine febbraio fu istituito il Soviet di Pietrogrado. Nello stesso periodo nasce il Comitato provvisorio della IV Duma. I due organi cercano di occupare il vuoto lasciato dalla caduta dello Zar.
Bolscevichi (tra questi Stalin) e Menscevichi si contendevano il potere. Lenin invece era in esilio a Zurigo e da li continuava a scrivere a favore della rivoluzione socialista.

La carriera di Stalin è molto particolare e si basa su omicidi, falsità e crudeltà di vario genere, contro singoli ma molto più spesso contro molti, uomini che appartenevano ad una classe, quella che al momento per lui era la classe nemica, quella classe che diventando nemica del popolo gli consentiva la sua ascesa.
L'omicidio di massa era per lui uno svago.
Stalin, anno dopo anno, salirà sempre più in alto e con lui scebbe il numero delle vittime, che al termine della sua vita saranno milioni! Eliminava ogni volta i nemici, che spesso erano stati coloro che l'avevano aiutato a salire più in alto.
Lenin lo riteneva utile e non riconobbe, se non troppo tardi il potenziale distruttivo dell'uomo. Quando si rese conto del suo errore però era troppo tardi. Lenin morì nel 1924 cercando di ridimensionare Stalin, ma senza successo: Stalin ormai era troppo forte per tutti. La sua capacità di mascherare i sentimenti lo aiutò a superare indenne il periodo successivo alla morte di Lenin.
Da allora la strada era libera. 

I suoi compagni di partito faranno la fine dei suoi nemici, tutti.

Le sue capacità di mascherare la sua ferocia ingannarono non solo Lenin ma anche Churchill, Wells, Huxley, Roosevelt...
Il periodo della seconda guerra mondiale e le astuzie poste in essere da Stalin meriterebbero un articolo a parte.
Stalin agì sempre con freddezza e crudeltà, a mio parere superiore a Hitler.

Ho letto il libro con interesse, con attenzione... e con orrore.

Una ultima frase mi sembra importante perchè descrive, ancora una volta, Stalin: "Quando si pensa a Stalin si pensa alla scena rappresentata nel dipinto di Goya Saturno che divora i suoi figli..."
e chi ha visto il dipinto può capire cosa intendeva dire Conquest!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

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