domenica 31 gennaio 2010

Due errori di politica sociale che hanno contribuito alla crescita del fenomeno dei "Bamboccioni"

I bamboccioni...
quegli strani esseri di cui non si fa altro che parlare ultimamente...
Uomini (e donne, per par conditio) che vivono alle spalle dei genitori... fanno finta di studiare all'Università e si fanno invece mantenere!
Ma questo fenomeno sociale dei nostri giorni da dove viene?
A mio parere due sono stati gli errori di politica sociale compiuti nel nostro paese nell'ultimo decennio...
1. l'abolizione del servizio di leva obbligatorio;
2. l'innalzamento dell'età di istruzione obbligatoria.
Mi spiego meglio: per farla breve il servizio di leva era obbligatorio per tutti i ragazzi che, in buona salute, raggiungevano la maggiore età (e non si trovavano in determinate situazioni scolastiche che gli consentivano di rimandare il servizio di leva al termine degli studi!).
Nonostante saranno in tanti a ricordare il periodo di leva come tempo speso inutilmente, bisogna però riconoscere che svolgeva una funzione sociale molto importante ora scomparsa: quella di allontanare i ragazzi da casa e permettergli di capire cosa realmente significhi vivere fuori casa, lontano dai genitori, premessa essenziale per creare degli uomini.
In questo senso l'abolizione del servizio di leva ha contribuito indubbiamente alla creazione dei bamboccioni.
L'altro errore di politica sociale, sempre a mio parere, é stato l'innalzamento dell'età della scuola dell'obbligo. Ritengo infatti assolutamente inutile tenere a scaldare i banchi di scuola studenti che non hanno alcuna intenzione di studiare! Che dire poi del fenomeno inflazionistico dei titoli di studio?
Un tempo chi non aveva voglia di studiare si doveva trovare un lavoro se voleva vivere, anche perché nessun giudice si sarebbe mai sognato di dar ragione ad un figlio che senza contribuire alla vita economica di famiglia, pretendeva di essere mantenuto dai genitori.

Tutto ciò influisce in maniera pesante su una società, quella italiana, già appesantita da altri problemi...

Ma ora, dicono, i tempi sono cambiati!
Io mi chiedo... in meglio o in peggio?

Voi che ne pensate?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

3 commenti:

  1. Guarda, mi viene una risata "amara" alla bocca; e sta parlando una che fino all'altro giorno rientrava nella famigerata schiera dei bamboccioni..
    A mio avviso gli "errori", ma preferirei definirli "cause", sono tante, a cominciare dalla famigerata ideologia "mammona" all'italiana(sappiamo tutti di cosa si tratta), a proseguire per le vie della crisi del lavoro, mettendoci dentro un po di fancazzismo e menefreghismo, condendo il tutto con il poco rispetto che abbiamo delle responsabilità, della necessità di conoscere noi stessi e di metterci alla prova, e quanto ne consegue: ignoranza, pochissima duttilità e altrettanto poco sforzo..

    Se ci metti poi il fatto che in Italia case, affitti, macchine, stile di vita ricercato sono tutte cose CARISSIME, l'analisi approssimativa per me si svolge al termine..

    Corro tranquillamente il rischio di essere giudicata come pressapochista e generalista, (e in parte questa analisi chiaramente lo è)..
    Ma mi riserbo il fatto di replicare, in quanto, mio malgrado, militavo nelle sopracitate schiere di "mantenuti", anche se ho lavorato subito dopo il Diploma e mio padre non mi ha mai negato la possibilità allo studio, nonostante la mia famiglia sia di estrazione medio-bassa.

    Come diceva Machiavelli,(o forse un altro?);
    "Senza Onta né Gloria"..

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  2. io studio statistica gestionale alla sapienza e grazie ai "pariolini" che fanno i loro porci comodi non ho vinto la borsa di studio e mi pago le spese da sola altro che bambocciona.....

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  3. Sono in parte daccordo: per quanto riguarda la leva ( che era sostituibile col servizio civile) sicuramente era un momento per affrontare la vita fuori casa. Non sono d'accordo sul fatto dell'età per l'istruzione obbligatoria. Dopotutto sono solo 2 anni in più.

    Piuttosto quello che ho visto è che la diffusione delle università sul territorio ha fatto si che i giovani che continuavano a studiare , rimanessero bloccati a casa - lo so , lo so, il costo degli affitti, il costo dei trasporti, ecc ecc.

    Secondo me è mancata anche nei media , che da sempre condizionano il modo di pensare, la visione del giovane che, finchè non trova un compagno/compagna per dividere le spese, si sposta fuori casa condividendo spazi con altri giovani.

    Poi c'è il buonismo mammone, il povero piccolo ( a 20 anni), che è tanto impegnato e non puo' occuparsi anche delle cose che la mamma puo' fare ( cucinare, lavare, resettare la casa, ecc).

    Mah. Sarà che io dai miei 18 anni sono scappato per avere la libertà di fare quello che ritenevo giusto e non volevo far pesare le mie scelte sui genitori, ma guardando ai giovani di oggi davvero mi fa paura; i bamboccioni anche nel lavoro non sono responsabili, indipendenti e propensi al "rischio" ed alle scelte che non siano orientate ad una rasserenante sicurezza.

    E' questo secondo me il problema maggiore, non il fatto che condividano gli spazi abitativi con la famiglia.

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