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domenica 27 giugno 2010

E' meglio on-line o cartaceo? Morte annunciata della carta stampata?

Mi chiedo, che fine faranno i giornali in carta? 
La domanda nasce da alcune considerazioni tra amici, considerazioni che sembrano far intendere che i giornali, i quotidiani e le riviste in generale, abbiano sempre meno peso sul panorama mondiale dell'informazione, sempre più spesso superati da Internet in tutte le sue forme. 
Blog, forum, giornali on line, newsletter, siti monotematici e portali hanno allora, forse, preso il posto delle riviste?
Io credo di no!
Vi chiederete cosa mi spinga ad una affermazione controcorrente, oltre alla mia nomea di bastian contrario... se avete voglia e tempo di leggere queste poche righe lo scoprirete.

Tanto per cominciare vi racconto qual é il mio approccio alla carta stampata e ad Internet quale fonte di informazione. Io preferisco la carta stampata... sempre. 
Nonostante utilizzi Internet in maniera massiccia per le mie ricerche, non vi é niente di più confortante e rassicurante di un libro stampato, di un quotidiano, di una rivista in cui vi é la notizia che mi occorre! Sarà solo una questione di età, ma per me é così! Internet é utile ma non sempre affidabile (ma ciò vale anche per i giornali, sia chiaro) e in ogni caso se devo studiare ho BISOGNO di avere qualcosa di fisico sotto mano!
Da queste prime poche righe emerge un fattore importante, l'età! Quando infatti ho parlato di me e del mio approccio alla ricerca delle informazioni ed ho citato "la mia età", non l'ho fatto a caso ma volutamente. L'ètà é un fattore importante, chi ha sempre studiato con i libri davanti, difficilmente potrà adattarsi a leggere un e-book o a studiare da wikipedia in vece della cara vecchia, pesante, solida, enciclopedia cartacea! Uso il computer da 25 anni ma per me é così! 
Ok, direte voi, questo é un tuo punto di vista, ma secondo il tuo ragionamento, tra qualche anno, quando ormai i giovani avranno iniziato a studiare con il computer, per loro non ci sarà alcun problema di "abitudine". Questo vorrà dire che i giovani, tra dieci anni, non avranno alcun legame con la carta stampata...
Ma così non é! Ma per capire il perché di questa affermazione occorre fare un passo avanti.
Consideriamo un sistema informatico, le informazioni al suo interno sono conservati sotto forma di dati legati tra loro da relazioni e vengono "scritti" su supporti magnetici o ottici, leggibili solo attraverso strumenti sofisticati e difficilmente estraibili ed interpretabili senza una grande quantità di strumenti tecnologici, interfacce uomo-macchina e così via. Ciò significa fondamentalmente che i dati e le informazioni che essi contengono sono ALTAMENTE VOLATILI! Ecco il motivo principale per cui io, se potessi, non mi affiderei mai completamente alla tecnologia. La carta stampata, nonostante i problemi di durata, è molto più sicura (dal punto di vista di conservazione dell'informazione) dei computer e di Internet. 
Allora direte, "bravo Matusa, allora perché non scrivi ancora sulla roccia, come facevano gli Egizi?"
In effetti alcuni Stati lo fanno, i più previdenti stampano le informazioni che ritengono debbano essere disponibili ai posteri su carte particolari e con inchiostri particolari che ne garantiranno la sopravvivenza per centinaia d'anni... se non migliaia!
In ogni caso, pensate ciò che volete, ma io sono convinto che la carta stampata non abbia terminato la sua esistenza e la sua utilità, il problema é un'altro, Internet é la nuova società con le sue regole (o forse sarebbe meglio dire SREGOLE!) e con le sue dinamiche sociali ancora non ben note a tutti. Spesso si pensa che Internet avrà la meglio sulla carta stampata, se ciò dovesse accadere sarà però solo per la legge del mercato, il prodotto con il miglior rapporto prezzo/qualità é quello che viene acquistato. Il vero problema della carta stampata, ultimamente, sta proprio in questo: la qualità degli articoli che si possono leggere é sempre più scadente! Ma questo vale anche per Internet, direte voi... vero, ma Internet é (quasi) gratis!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO


giovedì 10 giugno 2010

Ruggero Bacone e l'antichità delle scienze...

