
Qualche minuto dopo le 18 ha inizio la conferenza dal titolo: "Après Daech, un nouvel Irak". Conferenziere d'eccezione il Presidente dell'Irak Barham Saleh.
Il dibattito è guidato da Thierry de Montbrial, presidente dell'ifri, uno dei più influenti think tank al mondo.
Il Presidente Barham Saleh, eletto lo scorso 2 ottobre 2018, si presenta come una persona pacata, paziente, convinto delle sue idee ma aperto alla discussione.

Un esempio colpisce il nostro immaginario di occidentali, la distruzione delle due guerre mondiali, rievocata dal Presidente Barham Saleh per paragonarla alla distruzione subita dal suo popolo. Se l'Europa è riuscita a risollevarsi dopo un simile massacro, beh, dice allora possiamo essere ottimisti e dire che possiamo riuscirci anche noi iracheni...
La politica è importante, afferma, ma anche il lavoro per i giovani, la crescita della popolazione, i guadagni, l'industria, la lotta alla corruzione, la cultura...
Ci sono ancora tante cose da fare, dice, tante sfide non da poco, sfide difficili, ma vogliamo tutti dare un segnale forte, che si può tornare alla normalità.
Un segnale di speranza dal Presidente di una terra distrutta dalla guerra ma che, almeno così si spera, ha voglia di andare avanti, superando gli ostacoli che ha davanti e ritornare a vivere.
Questi, in breve, i concetti espressi nella serata e per i quali mi sento di augurare al Presidente i migliori auguri per il futuro.
Alessandro RUGOLO
https://www.ifri.org/fr/debats/apres-daech-un-nouvel-irak
Nessun commento:
Posta un commento