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martedì 27 aprile 2010

Cronaca di una gita domenicale (25 aprile)

Vista la bellissima giornata, decidiamo di fare una gita fuori porta, destinazione Santa Teresa di Gallura.
Attraversato il paese, prendiamo la direzione di Capo Testa, estrema punta a nord-ovest della Sardegna.
Lo spettacolo che si offre ai nostri occhi è incantevole, un mare cristallino, un stupenda insenatura, denominata "Cala Espinosa" di difficile accesso (non per noi), ma vale la pena di una scarpinata.
Bello anche il faro con tutto il contorno di rocce granitiche modellate dal vento e dal mare. Nelle vicinanze si trova la "valle della luna" . Ci inoltriamo a piedi per un sentiero, alla fine del quale ci troviamo davanti due rocce gigantesche spezzate a metà con precisione, opera di epoca romana, che delimitano l'ingresso della valle.

La valle si apre ai nostri occhi, stupenda!!
Si respira il profumo delle essenze, il mirto, il ginepro e il lentischio.
Sono evidenti i segni di antiche cave di granito, sempre di epoca romana, che pare sia stato utilizzato per importanti edifici, come il pantheon nella città capitolina.
La valle, anni addietro, era famosa per essere popolata dagli yuppies e dai naturisti.

Gavino and Paola

domenica 25 aprile 2010

Tanti auguri... Accademia!

Un altro anno é passato... e siamo a tre!


L'Accademia continua a crescere, nuovi lettori da settanta paesi nel mondo, nuovi collaboratori, nuove idee...

Ma vediamo qualche numero e soprattutto se é stato raggiunto l'obiettivo dell'anno...
andiamo dunque a vedere cosa ci eravamo riproposti un anno fa, al compimento del secondo anno:

1. 200.000 pagine lette;

2. iniziare la traduzione in lingua inglese di alcuni articoli... diciamo una decina;

3. trasformare l'Accademia in una associazione vera e propria.

Mentre scrivo, le pagine visitate sono 124.627 dunque anche quest'anno primo obiettivo non raggiunto!

Per quanto riguarda le traduzioni in lingua inglese idem; devo però ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato a tradurre la poesia "Candu ses tristu" in varie lingue del mondo.

Ed infine l'Accademia ancora oggi é tutt'altro che una associazione registrata...

Che dire dunque, forse é arrivato il momento di chiudere questa bella esperienza?

Ebbene, ancora una volta NO... l'Accademia continua i suoi studi!

Ancora una volta si prosegue lungo la strada tracciata, fissando nuovi obiettivi, magari più raggiungibili.

Ecco gli obiettivi per l'anno venturo:

1. 200.000 pagine lette;

2. proseguire nella traduzione di alcuni articoli e poesie in altre lingue;

3. trasformare l'Accademia in una associazione vera e propria.

E, come al solito, cercherò di stimolare la discussione e l'approfondimento di argomenti poco conosciuti e della storia antica in generale!

E allora grazie a tutti, grazie ai lettori, grazie ai Tuttologi collaboratori, grazie a chi ha espresso il suo dissenso per mezzo di critiche che io considero sempre utili e costruttive... grazie in anticipo a chi lo farà in futuro...

e all'Accademia tanti auguri per il suo terzo compleanno!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

sabato 24 aprile 2010

Risotto con asparagi e pancetta

Avete dimenticato i sapori di una volta?
Non avete mai provato gli asparagi nel riso?
Perché aspettare ancora?

E' sufficiente un mazzetto di asparagi, meglio se raccolti lungo un viottolo per le campagne della Sardegna, un pezzetto di pancetta affumicata condita con pepe nero e una mezza cipolla dorata... il resto lo fa l'olio extra vergine d'oliva ed un buon riso che non scuoce mai...

Un consiglio, abbondate con gli ingredienti e fate solo il primo piatto!

Magari, visto così, potrebbe non piacere, ma se gli ingredienti sono di buona qualità e la preparazione é corretta... vi garantisco che c'é da leccarsi i baffi!

E allora iniziamo:
Padella con abbondante olio d'oliva sul fornello, cipolla quanto piace a voi, un pomodoro secco tagliato a dadetti (oppure un dado vegetale!) e poi la pancetta affumicata...
Mentre il tutto soffrigge, tagliate i gambi degli asparagi (piegateli con le mani, si spezzeranno da soli, buttate via la parte inferiorep erché dura o gommosa) tagliate poi le cime e aggiungetele al soffritto.
Se volete curare l'aspetto del piatto (cosa alla quale di solito io non bado molto!) lasciate da parte qualche cima di asparago, da bollire con i gambi...

Avete aggiunto le cime tagliate fini fini al soffritto?
Se si, possiamo proseguire...

Bastano pochi minuti... la cipolla e la pancetta dovrebbero ormai aver cambiato colore... e così gli asparagi...
E' arrivato il momento di aggiungere il riso!

Ora si tratta solo di aver pazienza...
Io di solito lascio evaporare tutta l'acqua e poi di tanto in tanto ne aggiungo dell'altra... occorre seguire la creazione istante per istante, assaggiando ogni tanto e se occorre correggendo il sapore... ma alla fine il risotto è pronto.

Potrete usare i gambi e qualche cima, messi a lessare nel mentre, per guarnire il piatto.

Una volta versato il riso nel piatto ho aggiunto un filo d'olio d'oliva a crudo, una spolverata di pepe nero, se vi piace, non sta male...

Il piatto é servito, buon appetito!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

domenica 18 aprile 2010

Addio Raimondo...

Come in tutte le buone famiglie,
quando arriva il momento dell'ultimo addio,
ci si raccoglie attorno al capezzale del proprio caro
e lo si saluta secondo il proprio uso.

C'é chi piange in silenzio raccolto,
c'é chi urla il proprio dolore,
c'é chi festeggia la partenza del proprio caro per un luogo migliore...

Noi non ti abbiamo conosciuto direttamente,
ma tu sei stato presente nella nostra vita, sin da piccoli,
sempre assieme alla tua Sbirulino.