Solo poche righe, per ricordare ciò che un tempo si sapeva ed ora si é dimenticato...

"Noi sappiam bene che, se avessimo voluto agire con minor buona fede non ci sarebbe stato difficile riferire ciò che proponiamo ai secoli antichi, precedenti ai tempi dei greci (quando le scienze della natura fiorivano forse di più, ma in maggior silenzio, senza ancora arrivare alle trombe e alle zampogne dei greci), o anche (almeno in parte) a qualcuno degli stessi greci, per chiederne conferma e stima alla maniera delle famiglie più recenti, che, con l'appoggio di genealogie, si inventano e si attribuiscono una nobiltà fondata su qualche stirpe antica. Noi, invece, confidiamo nell'evidenza delle cose, respingiamo ogni forma di inganno e di impostura; ne pensiamo che, per ciò di cui si sta trattando, interessi sapere se ciò che viene ora scoperto fosse un tempo già noto agli antichi e sia poi scomparso e ricomparso di nuovo attraverso le vicissitudini delle cose lungo i secoli, più di quanto debba interessare agli uomini sapere se il Nuovo Mondo sia quell'isola di Atlantide conosciuta anche al mondo antico, oppure se sia stato scoperto ora per la prima volta. (Roger Bacon, Nuovo Organon, 1,122)"

Al di là dell'interesse di Bacone verso il passato, é interessante leggere e capire queste parole...
Cosa ci trovo di interessante vi potrete chiedere...

Ciò che ci trovo di interessante é il fatto che io la penso più o meno allo stesso modo... "il passato precedente ai greci nasconde dei misteri non ancora risolti, solo scalfiti fino ad ora, misteri e ombre di scienza e tecnologia... ma fino a dove? A che livello di conoscenza arrivarono i nostri avi?
E quando parlo di "nostri" mi riferisco agli italiani del passato, sia chiaro!

Domande al momento senza risposta... ma io insisto nella ricerca.

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

sabato 5 giugno 2010

Erodoto e la mensa del Sole...

Erodoto, custode di infinite storie...
sfogliando tra pagine lette e rilette ma mai noiose mi sono imbattuto in qualcosa che sa di politica sociale: la mensa del Sole.
Erodoto (Libro III, 17-18) ci racconta le spedizioni militari di Cambise in Egitto e nelle terre di Libia. L'idea era quella di combattere contro i Cartaginesi, contro gli Ammoni e contro gli Etiopi. Mandate spedizioni militari contro i primi due popoli inviò semplici ambascerie per osservare (e riferire) la terra degli Etiopi "longevi". Uno dei compiti degli ambasciatori consisteva nell'osservare se esistesse veramente la mensa del Sole. Ma di cosa si trattava? Vi potrete chiedere... ecco le parole di Erodoto:


"La mensa del Sole a quanto si racconta sarebbe pressappoco così:
   C'é un prato, davanti alla città, tutto pieno di carni cotte di animali di ogni genere: durante la notte, quelli fra i cittadini che, a turno, occupano le cariche pubbliche si prendono cura di deporre sul prato le carni. Durante il giorno poi, chiunque vuole si siede a banchetto: gli abitanti del paese sostengono che è la terra stessa che, di volta in volta, fornisce queste carni".


I cittadini che ricoprivano cariche pubbliche... si prendevano cura del popolo!
Anche oggi é così, non é forse vero?


Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Italia, quale realtà? Discorsi assurdi tra pazzi da manicomio!

