sabato 3 dicembre 2016

Il Crepuscolo degli Dei (parte quarta)


Sensazioni

Erano passate diverse settimane dalla morte del padre ma lei non riusciva a trovare pace.
Dopo la morte della madre avevano ritrovato una certa tranquillità.
Certo, di alcune cose non parlavano mai, ma si potrebbe dire che erano in pace con il passato e cercavano di godere ogni minuto che passavano assieme.
Lei non era più tornata nella vecchia casa di famiglia ma al di la di questo si vedevano abbastanza spesso e facevano lunghe passeggiate assieme.
A volte andavano a mangiar fuori… come l'ultima volta.
Ora, però, era sola… sola!

La cosa la faceva star male.
Le mancavano le passeggiate, a volte sotto la pioggia fredda della periferia di Londra.
Le mancavano le piccole attenzioni che il padre le riservava quando si incontravano.
A volte un fiore di campo appena colto, una ciambella ancora calda, un libro…

L'ultima volta, la sera della prima teatrate del “Crepuscolo degli Dei”, le aveva portato un pacchetto... che non aveva ancora aperto!
Nel trambusto che era seguito non ci aveva fatto più caso.
Chissà che fine aveva fatto.
Aveva pensato che fosse un libro, anche se il padre normalmente non incartava i regali.
Maria cercò di tornare indietro con la memoria a quella sera.
Le faceva male… ma era curiosa.
Cercò di ricordare gli ultimi istanti, quando si erano salutati di fronte a casa sua, dopo la cena in ristorante.
Lui l'aveva accompagnata a casa e andando via le aveva consegnato il regalo.
Cosa aveva detto?
Non ricordava bene… l'aveva abbracciata come faceva sempre… forse più intensamente, ma poteva essere solo una sua impressione.
Poi lei gli aveva asciugato una lacrima e gli aveva detto “ti voglio bene, papà...”

Lui non aveva risposto e l'aveva stretta forte.
Poi era risalito in macchina ed era ripartito. Si era fermato di nuovo ed era tornato indietroò indietro…
le disse di essersi dimenticato di lasciarle il regalo, così le diede il pacchetto.

Lei aveva ringraziato ed era entrata in casa.
Aveva pensato che dovesse trattarsi di un libro che aveva appoggiato nella libreria del piccolo salotto, proprio sopra la poltrona nella quale amava sedersi per leggere.
Il pacchetto era ancora li.
Nessuno l'aveva toccato...
Prese il pacchetto dalla libreria e lo rigirò tra le mani.
Solo ora si accorse che non si trattava di un libro ma, forse, di un piccolo contenitore, tipo un porta sigari.
Che idea balzana… perché mai il padre avrebbe dovuto regalarle dei sigari? Eppure… anche l'odore era quello di una scatola di sigari!
Come aveva fatto a non accorgersene prima?
Certo, le ultime settimane erano state abbastanza stressanti e lei aveva passato più tempo nella vecchia casa del padre che nel suo appartamento.
Aveva usato della carta da regalo natalizia e il pacco era fatto male, doveva averlo fatto lui in tutta fretta. Forse poco prima di raggiungerla a teatro…

Maria si sedette nella sua poltrona preferita, anche perché era l'unica, ed aprì il pacchetto.

Si trattava di una scatola di sigari, riutilizzata come contenitore.

All'interno si trovavano pochi fogli sparsi, alcune fotografie e una lettera…

La scrittura era quella del padre, anche se si vedeva che era stata scritta in fretta, la calligrafia del padre era inconfondibile.

Aveva sempre scritto a mano e la sua scrittura era chiara e decisa. Scriveva sempre su fogli di carta ingiallita.
Ne aveva una scorta enorme a casa sua, quasi avesse paura di restarne senza.
Maria prese il foglio tra le mani e cominciò a leggere:

“Cara piccola mia,
da domani per te la vita sarà diversa, molto diversa, e mi sento in dovere di raccontarti alcune cose della mia vita, cose che non ti ho mai detto, non per vergogna ma per proteggerti…”

Mentre leggeva sul viso le si leggeva chiaramente il suo stupore, la sua incredulità, la paura… ora intuiva cosa poteva essere accaduto!
Dunque, quelle dei giorni precedenti, non erano sensazioni... qualcuno la seguiva!
Cosa avrebbe dovuto fare?

(Continua ->>)

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO


Puntate precedenti:

Parte prima ->>

Parte seconda _>>

Parte terza ->>
 

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