Non possiamo essere presenti al tuo capezzale perché siamo lontani,
ma possiamo comunque omaggiarti con quest'ultimo saluto,
e con la promessa di portare sempre con noi il tuo ricordo così,
ogni volta che rileggeremo queste poche frasi,
il nostro pensiero andrà a te,
come ad un carissimo nonno!

dunque addio, Raimondo!
e a te Sandra un caro abbraccio,
come ad una inconsolabile, carissima nonna...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

domenica 11 aprile 2010

A Nicolò...

Una nuova vita sulla Terra...
nuove speranze, nuove gioie...
Auguri ai genitori, auguri ai nonni,
urla il Sole appena sorto!
Auguri al nuovo nato, risponde la Luna,
facendo l'occhiolino da sopra le nubi...
Auguri dal Mondo, fà eco la Terra,
e a Nicolò il suo Destino!

Benvenuto in famiglia!
Diciamo Noi Tutti,
ben venuto alla vita, nipotino!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

sabato 10 aprile 2010

Gita sul lago di Como... Tremezzo e villa Carlotta

Dietro la bellezza della villa Carlotta, dei suoi giardini, delle sue bellissime camelie, si nasconde una lacrima di tristezza...

A Tremezzo, sul ramo occidentale del lago di Como la bellissima villa, con i suoi giardini, ancora oggi ci consente di passare una bella giornata primaverile...

La villa é oggi gestita dall'Ente Morale Villa Carlotta, costantemente impegnato nel suo mantenimento...
Ma che dire del passato?

La villa viene costruita verso il 1690 ad opera del Marchese Giorgio II Clerici. Passa poi di mano in mano... da Antonio Giorgio alla figlia Claudia, fino a giungere ai Sommariva.

Gian Battista Sommariva la acquista nel 1801.
Amico di Napoleone spera di poter proseguire la sua carriera politica in Italia grazie al suo appoggio e a seguito della nascita della Repubblica ma gli viene preferito Francesco Melzi, proprietario della villa di Bellagio, proprio di fronte, sull'altra riva del lago...
Finita la carriera politica si ritira nel silenzio e comincia a raccogliere opere d'arte trasformando la villa in un museo.
Una delle sue opere preferite era la statua di Palamede che forse a causa della sua triste fine, incappò infatti nell'ira di Ulisse per averlo smascherato e costretto a partire in guerra, gli ricordava per certi versi la sua vita...

E' il 1843 e dopo la morte di Gian Battista Sommariva e dei suoi diretti discendenti la villa viene acquistata dalla moglie del principe Alberto di Prussia, Marianna.
Pochi anni dopo, nel 1847, viene regalata alla figlia Carlotta quale dono di nozze. Carlotta si sposa con il granduca Giorgio di Sassonia-Meiningen. Saranno proprio loro ad arricchire il giardino con piante da tutto il mondo...

Carlotta purtroppo morirà a soli ventitré anni... senza potersi godere la sua splendida villa!

Quando si entra nelle ricche sale si può ancora percepire la sua presenza...

Così ammiriamo la Maddalena penitente del Canova...e pensiamo a lei...

La percepiamo ogni volta che ammiriamo una statua... un quadro... un mobile di rara bellezza...

E' sempre lei che ci accoglie, come Venere tra le braccia del suo Marte é lei che ci stupisce nell'abbraccio di Amore e Psiche e ancora a lei che si rivolge il pensiero mentre ammiriamo il bacio di Hayez dell'ultimo addio di Romeo e Giulietta...
Possiamo immaginarla accogliere gli ospiti del marito e accompagnarli nella sala rossa o assistere alla preparazione della tavola nella sala degli arazzi...
E sempre lei che ci torna alla mente mentre attraversiamo il giardino, tra altissimi platani, sgargianti rododendri... camelie... nespole fiori multicolori e dai profumi delicati...o piccoli arbusti dalle strane forme...


Ci fermiamo sfiniti ad ammirare il lago... oltre l'azzurro del lago si intravvede Bellagio... e la villa Melzi...

E infine salutiamo lo spirito di Carlotta che ci ha accompagnato per la sua villa, ringraziandola, promettiamo di tornare... un giorno...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

venerdì 9 aprile 2010

Francesco Bacone e la sua opera...

A chi non é mai capitato di imbattersi, durante amene letture, in Francis Bacon?
A me é capitato tante volte ma non avevo mai trovato un suo testo... almeno fino a due settimane fa!

"Francesco Bacone, ovvero Francis Bacon o ancora Francisci De Verulamio, nasce a Londra nel 1561. E' figlio del Lord Guardasigilli della Regina Elisabetta, e ciò gli consente di dedicare i suoi anni della gioventù allo studio. Divenne un politico ma continuò a studiare e scrivere per tutta la vita ad un suo immenso progetto di riforma del sapere universale, la Instauratio Magna.
Muore nel 1626, all'età di 65 anni, dopo una vita movimentata, lasciando ai posteri un ricco patrimonio di studi e scritti di ogni genere."


Qualche settimana fa mi sono infatti imbattuto in una delle sue opere, incompiuta, il Nuovo Organo. Scritto per aforismi, si riproponeva di delineare un nuovo metodo scientifico che aiutasse gli studiosi nelle indagini sulle "forme" dell'universo... le sue Leggi, per intenderci!

"Poco dopo la sua morte, nel 1627, viene pubblicata la sua opera più conosciuta, New Atlantis..."

In quella che probabilmente sarebbe stata la prefazione alla Instauratio Magna si legge:

"Perché la situazione delle scienze non é ne felice ne più progredita; perché si deve aprire all'intelletto umano una via del tutto diversa da quella conosciuta in passato; e perché si devono preparare altri aiuti, affinché la mente possa esercitare sulla natura delle cose il dominio che ad essa spetta di diritto [..] e presso il popolo hanno molto successo o le dottrine polemiche e combattive o quelle di bell'aspetto e vuote, tali cioè da sedurre o da allettare l'assenso. Perciò i migliori ingegni di ogni epoca subirono certamente violenza; mentre uomini di acutezza non comuni, e tuttavia preoccupati della propria reputazione, si piegarono al giudizio del tempo e della massa. Di conseguenza, se anche in qualche momento sorsero speculazioni alquanto profonde, esse furono subito sconvolte e spazzate via dai venti delle opinioni volgari. Così il tempo, come un fiume, ha trasportato fino a noi cose leggere e gonfie, mentre a lasciato andare a fondo cose pesanti e solide..."