Oggi mentre mi trovavo al centro commerciale, comodamente seduto a sorseggiare un ottimo caffè, ho involontariamente ascoltato due vicini di tavolo che parlavano tra loro a voce alta. Dai loro discorsi ho capito che si trattava di due pazzi, appena usciti dal manicomio, così, incuriosito ho preso qualche appunto che per diletto mio e vostro di seguito vi riporto:

Ale: Ogni volta che cerco di ragionare su ciò che accade in Italia (in politica, etica, economia, scuola, religione) mi spavento all'idea di ciò che ci aspetta... spero di sbagliarmi, perché significherebbe che sono io a non capire niente! L'alternativa é aver ragione , ma é la cosa peggiore, perché significherebbe che a non capire niente sono in molti! Qualcuno vuol provare a convincermi del contrario? Prego, fatevi avanti, in ogni caso io ci perdo, come ho appena dichiarato!

Gianni: "Mi chiedo, se non ci sono problemi perché occorre fare sacrifici?"

Ale: "Per prevenire, dicono coloro che asseriscono che problemi non ce ne sono!"

Gianni: "Prevenire cosa? I problemi della Grecia? Quelli dell'Ungheria? Se dobbiamo fare sacrifici per prevenire la bancarotta, allora i problemi ci sono e come, e sono strutturali!"

Ale: "Stiamo parlando seriamente o scherziamo? Potrebbe dire qualcuno, se ci sentisse... Se ci fossero problemi i nostri rappresentanti ci sapranno guidare nel migliore dei modi, non pensi?"

Gianni: "Assolutamente, assolutamente... (ricordati sempre di assecondare i pazzi e i bambini!). Supponiamo allora che ci siano problemi, ma solo per fare l'avvocato del diavolo... allora se é vero che ci sono problemi occorre che tutti facciamo dei sacrifici, logico,no?!

Ale: "Logico?!? Sacrifici?!? Tutti?!? 

Gianni: "Ma no... non esageriamo!"

Ale: "Che intendi con tutti?" (e mentre parlava la faccia diventava verde dalla bile!)

Gianni: "Tranquillo amico, non preoccuparti, dal mio tutti sono sicuramente escluse tutte le categorie che in Italia godono di un qualche privilegio, senza eccezione alcuna!

Ale: "E chi ha la pensione di invalidità?!?"

Gianni: "Tranquillo, continua a leggere il giornale e non agitarti... la tua pensione di cecità non te la tocca nessuno!"

Ale: "Allora va bene!"

Pazzi, pazzi che non sono altri, in Italia non ci sono problemi... ci sono solo ladri, imbroglioni, corrotti, impostori, delinquenti... e tanta povera gente onesta, gli Italiani, che pagano per tutti! 

Ora però, per dire la verità, tutto ciò non é mai accaduto, ma se fosse stato reale voi, Italiani, avreste denunciato il fatto alle autorità o avreste  continuato a sorseggiare il vostro caffè con noncuranza?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO



 



Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

mercoledì 2 giugno 2010

La misteriosa fine dei dinosauri...

I dinosauri mi hanno sempre affascinato e spaventato, sin da piccolo...

Così quando ho trovato sullo scaffale di una libreria un libro della Universale Storica Newton con questo titolo... l'ho semplicemente acquistato!
Da li a leggerlo, é stato un attimo...

Leggendo leggendo mi rendo conto di quante cose già facessero parte del mio bagaglio, ma trovo anche tante notizie interessanti... e di quelle vado a caccia, sempre assetato di novità!

