martedì 18 febbraio 2014

Una strana specie di lunimali - (Sesto episodio)

A tavola! – disse la mamma – le frittelle di zucchine sono pronte. Non facciamole freddare troppo.

- Mamma, posso portare il mio amico estronauta a tavola? Anche lui vuole assaggiare le frittelle. E mentre parlava guardava la mamma con i suoi occhioni grandi che minacciavano pianto in caso di risposta negativa.

- Solo se gli lavi le mani. Disse la mamma senza farsi commuovere. Il che voleva dire no, visto che si trattava di una sagoma di cartone di Giovanbattistamarialorenzo disegnata con i pennarelli e ritagliata dal nonno. Non poteva certo rischiare che si rovinasse.

- Ho capito. Gionzo, tu devi aspettare qui, sul divano. Più tardi ti porto una frittella. Disse con premura al suo nuovo balocco.

Giulia adorava le frittelle di zucchina da quando aveva saputo che il suo amico Gionzo le mangiava tutti i giorni e avrebbe fatto di tutto per avere le frittelle tutti i giorni anche lei ma la mamma diceva che una volta alla settimana andava più che bene.

Dopo le frittelle, come tutte le sere, arrivò il nonno con la sua nuova avventura.

- Buona sera piccola Giulia. Come sta il nostro amico estronauta? Chiese con interesse notando la sagoma di cartone posata sulla poltrona con un piattino da caffè e una frittella di zucchina sulle ginocchia.

- Mangia, era affamato! Rispose Giulia, facendo finta di sparecchiare la tavola.

- Ottimo. Oggi ho parlato con Gionzo e mi ha raccontato la sua ultima avventura, non immaginerai mai cosa gli sia capitato...

- Su, dai, cosa aspetti? Racconta - e mentre parlava spiccò un salto e si aggrappò al collo del nonno come una scimmietta alla mamma.

- Siediti qui, da brava, che inizia la storia. Ricorderai sicuramente che Gionzo da qualche giorno aveva un nuovo amico, il camaleone.

- Si si. Disse Giulia annuendo con la testa.

- Ebbene, devi sapere che il nostro nuovo amico, che si chiama...

- Ruggero! Urlò Giulia precedendo il nonno.

- Si, brava. Devi sapere che Ruggero conosce benissimo la luna e mentre parlava del più e del meno con Gionzo durante una passeggiata lunare, gli parlò anche della famiglia Numeri, una grande famiglia di lunimali caratteristici della regione lunare in cui si trovavano ma difficilissimi da vedere.

- Perchè? Chi sono questi Numeri? Non sono pericolosi vero? Disse Giulia sempre un po' preoccupata quando si parlava di lunimali.

- I Numeri sono degli animali lunari molto molto particolari. Vivono in grosse famiglie fatte di cinquanta o cento elementi. Difficilissimi da vedere.

- Quanti sono cinquanta nonno? Sono così? E mostro la manina aperta ad indicare cinque.

- E no, principessina, molti di più! Per arrivare a cinquanta devi mettere assieme le tue mani, le mie, quelle di Gionzo, quelle della tua mamma e del tuo papà.

- Allora sono veramente tantissimissime! Disse Giulia aprendo le braccia come per abbracciare il mondo! Ma perché sono così difficili da vedere i Numeri?

- Perchè quando sentono che qualcuno si avvicina si mettono di fianco e siccome sono sottilissimi, per vederli occorre far finta di niente, passare in mezzo a loro e poi girarsi di fianco a sorpresa. Questo è l'unico modo.

- Sono sicura che Gionzo ci riuscirà. Disse la piccola Giulia che ormai conosceva benissimo le capacità del suo amico estronauta.

- Ne sono convinto anche io. Dicevamo dunque che il più anziano della famiglia si chiama Zero ed è un tipino tondo tondo, con due braccia esili e un naso a punta che sembra pinocchio, la moglie di Zero si chiama Uno ed è una distinta signora, molto più alta del marito e anche lei con un lungo naso, tanto lungo che quando piove il marito Zero si mette sotto per ripararsi! Giulia intanto guardava il nonno e rideva.

- Zero e Uno avevano nove figli, il più grande si chiamava Dieci ed era tutto i suoi genitori, un tipino molto particolare, precisino e molto intelligente. Poi era arrivata la prima femminuccia e l'avevano chiamata Nove, che però era l'esatto opposto del fratello maggiore. Disordinata e capricciosa. Poi erano arrivati tre gemelli che si chiamavano Otto, Sette e Sei. Anche se erano gemelli non si assomigliavano molto. Otto era un Numero tutto d'un pezzo, grande, grosso e anche rotondetto. Sette invece era tutto spigoli ed era impossibile dividerlo dai fratelli. L'unica che aveva un qualche ascendente su di lui era la mamma, Uno. Sei invece era calma e tranquilla e passava le sue giornate sulla sedia a dondolo. Cinque arrivò alcuni giorni dopo. Per certi versi era spigoloso come Sette ma era il fratello prediletto di Dieci e lo seguiva dappertutto.

Quattro era il peggiore di tutti. Non stava fermo un attimo e andava a sbattere dovunque. Tre era una Numerina bellissima, appariva perfetta e tutti le volevano bene anche quando combinava qualche marachella. Due invece era il più piccolino, quasi non si vedeva e se i fratelli combinavano qualcosa di solito la colpa veniva data a lui, tanto era il più piccolo e i genitori non gli facevano mai niente.

Mentre il nonno descriveva questa famiglia di lunimali, Giulia contava con le dita delle mani, cercando di seguire quello che diceva il nonno.

- Sai nonno, sono un po' confusa. Chi era il Numerino più spigoloso, Sette o Quattro? Chiese Giulia ridendo rumorosamente.

- Facciamo così – rispose il nonno – ora ti disegno tutta la famiglia così te li ricorderai meglio. E preso un foglio e alcuni pennarelli, disegnò tutta la famiglia che divenne subito parte dell'arredamento della cameretta di Giulia.




 

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

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