Ecco, questa prefazione mi ha colpito... perché Bacone, con poche parole, ci dice che ai suoi tempi si sapeva veramente poco del passato, ci dice che la scienza é basata su pochi resti del passato, spesso proprio i resti meno validi, mentre le scoperte importanti sono state cancellate dal lento trascorrere del tempo e dalle vuote opinioni della massa!

Come non condividere?

Alla prossima!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

martedì 6 aprile 2010

Gita a Bellagio e i giardini di villa Melzi

Mi alzo presto, non sono neanche le sette...
I primi raggi del sole colorano il cielo di un azzurrino pallido, quanto basta però per la nostra gita: destinazione Bellagio, sul lago di Como!

Il lago é sempre stupendo...
la strada stretta ti tiene sempre impegnato alla guida, ma di tanto in tanto una piazzola a bordo strada ti consente di fermarti... ed ammirare stupito l'opera della Natura.

Sulla destra rivoli e cascate, sulla sinistra il lago...

Procediamo lentamente,
cercando di non perderci niente...
La giornata é luminosa e finalmente arriviamo... Bellagio... di fronte a noi... intorno a noi!

La passeggiata lungo il lago é ricca dei colori della primavera appena arrivata. Le vette ancora innevate incorniciano il lago che risplende ancora di più.

Sulla sinistra la villa Melzi e i suoi giardini... sulla destra il piccolo paese con i suoi tremila abitanti.

Decidiamo di visitare prima i giardini di villa Melzi.
La villa risale ai primi dell'Ottocento.
Costruita per Francesco Melzi d'Eril, duca di Lodi e vice presidente della Repubblica Italiana nel periodo Napoleonico.

I giardini sono dei veri e propri orti botanici e vi si possono ammirare alberi provenienti da ogni parte del mondo... dalle enormi sequoie alla profumatissima canfora, abbelliti da statue e fioriti sentieri silenziosi e riposanti...

Non é difficile credere che Liszt vi si trovasse così bene da comporvi i suoi pezzi migliori, all'ombra della statua di Dante e Beatrice...

In un piccolo padiglione vicino alla villa antichi reperti ci ricordano la storia d'Italia... vasi etruschi, cannoni della fine del '700, ritratti e mezzibusti...

Un promemoria ci ricorda chi fu Francesco Melzi d'Eril...
Di famiglia nobile, nato a Milano nel 1753, girò per l'Europa rendendosi conto della situazione politica di quegli anni difficili.

Qualche anno dopo, quando Napoleone scese in Italia, é lui a discutere la posizione dell'Italia di allora. Siamo nel 1802, nasce la Repubblica Italiana, napoleone é Capo dello Stato, Francesco Melzi d'Eril é nominato vice presidente della Repubblica. Qualche anno dopo Napoleone trasforma la Repubblica in Regno d'Italia... con ciò finisce l'avventura di Melzi che si ritira a vita privata. Con la fine di Napoleone, l'Austria si riappropria di Milano.
Nel 1816 Melzi muore in Milano...
lasciando all'Italia il ricordo di se e a tutti la sua splendida villa e i giardini...

Poche righe di storia non possono annoiare... così vi saluto e vi invito a visitare lo splendido paese di Bellagio, piccolo paese sul lago di Como.

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Esce in America l'iPad della Apple: file per l'acquisto!

L'America, ancora una volta, lancia una nuova moda... o almeno ci prova!
Il 3 di aprile é il giorno fatidico... molte le attese da parte della società produttrice... circa 300.000 iPad venduti (sembra) nel primo giorno sul mercato!
La Apple lancia la sua "tavoletta" tecnologica, nuova tecnologia per fare cose che già oggi si possono già fare?
Sembra di si...
Ma allora cosa dovrebbe spingere le persone a comprarla?
Sarà la fine dei computer portatili, dei telefoni cellulari o sarà semplicemente un nuovo giocattolo tecnologico tra le mani dei più giovani e viziati consumatori di nuove tecnologie?
Vedremo... certo che uno strumento simile possiede molte potenzialità... chissà se si riuscira a tirarle fuori...

Per saperne di più... leggete l'articolo apparso su "The Economist"!


Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

lunedì 5 aprile 2010

Gita fuori porta a Lodi e Crema

Lunedì di pasquetta... finalmente bel tempo!

E' una settimana che attendiamo un po di sole e oggi non ce lo lasciamo scappare.
Certo, non andiamo lontano visto che si attende traffico su tutta la Lombardia.

Lodi é abbastanza vicina e Crema subito dopo...

Lodi, cittadina di 43.000 abitanti, si trova a sud di Milano.
Fondata nel 1158 da Federico Barbarossa a seguito della distruzione di Laus Pompeia, cittadina di origine celtiche poi occupata dai romani.

La piazza é molto bella, ampia e spaziosa, circondata da porticati che ospitano bar e negozietti... purtroppo oggi é quasi tutto chiuso!


Sulla piazza della Vittoria si staglia la facciata del Duomo, la Cattedrale della Vergine Assunta, in stile romanico. Costruita tra il 1158 al 1284, il campanile venne aggiunto nel 1500.
Riusciamo a visitarne l'interno giusto per miracolo... perché anche le chiese ormai chiudono!

Proseguiamo la passeggiata per le vie di Lodi fino ad arrivare all chiesa di San Francesco, con la sua facciata in cotto, costruita tra il 1280 e il 1307. Purtroppo già chiusa...

Da Lodi ci spostiamo a Crema, comune di circa 34.000 abitanti poco ad est di Lodi.
La cittadina ha origini antiche, secondo una versione risale infatti al VI secolo dopo Cristo e fu centro di resistenza alla invasione longobarda. Secondo un'altra versione Crema é più antica e si é sviluppata su un centro celtico precedente.
Parcheggiamo nei pressi della porta Ombriano e seguiamo il percorso storico indicato nei cartelli sparsi per la città.

Il Duomo é veramente bello... ma anch'esso chiuso!

Possiamo solo immaginarcelo, nella sua penombra...
e passare oltre.

La città é pulita e ricca di storia...