Così ripercorro le pagine della storia naturale della Terra a partire da Leclerc, conte di Buffon, della teoria del catastrofismo di Cuvier, dell'evoluzione della specie di Darwin, fino al neo evoluzionismo dei giorni nostri... il tutto a contorno dell'evento guida di questo libro, la catastrofe della caduta dell'asteroide nel Messico che creò il cratere di Chicxulub! 
Si parla di un evento di dimensioni spropositate che sarebbe avvenuto circa 65 milioni di anni fa, causa, molto probabilmente, della scomparsa di circa il 70% delle specie viventi, tra queste tutti i dinosauri!
Il paleontologo Buffetaut ripercorre la storia della scoperta dell'evento, una scoperta fortuita, ad opera di Walter e Luis Alvarez, Frank Asaro e Helen Michel, che cercavano un metodo per la datazione delle rocce sedimentarie. E' una storia di sostanze rare, l'Iridio, di una villa medievale di Gubbio, sull'appennino italiano, di un flusso di materia extra terrestre che di colpo e inspiegabilmente si trova in quantità molto superiori alla norma in corrispondenza di uno strato datato 65 milioni di anni!

Buffetaut ci porta a spasso per il mondo dei paleontologi tenendoci per mano lungo il difficile percorso delle teorie e contro teorie con un linguaggio semplice ed efficace... 

Attraversiamo con lui le ere che dal Cambriano ci conducono al Neocene, studiando le grandi estinzioni di massa a cavallo dell'Ordoviciano-Siluriano 440 milioni di anni fa, del Devoniano-Carbonifero di 355 milioni di anni fa, del Triassico-Giurassico di 200 milioni di anni fa, del Cretaceo-Paleogene di 65 milioni di anni fa... che è poi l'oggetto principale principale dello studio. Estinzione di massa dovuta (anche se ancora con qualche riserva!) alla caduta sulla Terra di un asteroide il cui impatto avrebbe liberato una potenza di 10 milioni di megatoni, 5 miliardi di volte più potente della bomba atomica esplosa su Hiroshima...

Ma credo di aver già parlato troppo, concludo con la combinazione di una frase di Cuvier e di Buffetaut:

"La vita sulla Terra è stata spesso turbata da eventi spaventosi" eventi che nella loro "naturale" crudeltà "hanno in gran parte forgiato il nostro mondo."

E dunque, infine, vi invito a leggere il libro "La misteriosa fine dei dinosauri" e ad approfondire in questo modo una parte della storia del pensiero scientifico recente...  

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

domenica 30 maggio 2010

Legnano: la sagra del Carroccio

Ultima domenica di maggio a Legnano...
Da anni ormai le strade risuonano dei tamburini rievocatori della grande battaglia del 1176, la battaglia di Legnano.
Era il 29 maggio e gli eserciti della Lega Lombarda sconfiggono l'esercito dell'Imperatore di Germania, Federico Barbarossa...

E ogni anno, l'ultima domenica di maggio, le contrade sfilano lungo le strade, indossando vesti ricamate, armi antiche, cavalcando bellissimi cavalli... 


 
E' la volontà di non dimenticare che guida tutto?

Ogni contrada ha i suoi colori, il suo stemma...


Un bellissimo falcone e il suo falconiere, immagini d'altri tempi!

  

...e che dire dei cavalieri e delle loro splendide vesti e cotte di maglia?

E' ormai dal 1935, con una breve interruzione per la guerra, che la famosa battaglia viene commemorata con un palio cui partecipano le otto contrade in cui é divisa la città, San Martino, San Domenico, Sant'Ambrogio, Legnarello, San Bernardino, San Magno, Sant'Erasmo, La Flora...

Per noi é sufficiente...
Un grazie al Collegio dei Capitani delle Contrade, alla Famiglia Legnanese e alla collaborazione con il Comune che, grazie all'impegno di tanti, mantiene le tradizioni e le fa conoscere a tutti, anche a chi di Legnano é semplice ospite!


...ed alla fine, a chiudere la sfilata, il Carroccio!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

venerdì 21 maggio 2010

Protagora...

