lunedì 17 aprile 2017

Aldo Castellani, Italiano e medico: una storia di dignità e coerenza!


Aldo Castellani con i suoi allievi”, olio di Roberto Fantuzzi, 1935
Androne Clinica delle Malattie Tropicali - Policlinico Umberto I - Roma
Spesso si sente accusare il nazionalismo di ogni nefandezza o depravazione. Tuttavia, come sempre accade quando si parla di attività umane di qualunque genere, non è corretto generalizzare giudizi spesso erogati solo per sentito dire o per qualunquismo o conformismo o piaggeria!
Il senso di appartenenza, l'attaccamento alle proprie origini, se non diventa ipocrita ideologia, facile alibi per vuote rivendicazioni di un presunto potere, che logora chi non lo ha mai esercitato, non possono essere che naturali, genetiche, direi, pulsioni di ogni spirito libero.
Come può un albero dare frutto buono se le sue radici affondano in un terreno instabile, incerto, sterile,...
Ebbene, la stessa cosa accade anche per gli uomini!
Non tutti si lasciano, infatti, strappare i propri ideali dal fiume in piena dei cambiamenti epocali o lo fanno per convenienza quando non per stupidità o per interesse di carriera!
Una volta, si parlava di dignità....
Proprio per la strenua difesa della sua dignità di Italiano e di Medico, tra i tanti miei antichi Maestri ho voluto tributare un modesto omaggio al fondatore della Scuola delle Malattie Tropicali nel nostro Paese: SIR ALDO CASTELLANI.
Egli nacque a Firenze l'8 settembre 1874. Dopo varie vicissitudini familiari e scolastiche nel 1893 si iscrisse alla Facoltà di Medicina della Regia Università di Firenze dove si laureò maxima cum laude nel 1899. Il suo interesse per le Malattie Tropicali lo portò a frequentare istituzioni universitarie specializzate in Inghilterra e Germania.
Nel 1902 partecipò ad una spedizione in Africa per condurre ricerche su una gravissima epidemia di un morbo che allora era noto come “Malattia del sonno”. Notò in numerosi malati la presenza di un protozoo parassita, il tripanosoma, veicolato da una mosca, la Glossina palpalis o mosca tze-tze. Castellani, oltre a isolare l'agente etiologico in vivo, ne dimostrò il ciclo vitale e sperimentò anche trattamenti farmacologici.
Esclusiva del continente africano, affligge ancora oggi più di 60 milioni di persone in 36 Nazioni. Ma egli riuscì ad isolare anche il treponema agente etiologico della framboesia e studiò molte altre malattie come la broncospirochetosi emorragica (Morbo di Castellani), la quartana non-malarica ed altre febbri tropicali.
Sembra che, sebbene le ricerche fossero condotte sotto l'egida di Sua Maestà britannica ed a sue spese, però Castellani non ne rese subito noti i risultati, ma si fece inviare per qualche tempo nei Possedimenti Italiani d'Africa così da far assegnare alla sua Patria il merito delle scoperte!
Dal 1903 al 1915 fu docente nella Facoltà di Medicina a Colombo, capitale dell'odierno Sri Lanka, allora colonia britannica. Lì individuò diverse forme morbose, soprattutto ad etiopatogenesi parassitaria, isolandone gli agenti causali. Nel 1910 sposò, in Inghilterra, Josephine Ambler Stead, dalla quale ebbe la sua unica figlia.
Nel 1915 fu richiamato in Italia e assegnato al servizio militare attivo. Durante il Primo Conflitto Mondiale fu a Salonicco, in Macedonia, in Serbia e in Italia, dopo Caporetto, fu incaricato soprattutto della profilassi della malaria nell'Esercito mediante chinino. Dal 1918 rappresentò l'Italia presso l'Office International d'Hygiène Publigue.
Ebbe l'occasione di curare Benito Mussolini, suo Fratello e sua Moglie dal 1925 al '43 ed anche molti ministri ed altri personaggi dell'entourage del Duce.
Per oltre vent'anni, dal 1920 al '40, praticò la sua professione a Londra. In questo periodo fu medico del Presidente Roosevelt, di Rodolfo Valentino, di sovrani, europei ed orientali, di molti illustri diplomatici, di alti gradi militari, di aristocratici, influenti personaggi politici, dello spettacolo, della musica, nonché dell'arte, pittori, scultori e architetti. Nel 1928 gli fu conferito il titolo di Sir. Dal 1929 fu Accademico dei Lincei e, dal 1936, Accademico Pontificio.