Al rientro ci fermiamo in una gelateria e un saporito gelato artigianale ci accompagna,
mentre salutiamo Crema...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

sabato 3 aprile 2010

XXV edizione del Premio Letterario Giuseppe Dessì

Giuseppe Dessì (Cagliari 7/08/1909 - Roma 6/07/1977), è uno dei più famosi autori sardi.
La sua opera forse più conosciuta é "Paese d'Ombre", una tragedia ambientata in Sardegna nel paese di Norbio che non é altro che il paese natale di Dessì, Villacidro.

La Fondazione Giuseppe Dessì ogni anno si occupa tra l'altro del Premio Letterario e anche quest'anno é stato appena pubblicato il bando. Possono partecipare autori di opere in lingua italiana pubblicate dopo il 31 gennaio 2009.

Per informazioni potete consultare il sito: www.fondazionedessi.it, dove troverete tutto ciò che occorre per partecipare al Premio.

In bocca al lupo, dunque, e vinca il migliore...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

martedì 30 marzo 2010

L’essenza del nostro non essere

Venuto a conoscenza (certo con colpevole ritardo, causa la mia eccessiva concentrazione sui fatti che attengono specificamente alle mie ricerche) di una iniziativa paradossale denominata la rotta dei Fenici, ebbi a manifestare il mio attonito disappunto verso il ministro Biondi, in data 7 Dicembre 2009, nel seguente modo:

«Molto Illustre Signor Ministro,

sono venuto a conoscenza del fatto che Ella, pochi giorni addietro, ha dato una sorta di imprimatur ad una iniziativa commerciale (che coinvolge anche altre nazioni) denominata “La rotta dei Fenici”.

Essendo, il sottoscritto, un ricercatore indipendente di preistoria e storia antica della Sardegna, mi sono naturalmente imbattuto (da lustri ormai) nella tematica, gli esiti della cui approfondita essenza etimologica, pur nella loro devastante evidenza, non sono ancora riusciti a condurre su ragionevoli percorsi, quella parte degli studiosi non adusi ad un elevato incedere.

Ebbene, sono in procinto di pubblicare un lavoro che ha il seguente titolo:

I Fenici non sono mai esistiti

Mi preme darLe questo supporto, onde fornirLe una visione più universale di quell’ambito storico cui si vuol far risalire la suddetta iniziativa.

Ove ritenga utile entrare nel merito, La prego di contattarmi.»

Di nessun cenno di risposta fu però giudicata esser degna la mia missiva.


Il 24 Marzo 2010, sono venuto a sapere che da parte dei Beni culturali viene dato parere favorevole alla messa a punto di alcune biasimevoli iniziative. Esse culminano nella sostituzione della denominazione geografica del Golfo di Oristano con quella paradossale, insulsa e negatrice della storia autentica della Sardegna, che risulta architettata con un disarmonico insieme di suoni, così graficamente rappresentati:

golfo dei fenici


Ora, pur avendo sperimentato come il Ministro, qual novello Ulisse, tenda il suo udire verso sirene che, in quanto tali, il vero non possono raccontare, ho ugualmente deciso di inviargli una seconda siffatta comunicazione epistolare:

«Signor Ministro,

Lei nulla sa di Sardi e Sardegna, Lei nulla sa di Fenici. L’essersi prestata a questa insensata operazione che ha definito il golfo di Oristano (che fonda le sue basi su qualcosa di storicamente reale) come il “Golfo dei Fenici”, non rende giustizia alla storia della Sardegna ed ancor meno alla sua intelligenza politica, che si è fatta sottomettere da sinistrorse fossili determinazioni.

Avevo cercato, nel recente passato (senza successo mi avvedo), di metterLa in guardia contro operazioni che proprio nulla hanno da spartire con la CULTURA, della quale Ella dovrebbe essere l’ultimo difensore, come la semanticamente vuota “rotta dei Fenici”.

Pubblicherò a giorni il mio secondo libro dal titolo emblematico:

I Fenici non sono mai esistiti

Ove Ella trovasse il tempo e l’attenzione per leggerlo, si avvedrà quanto insulsa sia stata l’operazione di ribattezzare il Golfo di Oristano e quanto danno, la Sua azione di Ministro mal consigliato, abbia recato alla Sardegna, al Suo dicastero ed a sé stesso.

Distinti saluti.»

Bene, questo è quanto lo sfogo, di chi da lustri si occupa dell’argomento, ha partorito nelle due occasioni.

Ho anche avuto sentore come, a seguito di questa seconda disgrazia che dall’alto ci cala, si stiano progettando azioni di protesta, assemblee, comitati, movimenti, ecc., ecc.

Ora, una persona comune, che viaggia su un veicolo alimentato con un poco di logica, si chiede: ma come! Anche sas predas sapevano che quella parte della fessa (nell’accezione di vuota) cultura sarda, stava facendo carte false per addivenire alla creazione di quella amenità che si cela dietro il parco dei fenici! E tutti sanno come amenità del genere portino seco un’infinità di interessi non certo culturali! Ebbene, tutte quelle persone dabbene che ora si svegliano e decidono di fare la guerra pur essendo il trattato di già firmato, non si rendono conto di quanto velleitaria appaia tale tardiva presa di coscienza di un pericolo che pur è stato pendente sulle loro teste per oltre diciotto mesi? Non sarebbe stato più proficuo attivarsi, non solo con la fessa (ancora nel senso di vuota) raccolta di firme, fine a sé stessa (come si è visto), proprio nel momento in cui furono dichiarate le ostilità ed addivenire con la forte comune volontà, alla stroncatura della azione di coloro, soprattutto docenti universitari, che immersi nella loro circoscritta tessera fenicia (facente parte di un mosaico il cui insieme non riescono neppure ad immaginare) appaiono totalmente ignoranti (perché appunto non conoscono) circa la vera, sublime storia della Sardegna?

Mi chiedo però:

- La Regione, nella persona del suo esimio presidente, chiamato a rappresentare gli interessi dei Sardi e della sardità,

- Il consiglio regionale, nella persona del suo presidente, che dovrebbe esprimere il suo compito di controllo,

- L’assessorato regionale alla cultura che, nella persona del suo assessore, dovrebbe avere a cuore e proteggere l’antico retroscena culturale di tutte le aree della Sardegna, comprendendovi anche la regione di Oristano, da invasioni commerciali,

cosa essi intendano fare!