Protagora di Abdera,
filosofo greco presocratico, visse ed operò nel V secolo a.C.
lui stesso si dichiarò "sofista".
Ma prendiamo in considerazione il dialogo "Protagora", scritto da Platone e vediamo solo qualche curiosità, come al solito chi vuole potrà trovare e leggere il dialogo per intero in qualsiasi biblioteca pubblica o, come faccio io, acquistarlo e tenerlo nella propria biblioteca!
I personaggi del dialogo sono due, Socrate ed un amico, Socrate racconta ciò che é accaduto qualche giorno prima tra lui e altri amici e conoscenti; tra questi Ippocrate, desideroso di porsi al seguito di Protagora, conosciuto già allora come un sofista disposto ad insegnare a pagamento...
Sofista... ma cosa significa?
Sofista significava sapiente o saggio, ed in quel tempo era riferito in particolar modo a coloro che insegnavano la loro scienza a pagamento.
Racconta Platone, di quando una sera Ippocrate si presentò a casa di Socrate invitandolo ad andare con lui per presentarsi assieme presso l'alloggio di Protagora, appena giunto in città.
Ippocrate aveva intenzione di pagarlo in cambio dei suoi insegnamenti.
Ma quali insegnamenti credi che riceverai? Dice Socrate all'amico...
Cosa credi che sia un sofista? Insiste...
Di quale parte del sapere è esperto il sofista? Lo interroga Socrate...
Ippocrate, chiamato insistentemente a dire la sua asserisce che il sofista è "colui che rende gli altri abili nel parlare"...
Ma Socrate non era ancora soddisfatto:
Dimmi Ippocrate, su quale argomento il sofista rende abili nel parlare?
Evidentemente intorno a ciò di cui si intende?
Già, ma in che consiste ciò di cui il sofista é esperto egli stesso e rende istruito il suo seguace?
Ippocrate deve arrendersi all'evidenza, non lo sa!
Socrate prosegue...
andiamo pure a parlare con lui, amico mio, ma stiamo ben attenti che il sofista non abbia ad ingannarci lodando la sua merce come i venditori del nutrimento del corpo, i commercianti all'ingrosso e i bottegai.

Così quei grandi, Socrate, Protagora e diversi presenti si "affrontano" in discussioni che, come direbbe Protagora, toccano tutto il campo del suo insegnamento, cioè:

"il sapersi condurre con senno, così nelle faccende domestiche, tanto da amministrare nel modo migliore la propria casa, come nelle faccende pubbliche, tanto da essere perfettamente capace di trattare e di discutere delle cose dello stato".

Intendi forse parlare di arte politica, e sostieni forse che tu sei in grado di insegnarla? Direbbe Socrate...

Si, certamente, l'arte politica si può insegnare e io la insegno, rispondeva Protagora! E lo spiega con un mito, un mito che parla di dei e non di uomini. Un mito della creazione, in cui Prometeo ed Epimeteo sono responsabili della distribuzione delle facoltà naturali tra tutti gli esseri appena creati. E per ultimo l'uomo... restato senza alcuna facoltà naturale, riceve da Prometeo la scienza della vita, il sapere tecnico e il fuoco (perché senza il fuoco il sapere tecnico non sarebbe servito!), rubati ad Atena ed Efesto...

E Protagora seguita nel suo racconto... e parla tra l'altro del significato della giustizia, dell'ingiustizia e della punizione.

Si punisce per la colpa commessa o per il futuro?
Per Protagora si "punisce pensando al futuro, sì che lo vede punito. E se tale è il suo punto di vista, significa ch'egli è convinto che alla virtù ci si possa educare: punisce, dunque, per distogliere dalla colpa".

E il tempo passava, e Socrate e Protagora parlavano e interrogavano l'un l'altro e convincevano e incitavano applausi, consensi, dissensi, diversità di opinioni... su scuola, insegnamento, politica, conoscenza della poesia antica... e Creta e Sparta e Talete di Mileto, Pittaco di Mitilene, Biante di Priene, Solone, Cleobulo di Lindo, Misone di Chene, Chilone di Sparta... conosci te stesso... nulla di troppo... difficile é mantenersi onesti!

E vizi e virtù: "E l'essere vinto da se stesso è ignoranza, il vincere se stesso sapienza....

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO