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lunedì 16 aprile 2018

E se Yahweh fosse stato un guerriero?

(Il falso Testamento, di Mauro Biglino)

Tra le ipotesi di Mauro Biglino esposte tra le altre nel libro "Il falso Testamento" ve n'è una particolarmente interessante, relativa al fatto che se facciamo finta che quanto scritto nella Bibbia sia da leggere senza interpretazioni teologiche, allora appare chiaro il fatto che Dio non era altro che un capo militare.
L'anno scorso ho letto e recensito il libro: La Bibbia non parla di Dio, approfittando inoltre della pazienza dell'autore per porgli alcune domande e approfondire così le mie conoscenze in materia.
Quest'anno ho acquistato un secondo libro, "Il falso Testamento" e mi sono immerso immediatamente nella sua lettura, terminata questa notte.
Così, a caldo, ho deciso di buttar giù queste poche righe da utilizzare come promemoria per il futuro. Ecco dunque di seguito alcune considerazioni sulle quali riflettere, a partire dalla domanda che mi sono posto sin dall'inizio: se fosse vero che gli Elohim, gruppo non bene identificato di esseri superiori, di cui Yahweh faceva parte, non erano Dei ma esseri tecnologicamente avanzati, che fine hanno fatto? Perché non sono più tra noi?
Da chi sono stati sconfitti?
Domande per certi versi assurde, potreste opinare, ma lecite qualora si dia credito a quanto scrive Biglino ed io, magari solo a titolo di esperimento, voglio provare a dargli credito.
Mentre leggevo delle imprese guerresche condotte con sangue freddo, e talvolta con particolare crudeltà per quelli che sono i nostri parametri di giudizio, cercavo risposta a queste domande, sperando che Biglino avesse già dato le risposte tra le pagine del suo libro, consapevole comunque che se così non fosse stato avrei avuto la possibilità di trovarle in qualcuno dei suoi altri libri.
Poi, verso la fine, al Cap. VII "Non solo Elohim e theoi..." ho trovato parziale risposta, Biglino infatti cita Giuseppe Flavio (Guerra Giudaica) che racconta la conquista di Gerusalemme ad opera dei Romani:
         "Non molti giorni dopo la festa, il 21 del mese di Artemisio, apparve una visione miracolosa cui si stenterebbe a prestar fede; e in realtà io credo che ciò che sto per raccontare potrebbe apparire una favola, se non avesse da una parte il sostegno dei testimoni oculari, dall'altra la conferma delle sventure che seguirono. Prima che il sole tramontasse, si videro in cielo su tutta la regione dei carri da guerra e schiere di armati che sbucavano dalle nuvole e circondavano le città. Inoltre, alla festa che si chiama la Pentecoste, i sacerdoti che erano entrati di notte nel tempio interno [di Gerusalemme] per celebrarvi i soliti riti riferirono di aver prima sentito una scossa e un colpo, e poi un insieme di voci che dicevano: "Da questo luogo noi ce ne andiamo".
Un racconto simile è riportato nelle Storie di Tacito al riguardo dello stesso periodo:
           "Si videro nel cielo scontrarsi eserciti, rosseggiare spade e il tempio risplendere di subitanei bagliori. Le porte del santuario si spalancarono d'un tratto e una voce sovrumana esclamò che gli dei fuggivano; e nello stesso tempo un gran frastuono come di gente che fugge".

Ecco dunque, se facciamo finta che i testi antichi raccontino la storia e non leggende e favole, che abbiamo la spiegazione. L'Elohim conosciuto col nome di Yahweh abbandona il suo popolo, i suoi protetti e fugge di fronte, con ogni probabilità, ad un altro Elohim più potente, protettore quest'ultimo dei Romani.
Elohim contro Elohim, Romani contro Israele.

Giuseppe Flavio e Tacito non sono gli unici storici antichi a parlarci di fatti strani come le battaglie aeree tra dei, i testi antichi, oltre alla Bibbia, sono ricchi di storie simili, mai considerabili però degne di fede.

Biglino conclude il capitolo nell'unico modo possibile: "Ebrei, Romani, Greci e i cosiddetti "barbari" sono stati governati dagli appartenenti allo stesso gruppo di colonizzatori...
Io aggiungo:
Che dire dunque dei nostri tempi e delle nostre civiltà?

Consideriamo pure tutto ciò come un semplice esercizio di fantasia, se vogliamo, ma proviamo comunque a porci qualche domanda.
Magari un giorno potremo trovarci faccia a faccia con le risposte alle domande, e non è detto che queste ci piaceranno.

Alessandro Rugolo 

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