Ma, tutte queste entità, nell’insieme dei loro singoli appartenenti, e proprio le tre menzionate figure istituzionali poste a salvaguardia del bene comune, con i direttori generali delle varie regionali istituzioni che non permettono si muova foglia se alcuno di essi non voglia, sappiano essersi piazzati nel mirino del nostro feroce, critico arco, ben pronto a scoccare i più avvelenati strali verso il loro imbelle proteggerci, se non riusciranno a cassare ogni stupidità tendente ad inserire nella carta geografica, la abominevole suddetta nuova denominazione che reputiamo perfino offensivo della Sardità, ripetere ancora.

Mikkelj Tzoroddu

Magellano...

E' il 1400, il secolo di preparazione alla grande impresa, il secolo di Enrico il Navigatore, di Cristoforo Colombo, di Fernão de Magalhães nato portoghese, diventato spagnolo col nome di Fernando de Magallanes, passato alla storia semplicemente come Magellano.

Di lui, e del suo viaggio alle Indie passando da Ovest, sappiamo grazie ad un vicentino, Antonio Pigafetta, cavaliere di Rodi, che accompagnò il grande navigatore nel suo viaggio intorno alla Terra. Pigafetta scrisse un diario, consegnato al re di Spagna, Carlo V, diario andato perduto; poi, spinto dalla volontà di giustizia per il suo compagno di sofferenze, riscrisse un rapporto abbreviato dal titolo: "Primo viaggio intorno al globo terracqueo" grazie al quale la Storia conosce la verità!

Erano tempi lontani, tempi in cui ancora non si era certi di niente... non si era neppure sicuri se fosse possibile circumnavigare l'Africa. In quegli anni un piccolo Paese, il Portogallo, é autore di tante scoperte... E' un fiorentino, Poliziano, che ce lo ricorda: "Non solo ha lasciato dietro di sé le Colonne d'Ercole e domato un Oceano infuriato, ma ha riconosciuto l'unità fino a oggi interrotta del mondo abitabile. Quali nuove possibilità e quali vantaggi economici possiamo ancora aspettarci, quale elevazione del sapere, quali conferme della scienza antica finora ripudiate come incredibili! Nuove terre, nuovi mari, nuovi mondi sono sorti dalle tenebre secolari. Il Portogallo è oggi il custode di un altro mondo".
Sono solo pochi versi che fanno capire quanto sarà il mondo differente dal passato... anche se per certi versi simile al passato remoto!
Eppure è proprio il Portogallo (nella persona del suo re, Manuel) che non capisce o non vuole dar credito alla proposta di colui che un giorno sarà riconosciuto come il primo a credere nella possibilità di circumnavigare il mondo e a rendere l'impresa possibile. Sarà invece il re Carlo V di Spagna ad offrire un'opportunità al nostro navigatore. Cinque navi, un equipaggio di poco più di 250 uomini, quasi tutti destinati alla morte... quasi tutti, e lo stesso Magellano tra questi!
Magellano, pochi anni dopo Colombo e diversi secoli dopo i vichinghi, si accinge a presentare al mondo la grandezza di un'idea.
Ma una grande impresa ha bisogno di grandi idee, di grandi esperti, di grandi sacrifici. Magellano mette l'idea e l'esperienza, Ruy Faleiro mette la sua scienza, l'equipaggio al completo (e il suo Ammiraglio in primis) mette i sacrifici e il sangue!

"Esiste un passaggio dall'Oceano Atlantico al Pacifico. Io lo so, io conosco il luogo e il punto. Datemi una flotta e io mostrerò il passaggio e compirò il giro di tutta la terra da oriente a occidente"... questo afferma con sicurezza Magellano di fronte al re. Come lo sapeva? E quanto la notizia era certa? Parte delle informazioni venivano dagli archivi segreti del re di Portogallo, giuste o sbagliate che fossero, Magellano si fa guidare da queste informazioni.
Il 22 marzo 1518 il re Carlo V sottoscrive il contratto con Magellano e con il professore Ruy Faleiro. E' l'inizio di un'avventura...

Mi sarebbe facile continuare a raccontare, prendendo spunto dalla biografia di Magellano opera dello scrittore Stefan Zweig, di uomini, esplorazioni, di giganti della Patagonia e della Terra del Fuoco, di selvaggi delle isole dei Ladroni, di "dei immortali" e colpi di cannone, della morte più stupida e della vita non meritata... ma così facendo, probabilmente, non potrei stimolare ulteriormente la curiosità di chi é arrivato fino a questo punto!

E allora vi lascio con un invito, leggete anche voi la biografia di Magellano, di Stefan Zweig, percorrete col pensiero il suo viaggio, vivete con i suoi uomini le loro pene... e respirate la grandezza della loro immortale impresa!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

giovedì 25 marzo 2010

Sulla pace... di Erasmo da Rotterdam

Erasmo da Rotterdam ovvero Geert Geertsz (1466-1536),
secondo Stefan Zweig (scrittore Austriaco, autore di tante biografie di grandi uomini) fu "la gloria più alta e luminosa del suo Secolo" purtroppo diventato, sembra, niente più che un nome...
Sarà vero?
Forse si... ma cosa può fare un lettore come me di fronte ad una tastiera e con un libro appena finito di leggere se non rinverdire il ricordo di un così grande pensatore?
Ed eccomi dunque alle prese col non facile compito di riportare in poche righe il pensiero di un grande uomo, senza purtroppo conoscerlo a fondo!
Certo, ci vuol poco a scoprire dove é nato, dove visse e quando morì... volendo si trovano altrettanto facilmente i dati essenziali della sua biografia ma a me non interessa niente di tutto ciò... ciò che mi interessa é leggere i suoi testi per cercare di capirne il pensiero e così comincio da uno di quelli forse non troppo conosciuti: "Sulla pace".

La pace in questo suo breve saggio diventa la "Pace", personificazione reietta, derelitta, maltrattata e allontanata dal mondo e da tutti... anche e soprattutto dai cristiani!
E lo si può capire subito dal titolo originale "Il lamento della Pace respinta e annientata da ogni nazione composto da Desiderio Erasmo da Rotterdam"... che dire di più?

La Pace, alla ricerca di tranquillità, si sposta tra i principi, tra i saggi, tra i religiosi, in mezzo al popolo... ma ovunque é respinta e non trova altro che dissidi e guerra, d'armi, di penna o di parole!

Ma perché la Pace é così in odio al genere umano? E perché lo é tra i cristiani?