Nel 1935, rientrato in Italia, gli venne conferito il grado di generale medico con l'incarico dell'organizzazione sanitaria, soprattutto della profilassi contro le malattie tropicali, della guerra contro l'Impero etiope.
I risultati favorevoli furono così eclatanti da suscitare interesse in tutto il Mondo. Le aspettative di morte per malattia fra le nostre truppe erano state stimate in circa 22.000 uomini a causa di malaria, dissenteria, tifo e paratifo, febbri, vaiolo, colpi di sole, beriberi, pellagra, scorbuto, avitaminosi, tetano, meningite, colera, punture di scorpioni e serpenti ma, grazie ad Aldo Castellani, furono “solo” 599 su quasi mezzo milione di soldati mobilitati.
Per i servigi resi, il re Vittorio Emanuele III gli conferì il titolo ereditario di Conte di Chisimaio.
La fama internazionale acquisita da Castellani in ambito clinico, soprattutto delle Malattie tropicali e Dermatologia, gli valse la nomina a Senatore del Regno d'Italia nel 1929. Dal 1930 resse la Cattedra di Medicina Tropicale a Roma pur mantenendo i suoi innumerevoli incarichi di clinica e ricerca a Londra e New Orleans.
Il 10 giugno 1940, Italia ed Inghilterra entrarono in guerra. Castellani rientrò, con un viaggio rocambolesco per mare e per terra, in Patria, passando anche per Parigi per fare rifornimento di sieri e vaccini. Venne subito inviato in Libia, dove meritò la Medaglia d'Argento al Valore sul Campo. Assicurò, infatti, nonostante difficoltà, carenze e incompetenze, condizioni di salute soddisfacenti a tutto il Personale, migliori di quelle dell'Esercito Tedesco! Il 27 ottobre 1942 fu nominato generale medico responsabile di tutti i teatri di guerra.
Pochi furono i casi di malattie infettive grazie all'uso della profilassi vaccinale. In Africa oggetto particolare di studio da parte di Castellani furono le reazioni mentali e fisiche dei soldati e dei civili esposti a bombardamenti ed azioni nemiche di vario genere.
Dopo la caduta di Mussolini, Castellani scelse di prestare servizio per la Repubblica Sociale. Tuttavia, negli ultimi giorni della dominazione tedesca la sua clinica era piena di pseudopazienti con nomi e diagnosi fittizie in cerca di protezione. Quando gli Americani giunsero a Roma, Castellani fu consulente senior per la Medicina e l'Igiene Pubblica presso il Comando Militare Alleato. Colpito temporaneamente dalle epurazioni antifasciste, fu prontamente reintegrato nel suo ruolo all'Università di Roma come Direttore della Clinica delle Malattie Tropicali. Nel 1946 il Principe di Piemonte lo chiamò al Quirinale con l'incarico di organizzare un ambulatorio.
Dopo il Plebiscito da cui nacque la Repubblica, l'ex re Umberto II incaricò Castellani di organizzare il trasferimento della Famiglia reale in Portogallo. In questo Paese emigrò anche lui e visse per un periodo con i Reali deposti. Questa situazione gli diede la possibilità di viaggiare molto in veste di accompagnatore ufficiale della Regina e di incontrare personaggi illustri. Nel 1947 il Governo Portoghese lo nominò titolare di una cattedra nell'Istituto delle Malattie Tropicali di Lisbona dove poté proseguire le sue ricerche nei campi della medicina tropicale, dermatologia tropicale, batteriologia e micologia. Il suo titolo comitale venne elevato a quello Marchionale: Marchese di Chisimaio.
Morì a Lisbona il 3 ottobre 1971. 

Enzo CANTARANO

Bibliografia
  • Cantarano E, Carini L, Storia della Medicina e della Assistenza per le Professioni Sanitarie, Roma, UniversItalia 2013, pag.
  • Castellani A, “Tra microbi e Re”, Editori Rusconi e Paolazzi, Milano, 1961.
  • Porter R,(a cura di), Dizionario Biografico della Storia della Medicina e delle Scienze Naturali (tomo I A-E), Franco Maria Ricci editore, 1985-1988, Milano.
 

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