"Due Sciiti sono a tal punto legati tra di loro bevendo una goccia di sangue da un calice, che senza alcuna esitazione sono pronti ad affrontare addirittura la morte per l'amico. E ancora, tra i pagani é una cosa sacra l'amicizia che è stata stretta e resa inviolabile da una comune mensa. Se così stanno le cose, tanto il pane disceso dal cielo quanto il calice mistico non sono in grado di rendere inscindibile l'amicizia tra i cristiani, che Cristo, in persona, ha reso santa e che i cristiani, ogni giorno, rinnovano nel sacramento dell'eucarestia?"

Questa é la domanda fondamentale... ma non voglio proseguire, a voi e alla vostra curiosità il piacere di andare oltre!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

sabato 20 marzo 2010

Un poco di filosofia...

Il grande Shakespeare nel suo "Il mercante di Venezia" ci avvicina alla filosofia facendo dire ai suoi personaggi cose vere ma spesso, se non sempre, ignorate.
Io dico sempre, e ci credo profondamente, di agire come dico e di dire ciò che penso... devo aggiungere, ad onor del vero... con una certa moderazione!
Ma quanto é difficile seguire questa regola? (e quanto realmente io la seguo?)

Uno dei personaggi del dramma, Porzia, la bella e ricca ereditiera dice in proposito:

"Se il fare fosse facile come il sapere quel che é bene fare, le cappelle sarebbero chiuse e le casupole dei poveri sarebbero palazzi di principi.
E' un buon sacerdote colui che esegue i suoi stessi precetti.
Mi é più facile insegnare a venti persone quel che é bene fare, che non essere una di quelle venti e attuare il mio proprio insegnamento.
Il cervello ha un bell'ideare leggi per il dominio della passione; un temperamento ardente balza oltre a ogni freddo comando..."

Cosa c'é di più vero?

Grazie Porzia, per le tue sagge parole e per avermi dato modo di riflettere...

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Ancora due gocce...

Verso le ultime gocce di buona volontà in questo mare di indifferenza...
sperando ancora una volta che siano sufficienti.

Magari poche gocce ancora, mi dico,
faranno ciò che non è stato fatto da mari infiniti...
ma mentre lo faccio non ci credo!

Ultime gocce di buona volontà... addio!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

mercoledì 17 marzo 2010

Un poco di matematica divertente...

Cari amici,

come forse già sapete, uno dei miei interessi preferiti é la matematica.

Già in passato ho cercato di stimolare la discussione... anche se purtroppo con scarsi risultati!

Ma io non desisto... e così ecco a voi le ultime novità del gruppo di ricerca del politecnico di Torino... Polymath!

Il 15 marzo é stato il giorno della Matematica, chiamato anche Pi day... l'incontro può essere visto su: http://www.celm.polito.it/polistream.
Sono in rete anche le registrazioni degli appuntamenti più recenti di Polymath, ICT e SOCIETA’ e Matematica e... Clima. A proposito di Matematica e... Clima, pubblicheremo sulle pagine di Polymath le tesine della maturità, segnalate dagli insegnanti.
DigitalArt 2010 è il nuovo concorso, riservato agli studenti delle superiori, lanciato dalla Facoltà d’Ingegneria dell’Informazione del Politecnico di Torino e da Polymath.

Questo mese segnaliamo:
I Giochi del Pi Day,
labirinti, dissezioni e puzzle per la domenica 14 marzo. In primo piano un nuovo intervento di Gabriele Lolli sulla Logica per gli insegnanti. E’ la sua relazione al Convegno che abbiamo organizzato a Roma il 30 ottobre scorso. Le recensioni del nuovo libro di Ennio Peres, Un mondo di coincidenze, e un nuovo gioco nella sua rubrica di MatheMagica, come diventano magia tre semplici divisioni. Nel Sito del mese i siti free on line suggeriti da Andrea Bottino, Politecnico di Torino, per la realizzazione delle opere in DigitalArt. E nelle rubriche, gli originali Numeri a rovescio di Camillo Grandi, Alessandro Bergonzoni che gioca e provoca con i numeri in VideoMath. La nuova puntata della rubrica The Lobster Quadrille di Maria Rosa Menzio, Più e Per. I nuovi Problemi di Federico Peiretti.

E dunque ancora una volta grazie al
Gruppo di Ricerca Progetto Polymath...


... e a presto!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

sabato 13 marzo 2010

Il pastrocchio della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Il libro kircandesossardos – sardegna, ricerca dell’origine, fu pubblicato nel mese di Giugno del 2008. Credendo che l’invio della copia per il “deposito legale” alle Biblioteche nazionali di Roma e Firenze, fosse ancora compito del tipografo, non mi occupai di tale incombenza.

Nel mese di ottobre dello stesso anno, scoperto non esservi traccia del libro nel catalogo della Nazionale di Roma, mi recai negli uffici della stessa ove mi fu detto che il tempo della messa in catalogo del titolo, nella norma, sarebbe potuto anche essere più lungo. A Febbraio dell’anno successivo, essendo la situazione rimasta invariata ed essendo di nuovo salito agli uffici della Biblioteca, decidemmo, con una responsabile dell’idoneo settore, che avrei donato una copia del libro. La stessa copia avrebbe seguito un “giro rapido” al di fuori degli obblighi del percorso informatico, che avrebbe portato il libro, nel giro di pochi giorni, ad essere disponibile per i fruitori della Biblioteca. Consegnai la copia il 7 Febbraio.

A Marzo del 2009, mi fu chiaro che la incombenza di spedire copia dell’opera per il cosiddetto “deposito legale” spettava in realtà all’editore cioè a me stesso, per cui provvidi alla bisogna il 25 dello stesso mese, avendone poi riscontro il 5 Maggio, con protocollo n° 0002305/ da parte della Nazionale di Roma.

Constatai nello stesso mese che, pur essendo trascorsi ben tre mesi (quindi qualcosina in più dei pochi giorni preventivati) e nonostante le assicurazioni circa il “giro rapido” (programmato dalle responsabili), il mio libro non era ancora disponibile alla lettura. La stessa situazione la si ebbe a Giugno, a fine del quale mese mi recai di bel nuovo presso gli uffici della Biblioteca, ove mi fu detto che dell’impedimento era causa un problema tecnico avuto dalla sezione informatica: non solo il mio libro, ma tutte le pubblicazioni erano bloccate, perché il sistema informatico era soggetto ad ammodernamento e nessuno poteva sapere quando il blocco sarebbe venuto a cessare. Pur comprendendo, a livello di elementare logica e per i trascorsi tecnici, essere ciò semplicemente assurdo, mi resi tuttavia conto, essendo il cosiddetto “giro rapido”, volutamente per sua natura, totalmente indipendente da qualsiasi legame con il sistema informatico, d’essere totalmente impotente a fronte di quello che si manifestava ormai aver preso la forma del più classico ed impenetrabile “muro di gomma”.

Ma a Novembre o Dicembre, mi accorsi che erano già disponibili alla lettura e quindi presenti nel catalogo, dei testi pubblicati un anno dopo quello mio, cioè nel 2009. Decisi di parlare col direttore della Biblioteca Nazionale. Naturalmente, non mi fu possibile, ma dopo qualche insistenza riuscii ad incontrare la responsabile della segreteria dello stesso direttore. Ad essa esposi il caso, lei fece qualche verifica dal suo pc e rimase molto meravigliata della situazione che definì incredibile. Ella rimase talmente incredula e al tempo costernata che, da grande decisionista quale doveva certamente essere, mi diede appuntamento dopo una settimana, con la promessa che avrebbe risolto ogni problema; vista la sua onesta disponibilità, mi azzardai a dirle che sarei stato disposto a portare una terza copia e a tale offerta la responsabile della segreteria mi disse che se ciò fosse stato necessario avevo, già da subito, la sua solenne promessa che tutto l’iter per la messa in catalogo, ricorrendo al metodo manuale, si sarebbe svolto in una sola giornata. Molto felice d’aver trovato finalmente la soluzione del mio problema, mi accomiatai dalla molto disponibile signora.

Una settimana trascorse senza alcuna telefonata da parte della gentile signora.

Dopo due settimane mi presentai presso il suo ufficio e dopo una certa attesa ella mi ricevette. La frase, preconfezionata, che mi elargì di prim’acchito, ancor prima del buongiorno, fu all’incirca la seguente:

ma lei non mi aveva detto che le era stata data già una risposta!


Il resto del colloquio non è importante, perché in quel momento compresi che il mio libro era bloccato per ordini superiori. A riprova di ciò, constatai come la disponibilità ed il decisionismo della signora fossero come svaniti nel nulla! Non avevo più di fronte il funzionario statale preparato e solerte di due settimane addietro: avevo davanti un impiegato molto seccato, non perché costretto a dirmi qualcosa che essa stessa sapeva essere non vera, ma perché al di là delle parole meccanicamente interscambiate, sentiva, palpabile, la altissima disistima nei suoi confronti, che ella stava facendo montare nel suo maltrattato interlocutore.

Ma, cosa ne sarebbe stato della procedura manuale (pur promessami in modo solenne) da portare a termine in un giorno? Neanche a parlarne! Compresi, appunto, che mi era stata già fornita, e da tempo, una risposta. Essa era stata registrata e tale sarebbe rimasta in eterno, perché così era stato deciso e non importava affatto che pubblicazioni successive di un anno, fossero già disponibili nella stessa Biblioteca!

Ora, si deve considerare (e quelle due o tre persone che mi conoscono perfettamente sanno) come io sia un emerito sconosciuto in qualsivoglia ambito culturale, non abbia nessuna preparazione umanistica, non sia al traino di nessuna corrente di pensiero, se non quella mia, quindi ciò che vado ad esprimere a titolo personale, vale nella misura in cui viene percepita come apprezzabile, da una parte, dei pochi che mi leggono.

Ed allora, come è possibile che il mio primo libro, che nulla dice se non riscrivere la preistoria della Sardegna e del Mediterraneo, possa destare una così accanita avversione da costringere una Istituzione così prestigiosa come la Biblioteca Nazionale di Roma, nella persona del suo direttore, perché egli ne è certo il primo ed unico responsabile di fronte al Ministro, ma anche verso la comunità intiera, a nascondere e sottrarre, vilmente, un testo alla lettura del folto pubblico di studiosi, ricercatori, studenti, semplici cittadini, che frequenta la biblioteca, in cui identifica il sacro tempio atto alla sempiterna diffusione della umana cultura?


mikkelj tzoroddu – autore ed editore

sabato 6 marzo 2010

Insalata Milano... alla mia maniera!

In cucina ciò che occorre é una buona dose di fantasia... con la fantasia si può trasformare "quasi" qualunque cosa in un ottimo piatto!
Oggi mi sono cimentato nel trasformare un cespo di insalata Milano, tendenzialmente insapore, in un ottimo contorno da servire con la carne.
Affettate l'insalata e buttate in padella, aggiungete un po di radicchio rosso sempre tagliato fine, un pomodoro secco, un bel po di cipolla, olio quanto basta, e mettete il tutto sul fuoco a cuocere per cinque minuti.
Occhio a non dimenticare il coperchio, altrimenti si brucia...
Quindi aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco, meglio se un buon vermentino di Sardegna, lasciare cuocere ancora per pochi minuti quindi spolverate con pepe nero e il gioco é fatto.
Servite l'insalata Milano alla mia maniera nello stesso piatto della carne e... buon appetito!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Occorre avere fiducia...

Ogni volta che mi guardo attorno, vedo la società coperta da un alone scuro,
come di cenere...
Ricopre tutto, uomini, donne, bambini, alberi e fiori...
la stessa aria che respiriamo é grigia e sporca!

Polvere contaminata dall'Umanità?!?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

giovedì 18 febbraio 2010

America - Cina... qual'é la relazione economica tra le due Super Potenze?

Cari amici,
talvolta capita di discutere con i miei amici sulle relazioni esistenti tra i Paesi del mondo, le popolazioni, la crescita demografica, l'economia, il lavoro... una delle nostre discussioni si basa sulle relazioni esistenti tra l'economia americana e quella cinese.... é sufficiente leggere The Economist per rendersene conto. Più difficile da capire se si leggono i nostri giornali, sempre troppo impegnati a discutere di affari di "politica interna".
Perdonate il sarcasmo, non lo farò più...

In definitiva, io penso che gli Stati Uniti si trovino attualmente in brutte acque ma... voi cosa ne pensate?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

domenica 7 febbraio 2010

La guerra... qual é la sua reale funzione per l'umanità?

La storia insegna...
occorre solo avere l'intelligenza di imparare!

La storia dell'umanità é raccontata in migliaia di libri, autori di tutto il mondo, di tutti i tempi e di tutte le culture si sono preoccupati di tramandarci i fatti accaduti e ciò che era dietro i fatti, i motivi profondi dei cambiamenti e delle guerre.
Tutti noi, chi più chi meno, ha avuto tra le mani un libro oppure ha assistito ad una lezione di storia... ha sentito parlare di guerre, conquiste, crociate, invasioni... di tutti i tipi.
La televisione ci bombarda di notizie provenienti dall'Iran, Iraq, Afghanistan, Libano, Yemen, Somalia... per parlare solo delle più note!
Guerre giuste, guerre sante, guerre di conquista o di liberazione, guerre simmetriche e asimmetriche... guerre di rivoluzione.
Nonostante la Storia la guerra continua...
Sembra proprio che la costante dell'umanità sia la guerra!
Ma allora, se così é, si può dire che la guerra svolge una sua importante funzione evolutiva?
Qual'é la funzione della guerra?
Voi che ne pensate?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

domenica 31 gennaio 2010

Due errori di politica sociale che hanno contribuito alla crescita del fenomeno dei "Bamboccioni"

I bamboccioni...
quegli strani esseri di cui non si fa altro che parlare ultimamente...
Uomini (e donne, per par conditio) che vivono alle spalle dei genitori... fanno finta di studiare all'Università e si fanno invece mantenere!
Ma questo fenomeno sociale dei nostri giorni da dove viene?
A mio parere due sono stati gli errori di politica sociale compiuti nel nostro paese nell'ultimo decennio...
1. l'abolizione del servizio di leva obbligatorio;
2. l'innalzamento dell'età di istruzione obbligatoria.
Mi spiego meglio: per farla breve il servizio di leva era obbligatorio per tutti i ragazzi che, in buona salute, raggiungevano la maggiore età (e non si trovavano in determinate situazioni scolastiche che gli consentivano di rimandare il servizio di leva al termine degli studi!).
Nonostante saranno in tanti a ricordare il periodo di leva come tempo speso inutilmente, bisogna però riconoscere che svolgeva una funzione sociale molto importante ora scomparsa: quella di allontanare i ragazzi da casa e permettergli di capire cosa realmente significhi vivere fuori casa, lontano dai genitori, premessa essenziale per creare degli uomini.
In questo senso l'abolizione del servizio di leva ha contribuito indubbiamente alla creazione dei bamboccioni.
L'altro errore di politica sociale, sempre a mio parere, é stato l'innalzamento dell'età della scuola dell'obbligo. Ritengo infatti assolutamente inutile tenere a scaldare i banchi di scuola studenti che non hanno alcuna intenzione di studiare! Che dire poi del fenomeno inflazionistico dei titoli di studio?
Un tempo chi non aveva voglia di studiare si doveva trovare un lavoro se voleva vivere, anche perché nessun giudice si sarebbe mai sognato di dar ragione ad un figlio che senza contribuire alla vita economica di famiglia, pretendeva di essere mantenuto dai genitori.

Tutto ciò influisce in maniera pesante su una società, quella italiana, già appesantita da altri problemi...

Ma ora, dicono, i tempi sono cambiati!
Io mi chiedo... in meglio o in peggio?

Voi che ne pensate?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

venerdì 29 gennaio 2010

Arrivano gli incentivi... e anche quest'anno aiutiamo la FIAT!

In Italia siamo in crisi... ma la crisi non é per tutti!
Se infatti si ha un certo numero di dipendenti, come la FIAT, é facile essere aiutati dallo Stato!
Basta esercitare bene l'arma del "ricatto"!
Come?
Qualcuno minaccia la chiusura degli stabilimenti e...
Come ogni anno gli aiuti dello Stato diretti a evitare il licenziamento, il blocco della produzione... saltano fuori come per miracolo!

Ma é poi vero? Gli aiuti di Stato servono a qualcosa?

Purtroppo é esattamente il contrario, come al solito gli aiuti sono solo una copertura per consentire alla FIAT di farsi i fatti propri!

E' bastato minacciare di chiudere a Termini Imerese per provocare un crollo in borsa e subito dopo ecco le rassicurazioni dello Stato... anche quest'anno lo Stato paga per non chiudere!

Così pian piano la FIAT sta spostando i suoi investimenti e stabilimenti all'estero, e il tutto a spese dello Stato italiano... cioè di chi paga le tasse.

Ma quando finirà questo ladrocinio?

Non c'é proprio limite alla indecenza...

Piuttosto... qualcuno diceva che non c'era crisi... mi sbaglio io o ci hanno semplicemente preso per i fondelli?

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

sabato 23 gennaio 2010

Luce sia... e luce fù!

Iovis Pater, padre che giovi...
Iupiter,
Lucetius, che giovi portando la luce...
Diespiter, padre del giorno e della luce,
Diovis, che giovi portando il giorno...

Dio,
che sei nell'alto dei cieli...
che doni luce e vita,
creatore dei cieli e della terra...

Padre Sole!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Origine del nome degli Dei: Giove, Diovis e Vediovis

(Aulo Gellio, Notti Attiche, V,12)
Ci dice Gellio di aver trovato scritto nelle preghiere antiche i nomi di alcuni dei romani chiamati Diovis e Vediovis.
Secondo Gellio gli antichi Latini facevano derivare il nome "Giove" (Iovis) dal verbo "giovare" (Iuvare), al quale veniva aggiunto il termine "Padre" (Pater o Piter), da cui si giunse alla forma completa "Iovispater" ovvero "Padre che giova".
Tale forma fu poi abbreviata in "Iupiter".
Giove veniva anche chiamato "Diovis" e "Lucetius" perché "aiuta con il giorno e la luce".
E' chiaro dunque che "Diovis" era il nome attribuito alla divinità che aveva il potere di giovare.
Vediovis invece era la divinità che aveva il potere di nuocere, in quanto la parola é composta da "Diovis" e dalla particella "ve" usata in senso privativo o negativo.

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO